La 19ª edizione del Congresso dei Campeggi Croati, organizzata dall’Associazione Croata del Campeggio (KUH), si è svolta dal 27 al 29 ottobre 2025 presso l’Amadria Park Hotel Ivan di Šibenik. Anche quest’anno l’evento ha riunito istituzioni, imprenditori e professionisti del turismo e dell’ospitalità all’aria aperta per discutere sfide e prospettive di uno dei settori più dinamici dell’economia croata.
Tonči Glavina: “Regole chiare e crescita sostenibile per il futuro del campeggio croato”
Il Ministro del Turismo e dello Sport della Repubblica di Croazia, Tonči Glavina, ha aperto i lavori delineando un quadro di fiducia e cambiamento strutturale per l’industria turistica nazionale. Nonostante le difficoltà geopolitiche ed economiche, il 2025 si è chiuso con risultati da record: oltre 25 milioni di arrivi e più di 107 milioni di pernottamenti, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente.
Glavina ha sottolineato come, per la prima volta, la crescita non sia stata limitata ai mesi estivi, ma distribuita lungo tutto l’arco dell’anno, confermando l’obiettivo di rendere la Croazia una destinazione turistica a 12 mesi. In questo processo il campeggio ha avuto un ruolo decisivo, con una crescita del 3% nella pre-stagione e fino al 16% nella post-stagione, grazie anche a un numero crescente di strutture aperte tutto l’anno.
Oggi oltre il 57% dei campeggi croati appartiene alle categorie a 4 e 5 stelle, un dato che colloca il Paese ai vertici europei. Ma, ha evidenziato il ministro, l’obiettivo non è più “crescere a tutti i costi”, bensì “crescere meglio”. L’elemento più rilevante per il futuro del settore è la nuova legge sul turismo e sulla pianificazione territoriale, destinata a offrire finalmente un quadro normativo stabile e trasparente dopo anni di incertezza.
La normativa, che dovrebbe essere approvata entro pochi giorni, definisce le case mobili come unità abitative temporanee e non come edifici, consentendone l’installazione solo all’interno dei campeggi autorizzati e nel rispetto di limiti dimensionali e di ancoraggio ben precisi. La legge introduce inoltre una fascia di rispetto di 25 metri dalla linea di costa e un periodo transitorio di dieci anni per permettere agli operatori di adeguarsi senza penalizzazioni. Queste misure, ha spiegato Glavina, garantiranno certezza giuridica agli investitori, tutela ambientale e basi solide per uno sviluppo sostenibile nei decenni a venire.
Il ministro ha ringraziato il KUH e le altre organizzazioni turistiche per la collaborazione durante l’intero iter legislativo, sottolineando come il dialogo con gli operatori sia stato “costante e prezioso”. Ha concluso con un appello alla responsabilità condivisa tra istituzioni e imprese: la Croazia, ha detto, possiede tutte le condizioni per rimanere tra le destinazioni più competitive d’Europa, a patto di proteggere il proprio territorio, migliorare la qualità e continuare a innovare senza snaturare la propria identità.
Veljko Ostojić: “Le case mobili non sono edifici – difendiamo il modello del campeggio croato”
Il presidente del KUH, Veljko Ostojić, ha definito il 2025 “un anno eccezionale” per il campeggio croato, con un incremento del 24% dei pernottamenti rispetto all’anno precedente. Dal 2019, il numero medio di giorni di occupazione per unità ricettiva è passato da 76 a 82, un chiaro segnale di maggiore utilizzo stagionale e di riconoscimento, da parte del mercato, della qualità e degli investimenti realizzati.
Ostojić ha incentrato il suo intervento sulla nuova legge di pianificazione territoriale e sulle sue implicazioni per le case mobili. La prima bozza prevedeva una distanza minima di 100 metri dalla linea di costa per le unità mobili, una disposizione che, se approvata, avrebbe comportato la rimozione di oltre 5.000 case mobili e una perdita stimata di circa 350 milioni di euro di ricavi annui solo per questa tipologia di alloggio. Durante la consultazione pubblica, KUH e le principali associazioni turistiche croate hanno presentato 671 osservazioni e proposte, la maggior parte delle quali non è stata accolta.
Ribadendo la posizione del settore, Ostojić ha affermato che le case mobili devono essere riconosciute come unità mobili per il soggiorno temporaneo, non come costruzioni permanenti, in linea con la normativa europea. In Italia, Francia, Spagna e Portogallo – ha ricordato – le case mobili installate nei campeggi non sono considerate edifici e non sono soggette a limiti di distanza dal mare. Il campeggio, ha aggiunto, non è un problema per il territorio, ma una forma di tutela e valorizzazione dello spazio naturale, che lo mantiene accessibile e vitale.
Ha inoltre richiamato un esempio concreto del ruolo sociale delle case mobili: dopo il terremoto di Petrinja del 2020, 110 unità furono consegnate in soli cinque giorni per offrire un rifugio immediato agli sfollati, dimostrando la flessibilità e l’utilità di queste soluzioni abitative temporanee. Ostojić ha quindi invitato il legislatore ad adottare una legge moderna, coerente e armonizzata con le direttive europee, capace di garantire certezza giuridica, attrarre investimenti e riconoscere il valore economico e ambientale del campeggio croato.
Kristjan Staničić: “Qualità, sostenibilità e promozione intelligente per mantenere la leadership”
Il direttore dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo (HTZ), Kristjan Staničić, ha presentato un quadro completo dei risultati turistici del 2025 e delle strategie future. L’anno si è chiuso con oltre 25 milioni di arrivi e 107 milioni di pernottamenti, a conferma della stabilità e della capacità di crescita costante del turismo croato, grazie al focus sulla qualità e sulla destagionalizzazione.
Le strutture di categoria superiore – inclusi i campeggi di fascia alta – continuano a registrare le migliori performance in termini di occupazione e risultati economici, riflettendo una domanda sempre più orientata a comfort, servizi e esperienze autentiche. La Germania resta il principale mercato di provenienza, seguita da Austria, Paesi Bassi e Polonia, mentre l’Italia, dopo una fase di rallentamento, mostra segnali di ripresa grazie ai nuovi collegamenti aerei e marittimi.
Staničić ha sottolineato come la competitività dei prezzi rimanga una sfida cruciale, e che il settore debba trovare un equilibrio tra qualità e accessibilità. Ha evidenziato inoltre l’importanza crescente delle partnership strategiche, in particolare con l’automobile club tedesco ADAC, le cui campagne digitali influenzano direttamente le scelte dei campeggiatori tedeschi. L’HTZ continuerà a partecipare ai principali saloni europei dedicati al turismo all’aria aperta – tra cui Utrecht, Düsseldorf e Varsavia – per promuovere la Croazia come una destinazione moderna, matura e sostenibile, capace di offrire esperienze diversificate tutto l’anno.
Dibattito finale: legislazione, uso del suolo e visione a lungo termine
Il dibattito conclusivo, moderato dal giornalista Frano Ridjan, ha riunito il Ministro Glavina, il presidente Ostojić e il direttore Staničić per un confronto approfondito sulla nuova legge in materia di turismo e pianificazione territoriale, sulla gestione delle aree costiere e sulle strategie di sviluppo a lungo termine.

Glavina ha confermato che la legge, frutto di due settimane di intenso confronto tra ministeri, associazioni e governo, sarà approvata a breve, introducendo regole chiare e durature. Ostojić ha ribadito l’importanza di completare la demarcazione tecnica del demanio marittimo, un passaggio essenziale per garantire stabilità giuridica e fiducia agli investitori. Staničić ha infine posto l’accento sul ruolo della promozione digitale integrata e della cooperazione internazionale per consolidare la posizione della Croazia nel mercato europeo.
Il congresso si è chiuso in un clima di cauto ottimismo e collaborazione, con la consapevolezza condivisa che stabilità normativa, crescita sostenibile e innovazione rappresentano i pilastri su cui costruire il futuro del campeggio croato.

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