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Horizons 2040, quattro scenari per il futuro del turismo in Francia immaginati dall’agenzia Atout France

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Che turismo sarà quello del 2040? Le variabili in gioco sono tante (questioni ambientali, conflitti, crisi economiche e sociali…) e immaginare l’evoluzione del settore non è semplice. Per questo Atout France, l’Agenzia francese per lo sviluppo del turismo, ha avviato una riflessione sui possibili scenari futuri, con l’obiettivo di servire da bussola agli organi decisori chiamati a prendere le decisioni migliori per seguire la direzione desiderata.

Il progetto si chiama “Horizons 2040”: lo studio esplora 32 fattori di trasformazione del turismo, raggruppati in cinque tematiche principali (cambiamenti climatici, instabilità geopolitica, trasformazioni economiche e sociali, tecnologia e aspetto umano) per arrivare a definire gli scenari che è possibile attendersi entro il 2040.

I fattori che concorrono a trasformare il turismo

Clima e risorse
L’accentuazione del cambiamento climatico (+1,9°C tra il 2013 e il 2022) e la crescente domanda di risorse e materie prime imporranno importanti sfide al settore turistico. Sarà essenziale adattare le infrastrutture turistiche, rendere abitabili le zone più colpite dall’innalzamento delle temperature, ma anche ridisegnare la geografia delle destinazioni: se è vero che a livello europeo la Francia potrebbe essere preferita a Spagna e Italia, più esposte alle ondate di calore, è anche vero che a livello nazionale le zone costiere francesi risentono già negativamente degli effetti del cambiamento climatico, così come le stazioni sciistiche, alcune delle quali costrette ad avviare un processo di transizione per puntare su escursionismo e mountain bike.

In questo contesto, il turismo sostenibile si sta evolvendo come turismo “rigenerativo”, che va oltre la mera riduzione dell’impatto negativo del turismo sui luoghi di vacanza e che mira invece a generare un impatto positivo, cioè un beneficio per la destinazione di vacanza in termini ambientali, economici e sociali.

Geopolitica
Nei prossimi decenni, il contesto geopolitico sarà sempre più incerto e conflittuale, caratterizzato da una frammentazione dell’ordine mondiale, dalla perdita dei diritti democratici (il 34% della popolazione mondiale vive in paesi in cui la democrazia è in declino) e dal ruolo sempre più importante assunto da alcuni soggetti privati, in particolare le Big Tech, nella fornitura di servizi.

Un contesto, dunque, di instabilità che pone problemi di restrizione dei viaggi e variabilità dei flussi turistici, in cui però il turismo locale potrebbe mostrare maggiore resilienza, subendo meno gli effetti delle crisi geopolitiche mondiali.

Altro problema è quello del rispetto delle nuove normative – sempre più numerose, sempre più dettagliate – per la tutela dell’ambiente. Le norme che impongono misure contro il sovraffollamento di alcuni siti e la regolazione dei flussi turistici richiederanno una sempre più stretta collaborazione tra le autorità pubbliche, l’industria del turismo e le comunità.

Economia e società
I paesi sviluppati vedono il loro tessuto sociale trasformarsi: una popolazione che invecchia, le nuove generazioni che impongono i loro nuovi modelli culturali, politici e di consumo, l’urbanizzazione sempre più intensa. A livello globale l’Africa acquisterà un peso sempre maggiore mentre l’India sarà di gran lunga il paese più popolato al mondo. Una prospettiva caratterizzata dalle disuguaglianze sociali e dalla crisi del modello economico attuale, basato sull’iperconsumo, con l’emergere di nuovi modelli di business incentrati su un consumo più consapevole, risorse limitate e un approccio sostenibile.

L’industria turistica dovrà dunque adattare l’offerta ad una clientela di persone più anziane, puntando su accessibilità e servizi dedicati a benessere, cultura e tranquillità. Dovrà anche giocare d’anticipo per evitare che la carenza di manodopera e l’aumento dei costi si riflettano sulla qualità dell’offerta turistica e sulla competitività delle destinazioni. Infine, bisognerà trovare il modo di compensare la diminuzione del potere d’acquisto, affinché la vacanza resti alla portata di tutti nonostante le difficoltà economiche.

Tecnologia
Le nuove tecnologie stanno radicalmente trasformando la nostra società e il turismo: l’Intelligenza Artificiale, i big data, la realtà virtuale e aumentata, la blockchain, il 6G e così via stanno contribuendo a ridefinire il lavoro degli operatori della filiera e le esperienze dei clienti. Il turismo deve essere pronto, da una parte, a cogliere ogni opportunità del progresso tecnologico, e dall’altra a rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza informatica e al rischio della sostituzione delle professioni. Infine, vi sarà la necessità di sostenere una mobilità più verde, rispettosa dell’ambiente (treni, veicoli elettrici o a idrogeno, ecc.) preservando la qualità dell’esperienza turistica.

L’aspetto umano
La pandemia ha innescato una vera rivoluzione nella nostra concezione del lavoro, portando alla luce il desiderio di rallentare il ritmo e di perseguire il benessere personale e collettivo. Questo cambiamento è particolarmente evidente tra i giovani, che manifestano una crescente volontà di influenzare positivamente il mondo che li circonda.

Nei viaggi, la ricerca di autenticità è diventata una priorità. Si cercano esperienze fuori dagli schemi, come soggiorni e attività che consentano un contatto più profondo con la realtà del luogo visitato. Ma anche esperienze legate a cinema, videogiochi, patrimonio vivente, musica e festival potrebbero diventare elementi chiave nel plasmare le destinazioni.

L’industria turistica è chiamata anche a garantire una distribuzione equa dei benefici economici legati al turismo all’interno delle comunità locali, riducendo al minimo le disparità. Infine, diventa cruciale educare i viaggiatori a rispettare le culture locali e l’ambiente per promuovere pratiche di viaggio responsabili.

I quattro scenari

Analizzati i fattori descritti, lo studio di Atout France individua quattro scenari che descrivono delle direzioni credibili verso cui il settore può evolversi, coprendo un ampio campo di possibilità. L’obiettivo, come detto, non è quello di predire situazioni future ma di innescare riflessioni per guidare i decisori verso scelte consapevoli. Vediamo in dettaglio i quattro scenari ipotizzati.

Primo scenario: il villaggio globalizzato

Questo scenario prevede un turismo sostenibile e globalizzato, accessibile a tutti, grazie alla rivoluzione verde che, che dopo anni di ondate di calore, inondazioni, incendi boschivi e ripetute carenze, si è finalmente compiuta. L’impiego delle nuove tecnologie e una politica pubblica a sostegno dei viaggi hanno permesso un ribasso generalizzato dei prezzi dei soggiorni, dei trasporti e dell’offerta turistica.

Le frontiere si aprono, il mondo è ormai un “villaggio globale” in cui le destinazioni che un tempo erano lontane diventano destinazioni locali, facilmente raggiungibili grazie a una mobilità green e ai grandi investimenti in infrastrutture. L’intera offerta turistica è sostenibile e responsabile, dai mezzi di trasporto ai pernottamenti in albergo, alla ristorazione basata su canali di distribuzione brevi. La tendenza è all’auto-sufficienza.

In questo quadro, la Francia accoglierebbe 120 milioni di viaggiatori internazionali e genererebbe 375 milioni di viaggi nazionali.

Secondo scenario: élite globalizzate

Questo secondo scenario immagina un turismo mondiale riservato a un’élite. Si vive in megalopoli iperconnesse e sovraffollate, in cui si concentra gran parte della ricchezza e delle risorse mondiali. Cresce il divario tra ricchi e poveri e le tensioni sociali aumentano. L’élite che ha i mezzi per concedersi brevi o lunghi soggiorni cerca un’offerta turistica di lusso, personalizzata, originale ed esotica (fino al turismo spaziale), che offra il massimo del comfort e l’attenzione ai dettagli.

Allo stesso tempo, le destinazioni tradizionali e alcune aree naturali divenute ostili vengono abbandonate. L’interesse per i piccoli operatori turistici diminuisce a favore dei grandi gruppi e piattaforme, gli unici in grado di investire su larga scala.

In questo scenario, la Francia accoglierebbe 70 milioni di viaggiatori internazionali e genererebbe 280 milioni di viaggi nazionali.

Terzo scenario: territori comunitari

È lo scenario di un turismo democratizzato e fortemente localizzato. In questa visione, le città sono a misura d’uomo, il tessuto sociale è solidale, tutto è prodotto localmente. Ci si riavvicina dunque ai territori regionali, rifiutando la globalizzazione. I turisti provengono principalmente dai dintorni, i soggiorni brevi diventano più comuni e accessibili a tutti. Le vacanze di microavventura, il turismo equo e solidale, il turismo in bicicletta o a piedi e il turismo alla scoperta dell’economia locale sono diventati pratiche essenziali.

Le infrastrutture turistiche si adattano per migliorare l’efficienza energetica. La mobilità dolce è il mezzo preferito per spostarsi durante il soggiorno e la rete ferroviaria diventa capillare per soddisfare le esigenze degli utenti. Si assiste a una contrazione dell’offerta turistica.

In questo contesto, la Francia accoglierebbe 80 milioni di viaggiatori internazionali e genererebbe 325 milioni di viaggi nazionali.

Quarto scenario: il mondo come un arcipelago

In questo scenario si descrive un 2040 in cui i governi sono stati costretti a fare dell’ambiente una priorità,intraprendendo l’unico percorso possibile che possa evitare un collasso generale: la decrescita. La frugalità è la nuova regola, le scelte politiche vanno nel senso di limitare le attività ritenute superflue e che assorbono troppe risorse, come turismo e tempo libero.

Il turismo è dunque soggetto a restrizioni, regolamentazioni e confini geografici più stretti, con la conseguenza del crollo dei flussi turistici internazionali, nazionali e regionali. In questo contesto gli operatori del turismo sono estremamente vulnerabili. Gli attacchi informatici si moltiplicano, le infrastrutture si deteriorano e la redditività è una sfida importante. Molti sono costretti a cessare l’attività. Chi resiste si concentra su un mercato micro-locale, puntando su esperienze di micro-avventura, circuiti corti e savoir-faire.

In questo scenario, la Francia accoglierebbe 30 milioni di viaggiatori internazionali e genererebbe 180 milioni di viaggi nazionali.

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