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Design, sostenibilità, cambiamento climatico: da dove partire per disegnare il nuovo volto del camping

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Il nuovo volto del camping non può prescindere dal design, dalla sostenibilità e dall’efficienza energetica. Sono questi i temi toccati durante il convegno organizzato da Crippaconcept al SIA Hospitality Design, che ha portato sul palco le esperienze fatte dall’azienda insieme all’Università di Pavia in termini di ricerca e progettazione ergonomica ed eco-sostenibile, approfondendo poi il tema dell’indipendenza energetica delle case mobili. Interessante anche la testimonianza di Margherita Facchini, proprietaria del San Francesco Camping Village di Desenzano del Garda, che è stato colpito da una violentissima grandinata danneggiando pesantemente 200 delle 202 case mobili presenti nella struttura.

Del lavoro svolto con l’Università di Pavia ha raccontato Margherita Capotorto, PhD student, Dott. in ingegneria edile e architettura, che ha spiegato quali sono i capisaldi legati all’avere un hashtag come #sustainabledesign. In sostanza, la sostenibilità va perseguita non solo con l’adozione di mezzi tecnologici, ma come approccio adeguato sin dalle fasi progettuali. Qui viene fatta una ricerca morfologica e paesaggistica, durante cui viene analizzato a fondo il luogo per comprenderne vincoli e potenzialità.

Nella fase di ricerca applicata si passa poi a un approfondimento sulla vegetazione presente in loco e una valutazione del clima – compresi temperatura, umidità e venti – per poter sviluppare un progetto allineato con le necessità del contesto, sia per la scelta del posizionamento sia per i materiali da utilizzare.

Infine, per sviluppare un progetto completamente sostenibile bisogna anche guardare al design interno del prodotto industriale. Insieme all’AUDe dell’Università di Pavia, un laboratorio integrato di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura che si occupa di progettazione architettonica e urbana, è stata così condotta una ricerca relativa ai minimi dimensionali accettabili per una casa mobile. La ricerca è stata sviluppata in pianta e in alzato valutando come il corpo si muove nello spazio, studiandone l’ingombro e le esigenze. Il tutto è stato poi confrontato con la produzione Crippaconcept, analizzando i prodotti più venduti, per arrivare a proporre una serie di migliorie.

Misurare la sostenibilità

Dal design si è passati alla sostenibilità vera e propria, che però ha senso solo se può essere misurata. Per questo, in assenza di riferimenti normativi, Crippaconcept ha sviluppato un sistema per arrivare a un’autovalutazione dell’impatto ambientale di una mobile home. “Nel settore non c’erano documento di riferimento,” ha spiegato Sergio Redaelli, amministratore delegato della società. “Noi siamo partiti nel 2019, ma c’è ancora molto da fare. Abbiamo iniziato descrivendo il prodotto e le sue caratteristiche, cosa utile sia a livello tecnico che politico. Nello stesso anno abbiamo organizzato un workshop con l’università e da lì è partita la nostra collaborazione”.

In questi anni sono stati messi a punto due studi di casa mobile: Wonderland e Wonderland 2.0, in cui sono stati utilizzati i materiali più innovativi a disposizione. Quell’esperienza ha permesso di confrontare la quota percentuale di materiali naturali utilizzati nella costruzione, la quota di quelli riciclati e anche di quelli riciclabili. Tra la prima versione e la seconda i valori sono passati rispettivamente dal 59 al 92% (naturali), dal 14 al 43% (riciclati) e dal 69 al 99% (riciclabili).

Per i prodotti attualmente commercializzati è così possibile creare una dichiarazione volontaria di sostenibilità ambientale, in cui il prodotto viene dettagliatamente descritto e dove si indica anche come può essere spostato e riciclato, includendo indicazioni sulle prestazioni energetiche degli elementi. “Il problema principale è che non avendo un prodotto riconosciuto né a livello nazionale né europeo, ottenere delle certificazioni non è facile,” ha sottolineato Redaelli. “Questo però è un primo passaggio”.

Il ROI sul fotovoltaico

A Cristiano Bozzetti, responsabile marketing di Crippaconcept, è toccato il compito di affrontare i temi dell’indipendenza energetica e della sostenibilità, ideali che sono a prima vista armoniosi ma che presentano dei punti di frizione quando vengono applicati alle mobile home. L’analisi di Crippaconcept si è concentrata sulla valutazione del rapporto tra costo e beneficio quando si parla di impianti fotovoltaici, sapendo che idealmente si potrebbe arrivare all’indipendenza energetica di ogni unità abitativa. Come vedremo, questa non è (ancora) la soluzione più conveniente.

Sfruttando il tetto di una mobile home, che può accogliere fino a nove moduli fotovoltaici per una potenza compresa tra 3 e 4 kW, in estate si producono mediamente 40 kW al giorno. A questa produzione si può abbinare una capacità di accumulo di circa 10 kW. Parlando di consumi, sono nati identificati tre profili: quello basico (10 kW/h al giorno), quello standard (che prevede anche l’utilizzo dell’aria aria condizionata: 20 kW/h al giorno) e quello definito “full electric”, dove l’unità è dotata anche di cucina. Induzione e boiler elettrico (30 kW/h al giorno). Teoricamente, quindi, è possibile coprire l’intero fabbisogno energetico.

Per attrezzare una casa mobile in modo da renderla completamente autonoma, cioè “off grid”, Crippaconcept ha stimato un costo dei moduli fotovoltaici di 1.800 euro al kW e di un pacco batteria di circa 1.000 euro al kW, per una spesa totale di circa 15.000 euro. Tale investimento potrebbe rientrare (ROI) in 10/15 anni. Con una soluzione di questo genere bisogna però prevedere anche la presenza di un vano tecnico per contenere accumulatori e inverter, sottraendo volume abitativo alla struttura.

Ma che cosa succede in un giorno senza sole? Che cosa fare dell’energia in eccesso prodotta? Come utilizzarla quando la struttura è chiusa? La risposta a queste domande arriva dall’utilizzo di mobile home che oltre a sfruttare il fotovoltaico sono anche connesse alla rete. Qui, oltre ai pannelli, basta aggiungere un contatore bidirezionale. Evitando le batterie, l’investimento scende a circa 6.000 euro e l’investimento torna in cinque anni. Questa soluzione offre quindi oggi il miglior rapporto costo-beneficio. Il sistema fotovoltaico ha una durata di 25 anni, contro i 10 di vita media della mobile home, e l’energia in eccesso può essere scambiata sul posto con il gestore.

Cambiamento climatico: gestire l’emergenza

Ambiente non significa solo sostenibilità, ma anche confronto con la natura e con i cambiamenti climatici. Di questo è stata testimone Margherita Facchini, proprietaria del San Francesco Camping Village di Desenzano del Garda. “Il 24 luglio intorno alle 23 siamo stati colpiti da una grandinata mai vista e devastante, sia dal punto di vista emotivo sia per la paura, con chicchi grandi come arance,” ha raccontato. “Abbiamo avuto parecchi feriti da soccorrere, anche se per fortuna nessuna vittima, e poi il problema è stato organizzare l’emergenza. Avevamo 1.800 ospiti con auto e caravan distrutte, persone molte spaventate. Dopo i primi soccorsi è arrivata una squadra della protezione civile che abbiamo subito incluso nella formazione delle squadre di primo aiuto con l’obiettivo principale di tranquillizzare gli ospiti”.

Un’esperienza scioccante da una parte e formativa dall’altra. Fino alle cinque del mattino si è dovuta tamponare la situazione, occupandosi anche degli ospiti in tenda, Alle sette erano già sul posto i tecnici di Crippaconcept per organizzare gli interventi di riparazione. I danni maggiori sono stati registrati su abbaini e pareti, mentre i tetti delle mobile home hanno retto bene. Gli ospiti hanno quindi potuto proseguire la loro vacanza e per rimediare ai danni estetici è stato realizzato una sorta di wrapping, molto gradevole esteticamente, che ha ripristinato l’aspetto esternodella casa mobile, con il minimo disturbo per gli occupanti.

Da questi momenti si formano esperienze, che insegnano come affrontare emergenze e come progettare e costruire meglio le strutture abitative. Per un nuovo volto dei camping di domani.

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