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GlobalData: nel 2025 deal in calo del 5% nel settore viaggi e turismo, ma alcuni mercati resistono

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Il 2025 ha registrato un calo nelle operazioni economico-finanziarie (tra fusioni e acquisizioni, private equity e finanziamenti venture) che coinvolgono aziende del settore dei viaggi e del turismo: si tratta di una diminuzione dei deal del 5% a livello globale rispetto al 2024, come segnalato da GlobalData, piattaforma leader di intelligence e produttività.

“Il calo riflette le più ampie incertezze economiche che stanno pesando sul clima delle operazioni,” afferma Aurojyoti Bose, Lead Analyst di GlobalData. “Mentre nel complesso il volume dei deal nel settore viaggi e turismo ha incontrato difficoltà, alcune regioni e mercati hanno mostrato una certa resilienza”.

L’andamento delle operazioni nel settore mostra infatti forti differenze a livello geografico. Secondo l’analisi del database Deals di GlobalData, nel 2025 l’area dell’Asia-Pacifico ha registrato un calo del 4% rispetto all’anno precedente, mentre in Europa la flessione è stata ancora più marcata: –17%, complice il peso delle tensioni geopolitiche e delle difficoltà economiche in corso.

A fare eccezione è il Nord America, che ha chiuso l’anno con una crescita dell’8% nel volume dei deal. In Medio Oriente e Africa, così come in Sud e Centro America, il numero di operazioni è invece rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2024.

Fusioni e acquisizioni stabili, finanziamenti in calo

Guardando ai singoli Paesi, Stati Uniti e Canada segnano un aumento delle operazioni, mentre India, Cina, Spagna e Germania mostrano un arretramento. Infine, mercati come Regno Unito, Giappone e Australia mantengono livelli di attività in linea con quelli dell’anno precedente.

Anche sul fronte delle diverse tipologie di operazione il quadro resta sfaccettato. Nel settore viaggi e turismo, le fusioni e acquisizioni (M&A) tengono, con un volume di deal sostanzialmente in linea con quello del 2024: un segnale che l’interesse per la crescita tramite acquisizioni non si è spento, ma viene affrontato con maggiore prudenza strategica.

Ben diverso l’andamento dei finanziamenti, che hanno subito una netta frenata. Il venture capital e il private equity hanno registrato un calo rispettivamente del 21% e del 28% nel numero di operazioni. Un dato che riflette una minore disponibilità di capitali e un clima di investimento più cauto e selettivo.

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