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Eurostat: nel 2021 9,9 milioni di persone occupate nei servizi di alloggio e ristorazione

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L’Eurostat ha pubblicato un interessante studio che mostra l’andamento del settore dei servizi di alloggio e ristorazione in Europa nel 2021. Sappiamo che la pandemia di Covid-19 e le conseguenti restrizioni decise dai governi per limitare i contagi (come la chiusura delle frontiere e la temporanea chiusura di alcuni settori commerciali, molti dei quali nell’ambito dei servizi di alloggio e ristorazione) hanno determinato una caduta senza precedenti della domanda turistica. Tuttavia, nel 2021 il turismo ha iniziato a mostrare i primi importanti segni di ripresa, che oggi sono presentati in modo dettagliato dallo studio Eurostat.

Quasi 10 milioni di occupati

L’analisi è dedicata specificamente al settore dei servizi di alloggio e ristorazione e ne valuta l’apporto dato all’economia europea sia in termini occupazionali che di effettivo contributo alla ricchezza complessiva dell’UE. Nel 2021, il valore aggiunto del settore è stato pari a 203,6 miliardi di euro nell’UE, un dato in crescita del 39,1% rispetto al 2020 (146,4 miliardi di euro), ma ancora al di sotto del 20% rispetto al periodo pre-pandemico (252,4 miliardi nel 2019).

Anche il dato relativo al numero di persone impiegate (9,9 milioni), pur in crescita del 6% rispetto al 2020, è rimasto comunque inferiore del 10% rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019.

Le imprese operanti nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione dell’UE nel 2021 erano circa 1,90 milioni (6,1% del totale delle imprese nell’economia europea), un dato in leggera crescita sia rispetto al 2020 (1,84 milioni di imprese) che al 2019 (1,89 milioni).

Segmento alimentare più grande di quello dell’alloggio

Nel 2021, il segmento alimentare e delle bevande – che include ristoranti, fast food, mense, servizi di catering, bar, caffetterie e venditori ambulanti di bevande – era più grande di quello dell’alloggio, rappresentando l’80,1% delle imprese (pari a 1,5 milioni), il 78,0% delle persone impiegate (7,7 milioni) e il 68,9% del valore aggiunto settoriale (contribuendo all’economia dell’UE con un valore aggiunto di 140,2 miliardi di euro).

Il segmento dell’alloggio – che include tra gli altri hotel, ostelli, rifugi di montagna, campeggi, residenze per studenti e carrozze letto ferroviarie – impiegava invece 2,2 milioni di persone e generava €63,4 miliardi di valore aggiunto nell’UE.

Panoramica dei paesi

Nel 2021, la Germania ha registrato il più alto livello di valore aggiunto con 43,4 miliardi di euro, equivalente al 21,3% del totale dell’UE. A seguire, Francia, Spagna, Italia e Paesi Bassi con, rispettivamente, il 19%, il 13,6%, 13,1% e il 4,9%.

Anche in termini occupazionali, questi cinque Stati membri hanno fatto la parte del leone, impiegando complessivamente il 68,3% della forza lavoro del settore dei servizi di alloggio e ristorazione (con la Germania sempre in testa, ma stavolta seguita da Italia e Spagna, che hanno impiegato più persone rispetto alla Francia, e infine i Paesi Bassi).

Anche Grecia, Cipro, Spagna, Malta, Portogallo e Croazia hanno registrato una quota elevata di occupazione nei servizi di alloggio e ristorazione. In Grecia e a Cipro, in particolare, il settore ha contribuito in maniera significativa all’economia europea apportando rispettivamente il 6,5% e il 6% del valore aggiunto.

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