Al 19° Croatian Camping Congress, svoltosi dal 27 al 29 ottobre 2025 all’Amadria Park Hotel Ivan di Šibenik, una delle sessioni più attese è stata la tavola rotonda “Camping 2025+: Are We Recognizing the Real Changes in the Market?”. Sul palco si sono confrontati alcuni protagonisti di primo piano del settore open air europeo, tra cui: Peter Doornekamp, General Manager di Campingnavigator; Niels Fasen, Contracting Director di VacanceSelect Travel (Paesi Bassi/Francia); e Ward Wijngaert, Business Developer Europe di Yelloh! Village (Spagna/Francia). I loro interventi hanno offerto uno sguardo concreto sui cambiamenti in corso nei mercati di origine, sulle dinamiche di prezzo e sulla trasformazione del marketing.
Peter Doornekamp ha portato il punto di vista del mercato olandese, tradizionalmente centrale per molte destinazioni europee dell’open air. Dopo il forte incremento dei campeggiatori nei Paesi Bassi nel periodo post-pandemico, si è consolidata la tendenza a trascorrere le vacanze nel proprio paese, complici l’ampia offerta e la percezione di qualità delle strutture nazionali. Questo successo interno, però, ha generato un effetto collaterale: alcune aree sono diventate eccessivamente affollate, tanto che una parte della clientela inizia a cercare destinazioni meno congestionate. In questo quadro, la Croazia, pur avendo un prodotto di alto livello, non è riuscita a incrementare come ci si aspettava la quota di ospiti olandesi. Doornekamp ha individuato nel rapporto qualità/prezzo uno dei nodi centrali: a suo giudizio, in molti casi l’Italia offre una qualità comparabile a prezzi più competitivi, risultando così più attrattiva per un pubblico molto attento al valore percepito. L’ospite olandese, ha sottolineato, è disposto a pagare prezzi elevati solo se l’esperienza complessiva è percepita come eccellente; nel caso croato, la sensazione è che si sia “tirato un po’ troppo la corda” sul fronte dei listini.
Doornekamp ha ricordato inoltre che la situazione fiscale nei Paesi Bassi è in rapida evoluzione: l’aumento dell’IVA sui campeggi dal 9% al 21% finirà inevitabilmente per riflettersi sui prezzi finali. Questo, unito alla crescente densità abitativa e alla percezione di “Paese affollato”, potrebbe aprire nuove opportunità per destinazioni che offrono spazi ampi e natura incontaminata, come la Croazia. A condizione però che i prezzi vengano riequilibrati e che si tenga conto del confronto diretto che il cliente fa con il costo della vita a casa propria, soprattutto quando si parla di soggiorni più lunghi o di workation. Proprio sulla workation Doornekamp ha insistito: un olandese che lavora da remoto dalla costa adriatica valuta carburante, ristorazione e spesa al supermercato in rapporto ai prezzi domestici, e se la forbice diventa troppo ampia la soluzione perde appeal.
Una parte rilevante del suo intervento è stata dedicata all’intelligenza artificiale. Campingnavigator ha avviato da tempo un percorso di integrazione dell’AI nei processi interni e nel marketing, passando dall’automazione di compiti ripetitivi alla creazione di veri e propri “agenti” digitali in grado di gestire singole fasi del lavoro, come la preselezione dei contatti commerciali o la risposta alle richieste ricorrenti. Secondo Doornekamp, l’AI non elimina posti di lavoro, ma riduce il peso delle attività amministrative e ripetitive, liberando tempo per l’innovazione di prodotto e la cura dell’ospite. Per i campeggi, questo significa riconsiderare la ripartizione del budget: destinare tutto alle campagne tradizionali rischia di non essere più sostenibile, mentre investire in strumenti basati sull’AI può ridurre i costi di acquisizione cliente e migliorare la comunicazione.
Niels Fasen ha affrontato il tema dal punto di vista dei dati e delle performance per destinazione. Per VacanceSelect Travel la stagione è stata globalmente positiva, con una crescita di circa il 15% e con la Croazia allineata a questo risultato. Ancora migliore è stato l’andamento della Spagna, con incrementi prossimi al 18%, sebbene su una base di fatturato più ridotta. Molto interessante è il progressivo avvicinamento tra Francia e Croazia in termini di fatturato generato: la distanza, storicamente ampia e a favore della Francia, si è ridotta sensibilmente, nonostante il numero di campeggi francesi sia di gran lunga superiore a quello croato. Per Fasen, questo è un segnale chiaro del potenziale ancora inespresso che la Croazia possiede nel segmento open air.
Analizzando i mercati di origine, Fasen ha confermato la forte crescita dei flussi provenienti dall’area di lingua tedesca, in particolare Germania, Austria e Svizzera, mentre ha rilevato una sostanziale stagnazione dei mercati olandese e danese. Anche in questo caso, torna il tema del prezzo dei servizi locali, soprattutto per clienti notoriamente attenti a non spendere più che nel proprio paese. Dal punto di vista del prodotto, Fasen ha messo in luce un trend decisivo: in Croazia la crescita delle prenotazioni di mobile home è stata importante, ma ancora più dinamica è risultata la domanda di piazzole, aumentata in maniera nettamente superiore. Nei portafogli VacanceSelect, una quota significativa delle vendite di piazzole è rappresentata dalla Croazia, a conferma di come il Paese si stia affermando non solo come destinazione di alloggi strutturati ma anche, e sempre più, come meta privilegiata per camper, caravan e roulotte.
Fasen ha riconosciuto il lavoro di molti campeggi croati, che hanno investito in piazzole premium in posizioni particolarmente attrattive e in servizi aggiuntivi come i bagni privati, e ha invitato a proseguire su questa strada. L’idea di fondo è chiara: le piazzole, opportunamente attrezzate e valorizzate, possono rappresentare un motore importante di crescita, almeno quanto le mobile home. Sul fronte della stagionalità, Fasen ha ricordato come Croazia e Italia possano contare probabilmente sulle stagioni più lunghe d’Europa per l’open-air, grazie alla combinazione di clima favorevole e presenza di mercati che viaggiano anche in bassa stagione, come quello tedesco, polacco e austriaco. Il limite principale non sembra essere la domanda potenziale, quanto piuttosto il calendario delle vacanze nei vari paesi del Nord Europa, che riduce la possibilità di estendere significativamente i soggiorni nel fuori stagione.
Ward Wijngaert ha portato, infine, la prospettiva del modello di franchising di Yelloh! Village, una rete di oltre cento campeggi tra Francia, Spagna e Portogallo. Si tratta di un format particolare, che mira a standardizzare il livello di qualità e i servizi mantenendo però l’identità e il carattere di ciascuna struttura. Il progetto è nato in risposta alla crescente pressione delle grandi OTAs e dei brand internazionali: unire il budget marketing di numerosi campeggi indipendenti per competere con maggiore forza sul mercato. A distanza di decenni, questo approccio ha portato Yelloh! a generare la quasi totalità delle prenotazioni in modo diretto, riducendo sensibilmente la dipendenza dagli intermediari e le relative commissioni.
Dal punto di vista dei risultati, Wijngaert ha evidenziato una crescita intorno al 4% delle prenotazioni, che tuttavia si traduce in un aumento di circa il 10% del fatturato grazie al lavoro di revenue management. Per l’immediato futuro, e in particolare per il 2026, l’azienda mantiene però un approccio prudente: l’aspettativa è di una stagione più stagnante, con una politica tariffaria che non andrà oltre l’adeguamento all’inflazione. Analizzando le singole destinazioni, Wijngaert ha parlato di una certa stagnazione del mercato francese, legata soprattutto alla forte dipendenza dalla clientela domestica e a un contesto economico e politico che ha inciso sul potere d’acquisto dei francesi. Al contrario, Spagna e Portogallo mostrano risultati migliori, con quest’ultimo in forte crescita, trainato in parte dal rientro della clientela britannica dopo le difficoltà legate alla Brexit.
Anche Wijngaert ha richiamato, in linea con gli altri relatori, il possibile impatto dell’aumento dell’IVA nei Paesi Bassi, che potrebbe ridurre l’attrattiva del campeggio domestico e spingere gli olandesi a orientarsi verso destinazioni come Spagna, Francia, Portogallo e, potenzialmente, Croazia. Per quanto riguarda le prospettive di sviluppo, Yelloh! Village guarda con grande interesse proprio a Croazia e Italia, considerate mercati prioritari per l’espansione grazie all’elevato livello medio dei campeggi. Il gruppo ha messo a punto un modello di franchising flessibile, pensato per integrare strutture di qualità senza snaturarne la personalità, ma fornendo al tempo stesso un forte supporto in termini di marketing, distribuzione e posizionamento online. In un contesto in cui altri grandi brand europei sono già presenti in Italia e Croazia, la presenza di un marchio come Yelloh! potrebbe rappresentare per molte strutture un’opportunità strategica per rafforzare la propria competitività.
Nel complesso, dai tre interventi emergono diversi punti in comune. Tutti hanno sottolineato, in primo luogo, la centralità del rapporto qualità/prezzo: la qualità dell’offerta è ormai considerata un prerequisito, non più un elemento distintivo sufficiente, mentre il livello dei prezzi e il valore percepito diventano decisivi nelle scelte delle famiglie europee. È un tema che si ritrova tanto nell’analisi di Doornekamp, centrata sul confronto tra Croazia, Italia e Paesi Bassi, quanto nei dati presentati da Fasen e nella prudenza tariffaria espressa da Wijngaert. Un secondo elemento condiviso è il ruolo crescente dei mercati di lingua tedesca e, al contrario, la stagnazione del mercato olandese, che rimane comunque strategico ma richiede maggiore attenzione proprio sul fronte dei prezzi e dei servizi locali. Infine, tutti e tre concordano sulla necessità di innovare nel marketing: attraverso l’uso dell’AI e di agenti digitali, come suggerito da Doornekamp; attraverso una più precisa segmentazione per prodotto e tipologia di clientela, come indicato dai dati di VacanceSelect; oppure mediante modelli di aggregazione e franchising, come nel caso di Yelloh! Village.

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