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Francia, cresce la voglia di aumentare la tassa di soggiorno: nella regione di Parigi potrebbe triplicare

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Settore turistico in allarme in Francia. Dal 1° gennaio 2024 la tassa di soggiorno potrebbe aumentare fino al 200%per chi pernotta a Parigi e in Île de France. Una misura contro cui si scagliano gli operatori del comparto turistico, preoccupati per l’impatto negativo sul turismo di una soprattassa così sproporzionata. All’indomani dell’approvazione in Assemblea Nazionale, protesta a gran voce la Confédération des Acteurs du Tourisme (CAT), associazione che riunisce tutte le professioni del settore turistico.

In un comunicato stampa, la CAT ha criticato fortemente l’approvazione della soprattassa da parte dei deputati nazionali, avvenuta tra l’altro senza alcuna concertazione con i professionisti del settore, e che rischia di minare seriamente la competitività delle imprese turistiche francesi. Si tratta, infatti, secondo la CAT, di una misura dannosa e sproporzionata che colpisce il potere d’acquisto dei francesi e fa perdere competitività alla destinazione Francia, a vantaggio di altre mete concorrenti, prima tra tutti la Spagna, per di più nell’anno dei Giochi Olimpici.

L’invito rivolto a Governo e Parlamento è dunque quello di ritirare la norma che, se attuata, farebbe di Parigi la capitale europea con la tassa di soggiorno più cara. Non proprio un buon biglietto da visita per chi vuole attrarre turisti.

Attualmente, la tassa di soggiorno a Parigi varia dai 25 centesimi richiesti per i campeggi da 1 e 2 stelle fino ai 5 euro per gli hotel di lusso, per notte e per persona. Se la misura proposta dovesse diventare realtà, per un hotel 3 stelle, in cui ora si paga meno di 1,88 euro a persona a notte, significherebbe poter chiedere fino a 5,64 euro. E nei camping da 3 a 5 stelle si potrebbe passare dai 75 centesimi ai 2,25 euro. Negli hotel di lusso la tassa potrebbe triplicare fino a toccare i 15 euro a notte.

Aumento già introdotto in altre Regioni francesi

La questione è spinosa, perché la misura – contenuta in un accordo raggiunto a fine settembre tra la presidente della regione Île-de-France, Valérie Pécresse, e il ministro dei Trasporti, Clément Beaune – serve a cofinanziare il sistema dei trasporti pubblici dell’Île-de-France (si stima che dall’aumento della tassa di soggiorno dovrebbero arrivare risorse per 200 milioni di euro in più all’anno).

Ora la misura, discussa in occasione del voto sulla legge finanziaria, ha superato il vaglio dell’Assemblea Nazionalee continua dunque il suo iter legislativo. Il rischio che vada in porto è alto, visto tra l’altro il precedente dello scorso anno, quando la legge finanziaria 2022 ha introdotto un aumento del 34% della tassa di soggiorno, a partire dal 1° gennaio 2023, nelle regioni PACA (Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Occitania e Nuova Aquitania (aumento che la CAT ha già più volte chiesto di abrogare).

Per le 20 organizzazioni aderenti alla Confederazione c’è quindi il rischio di assistere alla diffusione di questi aumenti su tutto il territorio nazionale. A farne le spese saranno i turisti che, perderanno sempre più potere d’acquisto, e le imprese turistiche che, in un contesto inflazionistico già difficile, hanno visto ridurre significativamente i loro ricavi e ora rischiano un’ulteriore perdita di competitività.

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