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Il primo Congresso dei Campeggi Catalani è stato occasione di collaborazione e confronto

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Sono stati circa 300 i professionisti del settore hanno partecipato al primo Congresso dei Camping Catalani. Al benvenuto di Miquel Gotanegra i Portell, Presidente della Federació Catalana de Càmpings, è seguito un ricco programma di interventi, a partire dalla presentazione del primo studio sull’impatto economico e sociale dei camping catalani sul territorio. L’evento, che ha visto anche una serata di Gala con la consegna di alcuni riconoscimenti, è stato decisamente di alto livello, con un ricco parterre di ospiti e speaker internazionali.

Questo congresso coincide con i 70 anni dall’apertura del primo camping in Catalogna,ha detto Gotanegra aprendo i lavori. “È un dato che ci rende orgogliosi e dimostra che siamo un settore consolidato. Quando nacquero i primi campeggi, tutti pensavano che sarebbe stato un settore effimero. Al posto di quattro tende ci si aspettava che un giorno sorgesse un albergo. Invece, il nostro settore è qui per restare”.

Temi centrali delle due giornate di congresso sono stati sostenibilità e cambiamento climatico, affiancati dalla digitalizzazione, che deve essere portata avanti senza dimenticarsi della qualità, e la difficoltà di reclutare personale specializzato.

Il cambiamento climatico è una questione che ci preoccupa e dobbiamo essere preparati ad affrontarlo. Con tutte le sfide che ciò comporta,ha affermato Gotanegra. “Ci sono aspetti positivi e negativi. La cosa più positiva è che questo ci permette di allungare le stagioni, ma abbiamo anche sfide importanti da affrontare. In questo momento non dobbiamo ignorare la siccità, ma anche il fatto che quando piove, lo fa in modo incontrollato. Le nostre strutture devono essere progettate e preparate per affrontare questi eventi. È una delle cose su cui dobbiamo lavorare”.

Il cambiamento climatico: rischi e opportunità

Di questi temi si è parlato nella prima tavola rotonda del congresso, dal titolo “Cambiamento climatico e il settore camping: rischi e opportunità”, moderata da Anna Garriga, Dean della Faculty of Economics all’University di Girona. A confrontarsi sono stati Tomàs Molina, Meteorologo, insegnante e presentatore televisivo, Rafael Tramullas, Managing Partner di Tematic Arquitectura; Saioa Amatria, CEO di Isaba; e Xavier Martínez, Director della Water, Air & Soil (WAS) Unit all’interno della Sustainability Area di Eurecat.

I dati del settore in Catalogna

Molto interessante la presentazione della ricerca “Camping in Catalogna: impatto economico, dati rilevanti e benefici sostenibili”, presentato dalla società di ricerca BIM Consultors. L’analisi ha riguardato 363 campeggi, per un totale di 260 mila posti letto, di cui l’83 per cento situati sul litorale catalano. Interessante notare come l’offerta si concentri sul segmento medio-alto del mercato, con una netta prevalenza di strutture a tre e quattro stelle (le cinque stelle in questa regione non sono previste).

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L’importanza dell’offerta turistica dei camping in Catalogna è evidenziata dal suo peso in termini di posti letto: il 49,6% è rappresentato dai campeggi, contro il 43,7% degli hotel, il 2,8 degli appartamenti e il 3,9 dell’agriturismo.

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La crescita turistica della regione non conosce soste, a parte ovviamente la pausa causata dalla pandemia. Nel 2023 si sono registrati oltre quattro milioni di turisti, per un totale di più di 19 milioni di pernottamenti. La provenienza è per il 56 per cento locale, per l’8 per cento dal resto della Spagna e per il 36 per cento dall’estero. Anche in Catalogna si è registrato un incremento dei prezzi, che in dieci anni sono saliti del 20,6 per cento (contro un’inflazione del 22,6 per cento). Nel solo 2023 i prezzi sono cresciuti del 5,4 per cento.

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Un motore per l’intera economia

I dati economici delle aziende ricettive catalane sono positivi, con un patrimonio aziendale medio in crescita da dieci anni a questa parte (da circa 600 mila euro a oltre un milione e 200 mila), così come fatturato e utili, con una redditività media dell’8,44 per cento.

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Fondamentale, infine, il contributo economico dei camping all’economia catalana, che vale quasi due miliardi e mezzo di euro (di cui due miliardi derivanti dal turismo straniero): sono risorse che per il 29,3% vengono destinate ai trasporti, per il 22,6% per l’alloggio, per il 17,2% ai lavori di manutenzione, per il 21,8 per cento alle attività turistiche. 557 milioni sono relativi al settore camping, un miliardo e 900 milioni riguardano altri settori. Insomma, il settore camping è un potente motore per l’economia locale.

Cresce l’interesse per la Spagna

A PiNCAMP è spettato il compito di dare un’overview sull’interesse dei campeggiatori europei rispetto alla penisola iberica. Il CEO Uwe Frers, che insieme ad ADAC ha ricevuto uno dei premi assegnati durante serata di gala (“Il primo che abbiamo mai ricevuto,” ha sottolineato), ha evidenziato che le ricerche legate alla Spagna sul sito PiNCAMP sono più che raddoppiate rispetto a cinque anni fa. E il driver di questa crescita è la Catalogna, aumentata del 112 per cento.

La qualità è un fattore determinante per questo successo. In Catalogna le ADAC Superplatz sono 12 sulle 17 di tutta la Spagna. Frers ha segnalato anche che tra le richieste dei campeggiatori c’è la possibilità di prenotare online: mentre le richieste per campeggi non prenotabili sono cresciute di pochi punti percentuali, quelle delle strutture che possono essere prenotate sono balzate del 151%.

L’impegno di Un Tourism per la sostenibilità

Isabel Oliver, Advisor to the Secretary-General dell’UN Tourism (ex UNWTO), ha posto l’accento sulla sostenibilità cercando di darne una definizione concreta. Sostenibilità significa capacità di soddisfare le necessità del presente senza compromettere le necessità delle generazioni future, mentre il turismo sostenibile: è quello che tiene pienamente in considerazione le ripercussioni attuali e future, economiche, sociali e ambientali per soddisfare le necessità dei viaggiatori dell’industria e del contorno delle comunità ospitanti.

Il concetto ha tre dimensioni, che sono totalmente interconnesse tra loro,” ha spiegato Oliver. “Prima di tutto c’è la dimensione sociale, che significa cercare e organizzare equità e benessere per tutti. In secondo luogo, la dimensione ambientale, che cerca di proteggere l’ambiente e garantire la vitalità degli ecosistemi, delle risorse naturali, dalle quali dipendiamo per la nostra sopravvivenza e il nostro sviluppo. Ciò include la lotta contro il cambiamento climatico, la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse naturali. Infine, c’è la dimensione economica, che genera opportunità per tutti. Ciò significa aumentare l’innovazione, l’efficienza energetica, creare posti di lavoro dignitosi e una buona distribuzione della vita generata dall’industria del turismo”.

Oliver ha poi sottolineato l’iniziativa lanciata poche settimane fa da UN Tourism (la creazione in Croazia di un centro di ricerca per il turismo sostenibile) e come il settore camping sia importante per la sostenibilità, essendo il terzo mercato turistico europeo. “È un settore dinamico ed è un motore economico con impatti positivi sulle comunità locali,” ha affermato. “È un settore con un brillante futuro, che tiene in grande conto la conservazione della natura. Si tratta del miglior compromesso tra turismo e sostenibilità, perché non solo ha un basso impatto, ma aiuta anche a sviluppare la sensibilità ambientale. Si tratta del miglior esempio per far convivere attività turistica ed equilibrio”.

L’importanza di innovazione e digitalizzazione

La prima giornata si è conclusa con una tavola rotonda dal titolo “Innovazione e digitalizzazione nel settore camping”, moderata da Xavier Pascuet, Tourism innovation and sustainability consultant. A confrontarsi sono stati Carlos Ortí, COO of Septeo Campings Spagna e Portogallo; Angel Casellas, CEO di Uplaan; Pol Payet, Development Manager di Comercia CaixaBank; e Ana Beriain, Presidente della Federación Española de Campings. Il messaggio è stato chiaro: senza innovazione e digitalizzazione la sopravvivenza è a rischio.

Le difficoltà di formare e reclutare dipendenti

Nella seconda e conclusiva giornata due interessanti tavole rotonde sono state al centro dell’attività congressuale.  In quella intitolata “Prospettive chiave dagli opinion leader del campeggio europeo”, moderata da Ralph Heinze, Servicios Turísticos Heinze Latzke Manager, si è parlato ancora di digitalizzazione e sostenibilità, oltre che del cambiamento climatico e della necessità di adeguata formazione dei dipendenti, sempre difficili da reperire in tutto il mercato europeo.

Su questo tema, Josipa Cvelic Bonifačić, Professor at the Faculty of Tourism & Hospitality Management at the University of Rijeka, ha sottolineato che manca adeguata formazione nelle scuole superiori. “Stiamo coprendo questo gap con la nostra associazione, ma c’è spazio per migliorare,” ha detto. “Il coronamento di questo sforzo è il progetto Campmaster, che offre la possibilità, grazie a un corso di due anni, in tre paesi e altrettante università di formare i manager del futuro”.

Ramon Van Reine, CEO di ACSI, ha confermato che la formazione dei dipendenti è assolutamente importante, in particolare quando si parla digitalizzazione e sostenibilità. “Quando pensate che il mondo digitale non faccia per voi, avete torto,” ha sostenuto. “Bisogna pensarci perché il mondo digitale è qui. È importante non solo far sapere ai campeggiatori quali sono i comportamenti più appropriati, ma ancora di più stimolarli a metterli in pratica, per esempio facendo pagare i consumi extra di elettricità o limitando l’uso dell’acqua calda per la doccia”.

Le leve su cui agire

Secondo Uwe Frers, CEO di PiNCAMP, l’obiettivo finale è quello di ridurre i costi e l’impatto ambientale. “Bisogna misurare ogni aspetto dell’attività, dai consumi elettrici a quelli di acqua. Solo misurando si può cambiare,” ha detto. Inoltre, bisogna agire su marketing e comunicazione, per attrarre e mantenere i clienti, e su distribuzione e vendite, dove è importante che la propria attività sia facilmente trovabile e prenotabile.

Il miglior investimento che si può fare è quello sulla formazione, oltre che prendersi cura elle risorse a disposizione riducendone il consumo,” ha detto Martin Rolletschek, Ecocamping Service Advisor. Un chiaro esempio degli intenti di Ecocamping è legato all’uso dell’acqua, che nei camping normali si aggira, come a casa, tra i 120 e i 180 litri quotidiani (e che salgono, fino a superare anche i mille litri, negli hotel di fascia alta), mentre in quelli marchiati Ecocamping scende a quote comprese tra 40 e 150 litri. Nelle strutture che fanno parte di questa rete si cerca di sfruttare tutte le risorse a disposizione, riciclandole e riutilizzandole, tanto che non si parla mai di “rifiuti”.

Catalogna, Italia e Francia a confronto

A chiudere i lavori il primo congresso dei campeggi catalani è stata la tavola rotonda intitolata “L’immagine attuale e futura del settore camping”, moderata da Jaume Dulsat, Eurofirms Tourism & Hospitality Leader, che ha messo a confronto rappresentanti di Catalogna, Francia e Italia. I temi affrontati sono stati quelli della sostenibilità e della difficoltà di reclutare personale qualificato.

Alberto Granzotto, Presidente di FAITA-FederCamping; Jean Guy Amat, Councilor of the Féderation Nationale Hotellerie Plein Air; e Àlex Trias, Representative of the Federaciò Catalana de Càmpings hanno così esplorato le differenze tra i tre paesi e le sfide che ognuno di essi si trova ad affrontare.

Le medaglie della Federació Catalana de Càmpings

Nella piacevole serata di gala, la Federació Catalana de Càmpings ha consegnato alcuni premi realmente significativi. In particolare, all’imprenditore Josep Maria Rosell i Saurina, fondatore del camping Vilanova Park a Vilanova i la Geltrú, una delle strutture di riferimento nel paese di cui continua a essere presidente del Consiglio di amministrazione, è stata assegnata la Medaglia d’Onore del Camping Catalano. Rosell è stato presidente della Federazione spagnola degli imprenditori del campeggio per 25 anni e ha anche presieduto la Federazione europea dei campeggi.

La Federazione ha inoltre assegnato una medaglia ad Antonio Giménez, proprietario del Playa Montroig Camping Resort, una delle persone che ha contribuito a posizionare il settore come riferimento e che da più di 30 anni collabora nei consigli di amministrazione della livello provinciale, autonomo e statale. Il suo campeggio vanta dal 1995 il riconoscimento di ADAC Supertplatz e fa parte del network LeadingCampings of Europe.

La collaborazione è la chiave per i successi futuri

A Vilanova i La Geltrù il primo Congresso dei Campeggi Catalani ha quindi messo in evidenza l’importanza del settore sull’economia locale, ha creato importanti occasioni di incontro tra numeri protagonisti internazionali e ha dato spazio a interessanti dibattiti sulle principali sfide che il settore si trova ad affrontare, non solo in Catalogna ma in tutta Europa.

Miquel Gotanegra, chiudendo il congresso, ha annunciato la volontà di dare continuità a questo dialogo internazionale proponendo la creazione di un forum europeo a Stoccarda. L’evento catalano si è svolto in un clima di grande collaborazione anche con la Federación Española de Campings, di cui la Federació Catalana de Càmpings non fa parte. L’evento ha però dimostrato che lavorando tutti insieme nella stessa direzione, sia a livello nazionale che europeo, il futuro del settore non può che essere brillante.

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