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Il ministro del turismo Mazzi al Salone del Camper: la scelta del governo è di sostenere il turismo open-air

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“Continueremo a sostenere il turismo open-air: è una precisa scelta del Governo Meloni”. È forse questo il messaggio più importante arrivato oggi dal Salone del Camper di Parma, dove il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha visitato la manifestazione e incontrato i rappresentanti del settore. Una presenza che Mazzi ha definito tutt’altro che formale. “Per me è un grande piacere essere qui: non sarei mai potuto mancare”, ha dichiarato, definendo il Salone “una fiera importantissima” per un comparto che “sta molto a cuore al Ministero“.

Il ministro ha sottolineato anche la dimensione della manifestazione, che con 107.000 visitatori, 110.000 metri quadrati di esposizione e un’ampia rappresentanza dell’industria dei veicoli ricreazionali si conferma “la fiera più importante del settore in Italia e la seconda in Europa dopo quella in Germania“. Ma al di là dei numeri del Salone, è soprattutto la visione del turismo open-air all’interno della strategia turistica nazionale ad avere caratterizzato l’intervento di Mazzi.

Quattro “D” per il turismo italiano

Il ministro ha definito questa impostazione la “strategia delle 4D”, individuando nel turismo in camper e caravan uno strumento capace di contribuire contemporaneamente a quattro obiettivi: delocalizzazione, decongestionamento, destagionalizzazione e digitalizzazione.

La prima sfida è quella di delocalizzare i flussi turistici e, di conseguenza, decongestionare le destinazioni maggiormente sotto pressione. È un tema particolarmente rilevante per l’Italia, dove le grandi città d’arte concentrano una parte consistente dei flussi internazionali. “Questa forma di turismo legata a camper e caravan porta a una delocalizzazione,” ha spiegato Mazzi, perché consente di distribuire i flussi “al di fuori delle città più congestionate, che sono le città d’arte“.

Il secondo vantaggio è la destagionalizzazione. Il turismo open-air, secondo il ministro, ha caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto a viaggiare anche al di fuori delle stagioni canoniche, contribuendo a distribuire la domanda lungo un arco temporale più ampio. Infine, c’è la digitalizzazione, che riguarda tanto il comportamento dei viaggiatori quanto la capacità dell’offerta italiana di intercettarli.

“In particolare, il turista straniero che è attratto da questa forma di turismo ama pianificare con cura, con precisione anche tecnologica, la propria esperienza di viaggio,” ha osservato Mazzi. Per il ministro, quindi, il turismo itinerante non rappresenta semplicemente un segmento dell’offerta ricettiva, ma può diventare uno degli strumenti attraverso cui affrontare alcune delle principali criticità strutturali del turismo italiano.

32 milioni per le aree di sosta

È in questo quadro che si inserisce il programma di investimenti del Ministero del Turismo per le aree di sosta. Mazzi ha ricordato i circa 32 milioni di euro stanziati (circa 22,7 erogati, ndr), che hanno finanziato oltre 150 progetti in 169 Comuni italiani, con la realizzazione prevista di 4.375 piazzole. Una misura che il ministro considera strategica anche per la distribuzione geografica dell’offerta. Gli interventi, ha sottolineato, sono distribuiti tra Nord, Centro, Sud e Isole, con una particolare attenzione alle aree del Mezzogiorno.

E proprio sul futuro di queste politiche è arrivata una conferma importante: il sostegno alle aree di sosta proseguirà. “Sì, sicuramente sulle piazzole continueremo,” ha risposto Mazzi alla domanda sulla continuità degli interventi.

A proposito dello stato di attuazione del bando, al ministro è stato chiesto quale sarà la destinazione della quota non erogata e se il Ministero intenda procedere con un nuovo bando. La risposta è stata chiara: “Sicuramente ci concentreremo per far sì che tutte le risorse che erano previste arrivino a chi devono arrivare”. Mazzi ha quindi indicato come priorità il completamento dell’utilizzo delle risorse già stanziate, prima ancora di parlare di eventuali nuovi strumenti di finanziamento.

“Non è un turismo a bassa capacità di spesa”

Mazzi ha voluto inoltre affrontare direttamente un tema che riguarda da vicino la percezione del turismo in camper: la sua capacità di generare valore economico per i territori. “L’idea che il turismo in camper e caravan sia un turismo a bassa capacità di spesa va smentita, e lo faccio per primo,” ha affermato. Il ministro ha sostenuto anche che gli utilizzatori di questi veicoli “portano ricchezza nel nostro Paese“, sottolineando anche il valore degli stessi mezzi, che possono essere “molto sofisticati e di grande valore economico“.

Il riconoscimento della capacità di spesa del turista open-air assume un peso particolare in un momento in cui il settore – non solo in Italia – sta cercando di rafforzare, anche nei confronti delle istituzioni, la consapevolezza del proprio impatto economico sui territori.

Photo by Antonio Mazzucchelli

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