Dati e ricerche In evidenza News

European Travel Commission, il settore turismo è solido ma inflazione e clima preoccupano i turisti europei

single-image

La Commissione Europea del Turismo (ETC) ha recentemente pubblicato i dati dell’ultimo rapportoMonitoring sentiment for domestic and intra-European travel”, che ci regala un quadro dettagliato delle intenzioni di viaggio degli europei nell’orizzonte temporale ottobre 2023-marzo 2024. L’indagine è stata condotta lo scorso settembre in Germania, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Italia, Belgio, Svizzera, Spagna, Polonia e Austria.

I dati mettono in evidenza luci e ombre del settore viaggi, stretto tra il generale aumento dei prezzi di trasporti, soggiorno e servizi, e la crescente preoccupazione legata agli eventi climatici estremi, due fattori che sempre più influenzano il comportamento dei turisti europei.

Un viaggio entro marzo 2023 per il 68% degli intervistati

Partiamo dal primo dato significativo del rapporto: più di 2 europei su 3 hanno in programma di viaggiare nei prossimi sei mesi. Si tratta di un dato in leggero calo, -3% circa rispetto a quanto osservato a settembre 2022 (e il terzo consecutivo dall’inizio del 2023), probabilmente dovuto all’effetto dell’inflazione. Gli intervistati provenienti da Spagna e Italia sono i più desiderosi di organizzare un viaggio entro marzo 2024 (75%), seguiti da britannici e polacchi (entrambi al 73%). Il 32% degli intervistati prevede di viaggiare durante il periodo natalizio (dicembre-gennaio). Quanto alla destinazione, il 32% intende visitare un Paese vicino, mentre il 28% un Paese europeo non confinante.

Si programmano ancora soprattutto viaggi di piacere (69%, ma un anno fa la percentuale era del 72%), o per visitare familiari e amici (15%), ma cresce la quota di viaggiatori che pianificano un viaggio di lavoro (8%, ovvero +3% rispetto al 2022). L’aereo resta ancora i mezzo di trasporto privilegiato, ma si osserva contemporaneamente un netto aumento dell’utilizzo di treni o autobus che raggiunge un livello mai registrato prima (17%, con un aumento del 5% rispetto a un anno fa), rappresentando un’alternativa più ecologica all’auto (25%, in calo del 7% rispetto al 2022).

Le strategie di risparmio per non rinunciare alla vacanza

Ma cosa frena maggiormente il desiderio di partire? Come accennato in apertura, a pesare sulle intenzioni di viaggio sono soprattutto l’inflazione (al primo posto per il 22% degli intervistati) e le finanze personali (16%). A queste si aggiunge un’altra preoccupazione, quella legata agli eventi meteorologici estremi (14%), in crescita del 7% rispetto all’estate. Nonostante queste criticità, soprattutto economiche, gli europei mantengono comunque un grande entusiasmo per i viaggi che li portano ad adottare alcune strategie di risparmio sia in fase organizzativa che durante il soggiorno.

Si fanno dunque sempre più strada la scelta di viaggi fuori stagione (22%) e la ricerca delle destinazioni più convenienti (13%), così come la pianificazione degli spostamenti con prenotazioni anticipate di voli e attività (13%). Ma è interessante notare anche che, al momento del sondaggio, solo il 22% dei viaggiatori aveva prenotato completamente il viaggio, mentre il 23% aveva lasciato alcune opzioni aperte per il trasporto o l’alloggio, probabilmente con l’intenzione di beneficiare delle offerte last-minute.

Per risparmiare anche durante la permanenza a destinazione, non resta invece che limitare gli acquisti (17%), scegliere gli alloggi e ristoranti meno costosi (15%) e approfittare dei servizi di trasporto pubblico o noleggio biciclette (12%). A fronte di queste tattiche di risparmio, la durata prevista per il soggiorno non sembra comunque cambiare rispetto all’anno scorso, attestandosi tra le 4 e 6 notti per il 29% degli europei.

A cambiare è invece il budget che si intende consacrare alla vacanza: secondo i dati raccolti, infatti, la quota di viaggiatori che prevedono di spendere fino a 1.000 euro (44%) diminuisce (-9%) rispetto a un anno fa, mentre la quota di coloro che hanno un budget superiore a 1.500 euro aumenta del 7% (34%).

Miguel Sanz: adeguare l’offerta turistica alle nuove esigenze

Commentando i risultati, Miguel Sanz, Presidente della ETC, ha dichiarato: “Siamo molto contenti di vedere che i viaggiatori europei continuano a dare priorità alle loro spese di viaggio, anche alla luce delle preoccupazioni in corso per l’aumento dei costi dei viaggi e delle finanze personali. Le attuali tendenze offrono una prospettiva ottimistica per il turismo europeo nei prossimi mesi, dimostrando la sua resilienza alle sfide economiche globali. Per sfruttare appieno la fiducia dei consumatori, il settore dovrebbe monitorare attentamente e anticipare i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori e adeguare le proprie offerte di conseguenza”.

Leave a Comment

Your email address will not be published.

You may also like