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Germania, l’ondata di scioperi nei trasporti crea danni economici e di immagine per il turismo tedesco

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La Germania fa i conti con un inizio 2024 funestato dagli scioperi nei trasporti, sia aereo che ferroviario, che hanno avuto gravi ripercussioni sul settore turistico. Un danno non solo economico, ma anche di immagine per un Paese percepito dai viaggiatori, tedeschi e stranieri, come destinazione affidabile per viaggi privati e d’affari. Un’immagine positiva offuscata dai ripetuti scioperi che hanno creato una situazione atipica per la Germania, che si vuole assolutamente evitare per il futuro.

Per questo, l’Associazione Federale dell’Industria Turistica Tedesca (BTW) ha organizzato un incontro tra i rappresentanti di vari settori dell’industria turistica e il Coordinatore del Governo Federale per l’Economia Marittima e il Turismo Dieter Janecek, con l’obiettivo di riassumere i drammatici effetti degli scioperi e discutere le possibili soluzioni.

Calo di presenze alle fiere e costi aggiuntivi da sopportare

La cancellazione di treni e aerei ha comportato conseguenze negative per tutta la filiera turistica tedesca: se alberghi e ristoranti hanno perso clientela, anche fiere, musei e parchi divertimento hanno registrato significativi cali di presenze, mentre tour operator e agenzie di viaggio sono state costrette a sostenere spese aggiuntive per le riprenotazioni, oltre a subire le perdite per le cancellazioni dei viaggi.

Una situazione critica che è stata analizzata nel corso dell’incontro, in cui i partecipanti hanno portato la propria esperienza, dati alla mano. Così, ad esempio, il terzo giorno di fiera ITB di Berlino ha registrato un calo di presenze del 20% e la cancellazione di numerosi appuntamenti d’affari internazionali. Oliver Bonke, amministratore delegato del gruppo alberghiero H World International e direttore generale di Steigenberger, ha chiarito che un giorno di sciopero di una società di trasporti costa alla sua azienda 190.000 euro. I danni causati dagli scioperi passati sono stati di circa 3-3,5 milioni di euro.

Secondo i dati dell’Associazione federale dell’industria del trasporto aereo tedesco, le compagnie aeree e gli aeroporti tedeschi hanno registrato una perdita totale di entrate di oltre 395 milioni di euro nel 2019 e nel 2022 a causa delle attività di sciopero nel traffico aereo.

L’appello alla politica per un intervento urgente

Il fondamentale diritto di sciopero non è certamente messo in discussione, ma l’Associazione Federale dell’Industria Turistica Tedesca ha voluto richiamare l’attenzione della politica sulla necessità di gestire queste situazioni con urgenza, suggerendo alcune strade da intraprendere.

Si chiede innanzitutto che nel settore delle infrastrutture critiche gli scioperi siano ridotti al minimo e, per esempio, siano preceduti da tentativi di mediazione obbligatori; si chiede anche di intervenire per evitare gli scioperi contemporanei dei diversi fornitori di servizi di mobilità – come avvenuto durante l’ITB di Berlino, quando le interruzioni del servizio hanno riguardato sia il traffico ferroviario che quello aereo – così che i clienti possano contare su forme alternative di trasporto da e per l’evento. E ancora, si suggerisce che nel settore della mobilità si dia un tempestivo preavviso di sciopero, anche per assicurare sempre un’offerta di base del servizio.

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