In occasione della Milano Design Week, SIMICO e Crippacampeggio hanno acceso i riflettori sul turismo open-air con una tavola rotonda che ha riunito imprenditori, istituzioni e professionisti del settore. L’incontro ha offerto una panoramica sul ruolo crescente dell’ospitalità all’aria aperta, tra sfide normative, innovazione e sostenibilità. Il contesto è stato quello della presentazione del Villaggio Olimpico di Cortina 2026, progettato con case mobili rimovibili e a impatto zero, simbolo di un nuovo approccio al turismo e all’architettura temporanea. Un progetto che unisce efficienza, estetica e rispetto per il territorio.
A fare gli onori di casa è stato Sergio Redaelli, CEO di Crippaconcept, marchio di Crippacampeggio. “Siamo diventato il primo produttore di mobile home e tende con 3.500 unità all’anno e quattro unità produttive,” ha detto. “Siamo una realtà 100% certificata Made in Italy e facciamo parte di un ecosistema industriale che comprende CR Abitare, specializzata nella produzione di mobile home, Autotrasporti Surdi per la movimentazione delle case e una nuova falegnameria da 6.600 metri quadri a Torre d’Isola, dove c’è anche il nostro showroom. L’anno scorso abbiamo presentato la mobile Home Helios, e a meno di un anno di distanza siamo qui con una nuova evoluzione di prodotto destinata al villaggio di Cortina: una vera e propria sfida. Vogliamo continuare a evolvere e progredire e riteniamo che il design sia una componente fondamentale dell’accoglienza”.

Barbara Mazzali, assessore al Turismo della Regione Lombardia, ha sottolineato come il turismo open-air rappresenti una risposta concreta alle esigenze dei viaggiatori contemporanei, sempre più orientati verso esperienze autentiche e a contatto con la natura. “Il 75% dei turisti in Lombardia è internazionale e cerca esperienze di qualità anche nei piccoli borghi, dove le strutture leggere e removibili possono fare la differenza“, ha affermato.
Un comparto strategico per l’Italia
Alberto Granzotto, presidente di FAITA-FederCamping, ha ricordato che il settore open-air rappresenta il 16% dell’intera offerta turistica italiana, con punte del 95% in località come Cavallino Treporti. “Le mobile home sono un esempio concreto di non consumo di suolo. È una forma di ospitalità innovativa che integra sostenibilità ambientale e servizi di qualità“, ha dichiarato.
Anche Francesco Giondi, CEO di Club del Sole, ha evidenziato come il campeggio abbia permesso di salvaguardare l’ambiente. “Siamo conservatori di pinete: preserviamo il paesaggio attraverso un’architettura che unisce naturale e artificiale. Ma serve certezza normativa, con una legge nazionale che regolamenti chiaramente le unità abitative mobili,” ha detto.
Design e flessibilità: le nuove frontiere dell’abitare
Diego Torriani, ingegnere di Eplus Studio, ha illustrato il concetto di “architettura a zero cubatura”, in cui strutture leggere e temporanee si integrano perfettamente nel paesaggio. Passerelle sopraelevate, materiali riciclabili e impianti removibili sono elementi chiave di una nuova urbanistica sostenibile. L’architettura zero cubatura permette anche di rivitalizzare il paesaggio con l’obiettivo non di progettare per lasciare il segno, ma di costruire senza lasciare traccia.
Un tema ripreso anche da Luca Trabattoni, designer e docente, che ha presentato una riflessione sul lusso accessibile: “La casa mobile non è più la miniatura di una casa tradizionale, ma un ambiente personalizzabile, costruito intorno all’esperienza”. Progetti come Warm Minimalism, Crooked, Wonder, Citrus Heaven o Terravita puntano su materiali nobili, linee semplici e sensorialità.
A Maurizio Baldini, Hotel Resort Management and Consulting, è spettato il compito di raccontare l’esperienza del bioparco piemontese Zoom, il primo a unire una moderna struttura zoologica a una struttura ricettiva open-air di alto livello. Partito nel 2020 con 21 unità abitative, Zoom propone oggi 56 soluzioni diverse, tra mobile home, lodge e tende. Immersione nella natura ed esperienzialità raggiungono in questo caso un nuovo livello qualitativo, permettendo ai turisti di soggiornare accanto all’habitat di animali selvaggi come leoni, zebre, giraffe.
A chiudere il confronto, l’intervento visionario del professor Ferdinando Alberti, che ha parlato delle “sette discontinuità” che stanno ridefinendo il concetto stesso di abitare. “Il futuro è già qui, ma non è equamente distribuito“, ha detto. Dalla fine della proprietà al design personalizzato, dalle città-spugna alla realtà aumentata, Alberti ha invitato a leggere il cambiamento come una grande opportunità: “Le mobile home sono una ‘killer application’ dell’abitare moderno: mobili, modulari, sostenibili. Sono molto più che turismo”.
L’evento ha mostrato come il turismo open-air stia vivendo una profonda trasformazione, spinta da esigenze ambientali, evoluzioni normative e nuove visioni del design. La sfida, ora, è rendere queste soluzioni accessibili, replicabili e pienamente integrate nei territori.

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