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Codice per la protezione dei turisti, l’UNWTO traccia un bilancio della sua applicazione e le sfide del futuro

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Si è tenuto pochi giorni fa a Salamanca, in Spagna, il primo seminario organizzato dall’UNWTO (in collaborazione con l’Università di Salamanca e l’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne) sul Codice internazionale per la protezione dei turisti, normativa che mira a garantire una certezza giuridica a tutti gli operatori del settore turistico. A discutere dei risultati della sua applicazione, a due anni dall’entrata in vigore, e delle sfide dei prossimi anni sono stati esperti legali, accademici e rappresentanti del settore pubblico e privato.

Il Codice, lo ricordiamo, è stato redatto in tempi strettissimi durante l’emergenza pandemica, quando si sentiva l’urgenza di avere norme chiare e coerenti per assistere i turisti, ed è il risultato di fitte consultazioni con più di 100 Paesi e tutto il settore privato. Approvato dall’Assemblea Generale dell’UNWTO nel 2021, oggi vi aderiscono 22 Paesi, riconoscendolo quale strumento fondamentale per ripristinare la fiducia dei viaggiatori nei viaggi.

I punti salienti del seminario

I due giorni di dibattiti sono stati animati da tavole rotonde e conferenze, incentrate sui temi principali che ruotano attorno al diritto del turismo, primo tra tutti l’esigenza di riconoscerlo come ramo indipendente del diritto internazionale. Ma si è parlato anche di come affrontare e superare gli ostacoli a una piena integrazione del diritto del turismo nei sistemi giuridici nazionali e internazionali.

Altro punto saliente è stato il dibattito attorno alla creazione di un programma di dottorato di ricerca sul diritto del turismo con le Università di Salamanca e Paris 1 Panthéon-Sorbonne, per sostenere gli studi avanzati e la formazione in questa specifica branca del sistema giuridico. Si è parlato anche del ruolo potenziale del Codice nella gestione delle crisi, sulla base degli insegnamenti della pandemia, e di quale potrebbe essere lo standard minimo di protezione per i turisti.

Altre discussioni hanno affrontato temi interessanti come le questioni contrattuali relative alla fornitura di assistenza in situazioni di emergenza, le raccomandazioni per le migliori pratiche in materia di protezione dei turisti nel contesto dei servizi digitali, della prevenzione delle emergenze, nonché dell’assistenza e del rimpatrio.

Il seminario ha anche evidenziato le opportunità offerte dall’adesione al Codice, grazie anche alla presentazione di casi di studio di buone pratiche, tra cui il caso dell’Uruguay, e gli sforzi compiuti per applicare il Codice a livello nazionale attraverso lo sviluppo di una legislazione specifica. I relatori esperti hanno illustrato il caso di “quando la crisi diventa un’opportunità”, chiarendo che il Codice può aiutare a bilanciare le responsabilità tra i Paesi, le imprese e gli stessi turisti in situazioni di emergenza.

Ai partecipanti è stato infine presentato il lavoro dell’Osservatorio sul diritto del turismo per l’America Latina e i Caraibi, uno strumento digitale al servizio dei membri dell’UNWTO che raccoglierà tutta la legislazione che riguarda l’attività turistica promulgata dai Paesi della regione dell’America Latina e dei Caraibi. L’Osservatorio servirà come strumento di comparazione, emetterà raccomandazioni e pubblicazioni sul diritto del turismo e sosterrà gli Stati membri dell’UNWTO nello sviluppo della legislazione che riguarda il turismo.

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