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FNHPA, numeri in crescita per il settore camping francese e nuove sfide da affrontare

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La tradizionale conferenza stampa di apertura di stagione organizzata a Parigi dalla Fédération Nationale de l’Hôtellerie de Plein Air (FNHPA) è stata l’occasione per fare il punto sul settore del camping in Francia e parlare delle nuove sfide che lo attendono, sia sul piano ambientale che sociale. Il presidente della FNHPA, Nicolas Dayot, ha presentato un bilancio di successo della stagione passata e le previsioni per la stagione 2023 che sembrano confermare il trend positivo.

Il ritorno ai livelli pre-Covid grazie soprattutto al turismo interno

I risultati record del 2022 – legati al netto miglioramento della situazione sanitaria e a un clima favorevole fin dal mese di aprile – segnano il ritorno ai livelli pre-Covid con un bilancio di 136 milioni di pernottamenti (da aprile a settembre 2022), ovvero +7,5% rispetto al 2019, anno di riferimento, che ha registrato 129 milioni di pernottamenti.

La stagione è stata trascinata soprattutto dal turismo interno, con il 72% di clientela francese, ma la presenza degli stranieri (soprattutto olandesi, tedeschi, belgi e svizzeri) è comunque cresciuta facendo segnare un incoraggiante +1,4% rispetto al 2019. Ritornano a frequentare i campeggi francesi anche i turisti britannici, ma non ancora al livello pre-pandemia, mentre si riaffacciano più timidamente spagnoli e italiani. Meta preferita restano i campeggi delle zone costiere, che registrano un aumento medio dell’8,4% dei pernottamenti.

Un dato interessante espresso dalla stagione 2022 è l’aumento dei pernottamenti in bungalow, mobile home e chalet, quegli alloggi che offrono un maggiore comfort rispetto al campeggio tradizionale: questo tipo di sistemazione ha fatto segnare un +7% rispetto al 2019, a conferma dell’interesse di una parte di clientela a trascorrere le vacanze a contatto con la natura, ma senza rinunciare alle comodità.

Il 2023 si preannuncia una stagione di successo

Si guarda con ottimismo anche alla stagione appena cominciata. E non potrebbe essere diversamente visti i primi dati che arrivano sulle prenotazioni nei mesi di aprile e maggio, entrambi in forte crescita rispetto all’anno scorso (+13% di prenotazioni ad aprile e +55% a maggio).

Ma anche a guardare le prenotazioni per l’intera stagione c’è da sorridere: secondo l’osservatorio di Atout France, infatti, al 9 aprile si parla già di 63 milioni di pernottamenti prenotati, un dato in aumento del 21% rispetto allo stesso periodo del 2022. È in crescita sia la clientela francese (+15% rispetto al 2022) che quella internazionale, principalmente europea (+33%), con i visitatori provenienti da Olanda e Germaniaa fare la parte dei leoni (rispettivamente +34% e +30%). E l’aumento delle prenotazioni riguarda tutti i tipi di sistemazione: dalle piazzole (+30%) agli alloggi attrezzati (+17%).

Il campeggio conferma il suo grande appeal verso i francesi

La vacanza in campeggio continua indubbiamente ad attrarre i francesi, visto che il 13% della popolazione la sceglie quasi ogni anno. Ma quali sono le ragioni di questo successo? A rispondere al quesito è lo studio realizzato dall’IFOP, Istituto francese di sondaggi d’opinione, presentato nel corso della conferenza stampa. Condotto a marzo su un campione di 1.503 persone, lo studio mostra la buona immagine di cui gode la formula della vacanza in campeggio, premiata da 8 francesi su 10.

In un contesto in cui inflazione e riduzione del potere d’acquisto creano preoccupazione, il campeggio è visto come una modalità di vacanza finanziariamente accessibile anche alle categorie economicamente più fragili, grazie in particolare alla diversità dell’offerta – dai camping a 1 stella ai più lussuosi 5 stelle – che permette a ognuno di trovare la soluzione migliore rispetto al budget a disposizione.

Secondo il sondaggio, per il 72% degli intervistati il rapporto qualità-prezzo è proprio la motivazione principale che lo porta a scegliere il campeggio a discapito di altre soluzioni turistiche. Anche la possibilità di soggiornare in un alloggio “attrezzato come una casa” è molto apprezzata dal campione intervistato: per il 51% infatti questa possibilità è il motivo principale della scelta.

L’aspetto conviviale, il contatto con la natura e la possibilità di poter usufruire di attrezzature per il divertimento come piscine, scivoli e giochi d’acqua, animazione e aree giochi per i bambini, fanno il resto.Non meno importante è la tendenza, in crescita, a identificare la vacanza in campeggio come modalità di turismo ecologico. La pensa così il 76% degli intervistati (+9% rispetto al 2020).

La capacità di adattarsi alle sfide ambientali e sociali

Ma il settore del camping si trova ad affrontare nuove sfide che saranno sempre più importanti negli anni a venire. Il cambiamento climatico, innanzitutto. Sono ancora ben vive nella mente le immagini dei devastanti incendi della scorsa estate, e i danni dovuti a inondazioni, smottamenti del terreno ed erosione delle coste. Di fronte a tutto ciò, il settore si mobilita attraverso diverse iniziative, due delle quali ricordate nel corso della conferenza stampa della FNHPA.

Innanzitutto, è stata presentata la “Guida pratica sulla sicurezza dei terreni di campeggio”, aggiornata proprio in seguito agli avvenimenti dell’estate 2022. Il documento è frutto del lavoro congiunto della FNHPA e del Ministero della Transizione ecologica e della Coesione territoriale, che hanno aggiornato la precedente versione del 2011. La Guida riassume in maniera chiara il quadro normativo e regolamentare in tema di sicurezza nei campeggi e suggerisce le “buone pratiche” cui i gestori possono ispirarsi nel preparare e gestire le situazioni a rischio. L’aggiornamento ha riguardato in particolare i campeggi esposti al rischio di incendi boschivi.

La seconda iniziativa di cui si è parlato è la campagna “Camping zero rifiuti”, che ha permesso ai campeggi della Bretagna (partecipanti alla sperimentazione) di ridurre nel 2021 la produzione di rifiuti fino all’80% rispetto all’anno precedente. Al termine della sperimentazione, la FNHPA ha curato la redazione del libretto “Zero Rifiuti”, che ricapitola le 13 buone pratiche da porre in essere per muoversi nella direzione di un turismo più green. L’obiettivo è di generalizzare all’insieme dei camping francesi queste pratiche ecologiche.

L’importanza della ricerca del personale specializzato

L’altra importante sfida si gioca sul terreno della ricerca di personale. Nonostante in Francia il settore camping sia in continua crescita e preveda di creare 10.000 posti di lavoro nei prossimi dieci anni, le aziende fanno i conti con la difficoltà a trovare personale e mano d’opera da assumere. Con l’intento di valorizzare i mestieri della filiera e agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, la FNHPA ha creato due utili strumenti, uno destinato ai gestori dei camping, l’altro rivolto alle aziende e ai futuri candidati.

Il primo strumento è una cartografia dei mestieri: 14 schede che sintetizzano i profili e le competenze richieste per ciascun posto di lavoro; il secondo è il sito ma-carriere-camping.fr, lanciato lo scorso febbraio, su cui consultare oltre 40.000 offerte di lavoro disponibili nel settore, ma anche le schede-mestieri per conoscere meglio la filiera e le formazioni possibili che possono preparare alla professione.

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