Il 2024 si è chiuso tra luci ed ombre per il turismo francese. Il totale dei pernottamenti nelle strutture ricettive collettive (hotel, campeggi, residenze turistiche, ostelli, villaggi) è calato del 2,2% rispetto al 2023, con una flessione più contenuta nei campeggi (-0,35%), che si confermano ancora una volta il segmento più resiliente in un contesto generale non brillante. È questo, in sintesi, il bilancio tracciato da Nicolas Dayot, presidente della Fédération Nationale de l’Hôtellerie de Plein Air (FNHPA), durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina a Parigi, a cui Camping Business era presente.
Un anno contrastato, dunque, salvato da un eccellente mese di agosto, ma complessivamente penalizzato da un clima sfavorevole e un contesto economico e sociale incerto, che hanno determinato anche minori investimenti. Neanche lo svolgimento dei Giochi Olimpici ha saputo dare i risultati sperati in termini di presenze turistiche.
Un’occasione in cui il dirigente ha lanciato un campanello d’allarme per la perdita di competitività a livello europeo: il 2024 è stato, infatti, l’anno del sorpasso dell’Italia ai danni della Francia. “Oggi la Francia è la terza destinazione europea con 451 milioni di pernottamenti nel 2024, dopo la Spagna (circa 500 milioni di pernottamenti turistici), saldamente in testa alla classifica, e l’Italia (circa 458,4 milioni), ed è tallonata da vicino dalla Germania che ha registrato lo scorso anno 441 milioni di pernottamenti,” ha dichiarato Dayot.
A questi dati generali che non fanno sorridere, si aggiungono altre sfide per il settore delle vacanze all’aria aperta, come le chiusure dei piccoli campeggi, un’emorragia che non si ferma, e il cambiamento climatico, che rende sempre più urgente l’adozione di misure per proteggere le strutture più esposte ai fenomeni naturali sempre più improvvisi e intensi.
Sulle azioni da intraprendere per invertire la rotta, Nicolas Dayot ha insistito molto sulla necessità di una semplificazione del quadro giuridico attuale che possa permettere ai campeggi di rinnovarsi, riqualificarsi e – nei casi più estremi – di spostarsi in un’altra area quando il sito originale è minacciato da fenomeni come inondazioni, instabilità del terreno o erosione della costa: “Chiediamo al Governo delle misure regolamentari più semplici affinché i campeggi possano investire per modernizzarsi e adattarsi al cambiamento climatico. Per esempio, cambiando appena due cifre in una norma, si permetterebbe l’aumento delle strutture su palafitte nei campeggi, alloggi a prova di inondazioni. Sono richieste che allo Stato non costano nulla: sopprimere norme inutili, riscrivere quelle complicate, rivedere le classificazioni e le autorizzazioni urbanistiche. Il nostro obiettivo è quello di prepararci al futuro, lavorare adesso per non perdere altri campeggi da qui a dieci, venti, trent’anni”.

Clientela europea in crescita nei campeggi francesi
Addentrandoci nei dettagli del bilancio del 2024 realizzato dalla FNHPA, il primo dato interessante riguarda la presenza dei turisti stranieri nei campeggi francesi, una presenza che continua a crescere, rappresentando il 30% della frequentazione totale nelle strutture all’aria aperta. Tra maggio e agosto 2024, infatti, i turisti stranieri hanno totalizzato 36,4 milioni di pernottamenti, segnando una crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente. I principali visitatori provengono da Paesi Bassi, Germania, Belgio e Regno Unito.
Le zone costiere si confermano le mete preferite, pur registrando un leggero calo dell’1% rispetto alla stagione precedente. In queste aree, due turisti su tre scelgono il campeggio come formula di soggiorno (tra maggio e agosto sono stati registrati circa 66,2 milioni di pernottamenti). A perdere maggiormente terreno sono stati i campeggi della Bretagna (-5,7%), dei Paesi della Loira (-3,5%) e della Normandia (-2%), mentre l’Alta Francia, dove si è investito molto nel miglioramento delle strutture (per esempio con la realizzazione di piscine coperte, riscaldate, scivoli), va in controtendenza, con un incremento dei pernottamenti del 2,7%. La Corsica guida la classifica delle regioni in crescita, con un aumento del 10%, spinto probabilmente da un clima più favorevole, mentre la montagna continua a dimostrare una buona capacità attrattiva.
Dal punto di vista dell’offerta, si rafforza la preferenza per gli alloggi locativi, in casa mobile o bungalow (+2% tra maggio e agosto 2024, ma l’aumento era stato del 3,5% nel 2023), a scapito delle tradizionali piazzole, in lieve flessione (-1%, mentre nel 2023 era state in crescita del 2,5%). Nonostante il calo, le piazzole continuano a rappresentare il 42% dei pernottamenti e restano la soluzione di soggiorno più richiesta, soprattutto nell’attuale periodo di incertezza economica delle famiglie.
Crescono i campeggi di fascia alta: quelli a 4 e 5 stelle registrano un +1,4% tra luglio e settembre (con 63,6 milioni di pernottamenti, ovvero il 61% del totale dei pernottamenti in campeggio). Al contrario, calano le strutture 1 e 2 stelle (-8,7%) e 3 stelle (-2,7%). In controtendenza, continua a salire l’interesse per i campeggi non classificati (+10,8%), spesso più legati alla natura e ad esperienze insolite e alternative.
Una stagione 2025 che si annuncia positiva
Quanto alle tendenze per la stagione 2025, le prime proiezioni sono positive grazie a un aumento dell’1% delle prenotazioni rispetto al 2024 che fanno ben sperare soprattutto in vista delle vacanze di Pasqua. Una progressione trainata sia dalla clientela francese che straniera, che resta comunque timida e che varia a seconda delle destinazioni: i campeggi dell’area mediterranea registrano un leggero aumento delle prenotazioni, mentre la zona della costa atlantica accusa un leggero ritardo. Anche la spesa media sembra destinata a ridursi, con una preferenza per i campeggi a 3 stelle e le piazzole che dimostra, ancora una volta, una maggiore attenzione ai prezzi da parte dei viaggiatori.
A questo proposito, Nicolas Dayot ha ricordato come sia di fondamentale importanza per il settore dei campeggi restare accessibile economicamente: “L’obiettivo deve essere quello di permettere a tutti di andare in vacanza. Puntare su un turismo elitario significherebbe escludere una larga parte della popolazione. Bisogna invece andare incontro alle famiglie, che rappresentano i maggiori fruitori dei campeggi, assicurando un’offerta di servizi adeguata e, al contempo, garantendo un prezzo contenuto”. Il sondaggio all’Ifop, commissionato dalla FNHPA, conferma ancora una volta che il punto di forza dell’hôtellerie de plein air resta quello di assicurare il miglior rapporto qualità-prezzo.
Altro segnale positivo per la Francia è il crescente interesse che gli investitori, sia francesi che internazionali, dimostrano per il settore, che attualmente ha un fatturato annuo di 4 miliardi di euro e investimenti annuali per circa un miliardo di euro. Per Dayot, la presenza degli investitori è certamente un fattore positivo che contribuisce a rafforzare e migliorare l’offerta e, dunque, la competitività della destinazione Francia.

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