Il Senedd, il Parlamento gallese, ha approvato una nuova legge che consente ai consigli locali di introdurre una tassa sul turismo, applicata ai visitatori che pernottano in Galles. L’obiettivo dichiarato è generare fino a 33 milioni di sterline all’anno per finanziare e migliorare le destinazioni turistiche, qualora la misura venga adottata da tutte le autorità locali. Ma la reazione del settore turistico non si è fatta attendere, denunciando una forte preoccupazione degli operatori.
Secondo la British Holiday & Home Parks Association (BH&HPA), l’organismo rappresentativo delle strutture turistiche all’aria aperta, la legge è “piena di conseguenze indesiderate”. Per Debbie Walker, direttrice generale dell’associazione, la tassa rappresenta una minaccia concreta per la sopravvivenza dei campeggi e dei villaggi vacanza, con effetti a cascata sull’intero indotto turistico: pub, negozi, attrazioni e caffè, spesso gestiti da piccole imprese familiari, rischiano un colpo durissimo.
Il provvedimento prevede due tariffe: £1,30 per notte per chi soggiorna in hotel e strutture ricettive standard, e 75 penny per chi opta per campeggi e ostelli. I minori di 18 anni saranno esenti nei campeggi e negli ostelli, ma la tassa sarà comunque soggetta a IVA, rendendo il costo finale più oneroso per le famiglie.
Penalizzate le famiglie e i gestori locali
Walker ha evidenziato il rischio che la nuova imposta scoraggi le vacanze familiari a basso costo, penalizzando le famiglie numerose e spingendo molti a preferire altre destinazioni nel Regno Unito o persino l’estero, dove l’IVA è spesso la metà rispetto all’attuale 20% britannico. “Questa tassa,” ha affermato, “colpisce direttamente le famiglie più sensibili ai prezzi, per le quali una vacanza in Galles rappresenta un’occasione preziosa di benessere fisico e mentale”.
Un altro effetto collaterale, secondo la BH&HPA, sarà l’aumento della sosta libera, con conseguenti problemi di gestione dei rifiuti e dell’igiene ambientale nelle aree naturali. Inoltre, i gestori dei parchi dovranno affrontare un ulteriore carico burocratico e amministrativo, che potrebbe obbligarli ad aumentare le tariffe per coprire i costi di gestione della nuova tassa.
Attualmente, solo alcuni consigli locali (tra cui quelli delle città di Cardiff, Anglesey e Gwynedd) hanno mostrato interesse per l’introduzione della tassa, mentre altri l’hanno già esclusa. La legge, infatti, non è automatica: ogni consiglio comunale potrà decidere se adottarla o meno. Per questo motivo, la BH&HPA ha annunciato un’azione di lobbying urgente per tentare di limitare la diffusione della misura. In attesa delle prime attuazioni locali, il dibattito tra la necessità di finanziare il turismo e quella di tutelare le imprese del settore resta, dunque, aperto.
Photo by Clément Proust

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