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Assocamping Confesercenti: il Fondo per il turismo open-air punti su progetti “car free”

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Con l’istituzione del Fondo dedicato al turismo all’aria aperta (contenuto nel decreto legge Qualità dell’aria, convertito in legge a fine ottobre), gli operatori del settore attendono adesso maggiori dettagli circa la sua applicazione. A breve, infatti, il ministero del Turismo dovrebbe pubblicare il relativo bando e l’auspicio di Monica Saielli, presidente di Assocamping Confesercenti, è che si premino progetti per campeggi e villaggi turistici “car free”. Il Fondo ha una dotazione di 32.870.000 euro per l’anno 2023.

Tali risorse sono destinate al finanziamento di investimenti proposti dai comuni italiani e volti alla creazione e alla riqualificazione di aree attrezzate di sosta temporanea a fini turistici e alla valorizzazione del turismo all’aria aperta”. Il finanziamento sarà regolamentato secondo quanto stabilito dall’apposito bando che il Ministero deve pubblicare, su cui adesso si sposta l’attenzione e l’attesa degli operatori.

Monica Saielli: introdurre incentivi per le imprese green

Entrando nel merito del finanziamento dei progetti comunali per la creazione e riqualificazione di aree attrezzate di sosta temporanea a fini turistici, la presidente Saielli sottolinea la necessità di “definire con precisione con quali modalità le aree attrezzate, in cui è possibile sostare per un massimo di 24 o 72 ore a seconda della regione in cui sono ubicate, possano contribuire al miglioramento della qualità dell’aria. Senz’altro, andrebbero realizzate al di fuori dei centri urbani proprio al fine di decongestionare il traffico, prevedendo luso di biciclette o comunque di veicoli a ricarica elettrica per gli spostamenti”.

Muoversi in questa direzione non solo valorizzerebbe il turismo all’aria aperta, ma accelererebbe anche la transizione ecologica delle imprese turistiche del settore. Per farlo, però, secondo la presidente di Assocamping occorre sostenere le imprese introducendo alcuni incentivi fiscali in favore dei campeggi e villaggi turistici che vogliono qualificarsi come “car free” prevedendo, al loro interno, limitazioni alla circolazione di veicoli a motore e incoraggiando gli ospiti a usare soluzioni di trasporto più green e sostenibili.

Saielli suggerisce dunque di riflettere sulla possibilità di introdurre alcune misure specifiche, come sgravi sulla TARI, una riduzione della misura dell’imposta di soggiorno, o ancora misure di sostegno per le imprese open-air promotrici di comunità energetiche e agevolazioni fiscali per le strutture che favoriscono il cicloturismo inserendo nel loro listino una tariffa “eco bike” riservata a chi viaggia in bicicletta, o per le attività che implementano il patrimonio arboreo mettendo a dimora ogni anno nuove essenze, favorendo quelle autoctone.

Una serie di incentivi, dunque, che premino le strutture più virtuose rendendole motore della transizione ecologica del settore open-air.

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