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Estate 2023: secondo il Touring Club Italiano è cresciuta la voglia di partire, ma con qualche ombra

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Il Centro Studi Touring Club Italiano ha sottoposto alla community Touring un questionario online per sondare l’andamento delle vacanze in questa stagione estiva che volge ormai al termine. Le 4.300 risposte sono state raccolte tra il 7 e l11 settembre, delineando il profilo del viaggiatore dell’estate 2023. Da qui è emersa innanzitutto la voglia di partire nonostante i rincari sia nelle strutture ricettive che nei trasporti. Piuttosto, si cerca di risparmiare abbreviando il soggiorno, pernottando in strutture più economiche, o destagionalizzando la partenza, evitando il mese di agosto. Alla vacanza, però, non si rinuncia.

Quanto alle destinazioni, la preferenza è per i viaggi in Italia, con spostamenti brevi (all’interno della regione di residenza oppure in una limitrofa), soprattutto al mare e nel mese di agosto. Il mezzo più utilizzato per il viaggio è stata l’auto, mentre hotel e villaggi turistici rimangono i luoghi privilegiati per il soggiorno. La vera sorpresa arriva però dagli appartamenti in affitto, che mostrano un trend in crescita dal 2019 a oggi.

Chi ha rinunciato a partire l’ha fatto soprattutto per problemi personali e, in seconda battuta, per motivi economici.

Il mare meta preferita, ma crescono i viaggi all’estero

Se il 69% degli intervistati ha scelto l’Italia per le sue vacanze (prediligendo Trentino-Alto Adige, Puglia, Sardegna e Toscana), c’è chi torna a scegliere l’estero (31%), soprattutto l’Europa (26%), con Francia, Grecia e Spagna come destinazioni preferite.

Ancora una volta il mare è il re delle vacanze, scelto dal 42% degli intervistati, seguito dalla montagna (19%, in lieve crescita rispetto al 2022), mentre il 19% ha dichiarato di aver fatto un viaggio itinerante in auto, moto e camper. Si conferma un certo interesse per i borghi e l’entroterra (4%) e le città d’arte (7%) che, però, non si sono riallineate ai dati 2019 (in cui avevano il 10% delle preferenze).

Quanto alla stagionalità, i dati 2023 sono risultati in linea con quelli del 2022, con la metà dei vacanzieri della community che è partita ad agosto (50%), il 32% a luglio e solo il 18% a giugno (in crescita però rispetto al 2019, quando la quota era del 15%).

Si parte ancora soprattutto in auto (54%), ma l’aereo riconquista terreno (22%), anche se probabilmente il rincaro delle tariffe ha frenato il suo pieno recupero (nel 2019 l’aereo aveva il 33% delle preferenze).

Le “ombre” della vacanza

Se la soddisfazione generale per la vacanza resta alta (il punteggio medio assegnato dalla community è di 8,5), restano sempre le “ombre” legate alle difficoltà negli spostamenti (scioperi e ritardi) e al clima instabile. Soprattutto quest’ultimo sembra aver condizionato negativamente le vacanze 2023 con ben il 27% degli intervistati che ha segnalato di aver vissuto i disagi dovuti ad eventi climatici estremi (intense ondate di calore e precipitazioni particolarmente abbondanti).

Quanto al problema del sovraffollamento delle destinazioni turistiche – molto temuto dopo la fine delle restrizioni sanitarie – solo per il 26% della community Touring l’estate 2023 è stata più affollata rispetto a quella dello scorso anno. Il probabile mancato “tutto esaurito” che gli operatori turistici si aspettavano a inizio stagione non è quindi arrivato, principalmente a causa di meteo instabile e rincari dei prezzi.

La nicchia degli appassionati del “turismo lento”

Il Centro Studi del Touring Club ha infine voluto approfondire con la sua Community il tema del “turismo lento”, una modalità di viaggio di nicchia (scelta appena dal 2% degli intervistati), apprezzata soprattutto durante la pandemia. Si tratta di vacanze effettuate soprattutto a piedi (46%), con altri mezzi lenti, come barca a vela o cavallo (29%) o in bicicletta (25%). Dalla rilevazione sono emersi alcuni dati interessanti: innanzitutto il 93% di chi ha fatto un viaggio lento nel 2023 non era alla prima esperienza; il 34% ha seguito un percorso già noto, come la Via Francigena; il 76% ha organizzato la vacanza autonomamente, mentre gli altri si sono rivolti anche a un’agenzia (si tratta del 24%, un dato in crescita rispetto al 18% registrato nell’analogo sondaggio del 2019).

Tra le motivazioni di un viaggio di “turismo lento” vi sono l’esigenza di conoscere i luoghi da una prospettiva diversa (59%), il desiderio del contatto con la natura (38%) e quello di praticare attività open-air (32%), il bisogno di spiritualità/religiosità (5%) e la sfida con sé stessi (4%).

Image credits: Touring Club Italiano

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