Nel contesto di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, il tema dell’accessibilità è emerso con forza come uno dei nodi strategici per l’evoluzione del turismo open-air. Non più soltanto adeguamento normativo o risposta a esigenze specifiche, ma leva progettuale, culturale ed economica capace di incidere sulla qualità complessiva dell’offerta. È questo l’orizzonte al centro del progetto Di Ognuno – Orizzonti Possibili, sviluppato da Lombardini22 in collaborazione con Village for All – V4A.
In questa nuova puntata della rubrica Conversazioni @ Camping Business proponiamo l’intervista video realizzata proprio a Hospitality con Cristian Catania, Head of Universal Design di Lombardini22, per entrare nel merito di un approccio che supera la dimensione tecnica dell’abbattimento delle barriere e introduce una visione più ampia: progettare spazi e servizi capaci di accogliere la diversità come condizione ordinaria.
L’Universal Design non si limita a rendere accessibili strutture e percorsi, ma ridefinisce l’esperienza dell’ospite a partire dall’autonomia, dal comfort e dalla dignità della persona. Nel settore open-air questo significa ripensare unità abitative, spazi comuni, servizi e comunicazione in modo integrato, considerando esigenze permanenti, temporanee o situazionali. L’accessibilità diventa così un fattore di qualità percepita, di ampliamento del mercato e di posizionamento competitivo.
La conversazione offre una chiave di lettura operativa per imprenditori, progettisti e gestori di campeggi e villaggi turistici: investire in inclusione non è un costo accessorio, ma un elemento strutturale di innovazione. In un comparto che fonda la propria identità sul contatto con la natura e sull’esperienza, la capacità di garantire fruibilità diffusa rappresenta una condizione essenziale per parlare davvero di ospitalità.
Qui sotto l’intervista completa:

Alberto Granzotto – FAITA-FederCamping