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Il punto sulla stagione 2022 con Campingnavigator

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Abbiamo intervistato Peter Doornekamp che, oltre a essere un professionista del marketing e della comunicazione e un prestigioso collaboratore di Camping Business per l’area dell’Olanda, è editore della rivista ONTDEK Magazine e proprietario di Campingnavigator, il portale olandese specializzato che, da 35 anni, si occupa di mettere in contatto i campeggi, anche in Italia, con i turisti dei Paesi bassi. Dopo l’uscita della sua prima guida, nel 1983, Campingnavigator è cresciuto fino a diventare, oggi, una piattaforma online sulla quale si trovano migliaia di campeggi europei, tutti ispezionati dal proprio team. Nel suo italiano pressoché perfetto, Peter ci ha dato la sua visione sulla situazione attuale delle vacanze outdoor in Italia e in Europa, sulle aspettative dei turisti olandesi e anche sul futuro del settore.

Camping Business: Come sta andando la stagione 2022, dal tuo punto di vista?
Peter Doornekamp: Il mercato si sta riprendendo benissimo, nonostante questo ultimo “buco nero” della guerra in Ucraina, nel quale l’Europa è precipitata di recente. Sembra, da ciò che rileviamo, però, che le prenotazioni stiano arrivando con un leggero ritardo. I turisti olandesi non sembrano particolarmente impensieriti e sembrano non voler rinunciare sicuramente alle vacanze nel Sud Europa. Piuttosto, devo dire che sono molto positivo per l’Italia ma pessimista per la Croazia. In Olanda, infatti, c’è l’idea che la Croazia sia una nazione che appartiene all’Europa dell’Est e il pubblico olandese percepisce questa zona come critica e a rischio di conflitto. È solo un’illazione, certamente, ma sono convinto che questo pensiero penalizzerà la Croazia in termini di arrivi dai Paesi bassi. Anche nazioni emergenti turisticamente come Polonia e Paesi baltici, sicuramente conosceranno una flessione importante. Ho il presentimento che le prenotazioni che ancora devono arrivare interesseranno per lo più nazioni europee considerate stabili come Francia, Spagna e, naturalmente, l’Italia. Stiamo, però, decisamente tornando ai livelli di traffico pre-covid e non sarà più un turismo preoccupato della pandemia ma più degli assetti geopolitici delle regioni.

Camping Business: Un anno positivo, dunque?
Peter Doornekamp: Decisamente positivo, un ritorno ai livelli precedenti alla pandemia. Le top destination che intravedo io per il 2022, per quanto riguarda il turismo proveniente da Nord Europa, sarà diretto soprattutto verso Francia, Spagna e Italia. Noi stiamo ancora ricevendo richieste di campagne online, dunque la stagione è ancora largamente work in progress. Sembra, quest’anno, che il periodo tra orientamento e prenotazione sia più breve. È una situazione anomala ma significa semplicemente che i turisti stanno ancora decidendo dove prenotare. Io mi aspetto un flusso last minute a livelli pre-covid e noi anche in quel momento avremo gli strumenti per portare prenotazioni ai camping. La cosa interessante è che questa situazione di tempi accorciati per noi significa che possiamo portare più traffico per il booking diretto. Noi infatti portiamo il traffico direttamente al sito del camping ed è la struttura stessa che fa il booking, senza provvigioni: questo è uno dei nostri più importanti Usp (Unique Selling Proposition), ovvero una nostra argomentazione esclusiva di vendita. Io credo nel portare il traffico direttamente, credo in una modalità più indipendente per il camping. Non devi dipendere troppo, secondo me, come struttura, dal marketing degli altri, come i tour operator. Nel momento in cui un camping inizia una collaborazione con noi, infatti, realizziamo una presentazione top che diventa il punto di partenza per portare traffico diretto. E di tutta la promozione ci occupiamo noi. Campingnavigator è lo strumento più efficace in questa situazione per raccogliere prenotazioni, lo vedo dalle campagne online che, come già detto, negli anni precedenti si chiudevano molto più presto.

Camping Business: Una campagna online di Campingnavigator, dunque, in questo momento va a intercettare quel segmento di turisti che stanno per prendere le proprie decisioni per prenotare?
Peter Doornekamp: Esattamente. Il traffico che porta Campingnavigator arriva direttamente sul sito del campeggio che fa il booking diretto. Per ampliare ulteriormente la nostra efficacia nelle campagne online, inoltre, stiamo collaborando con 7 portali olandesi specializzati, ognuno con il suo target diverso: noi puntiamo maggiormente sulla bassa e media stagione mentre altri sono interessati a sviluppare più il mercato delle famiglie e delle vacanze nei periodi stagionali più intensi. Lavorando con questo network stiamo raccogliendo collaborazioni anche con le Regioni, per esempio in Italia e Austria, perché anche esse si stanno promuovendo online e sono organismi che necessitano di avere un traffico diretto sul proprio sito. Anche in questo segmento vedo tanto spazio ancora per delle campagne online.

Camping Business: Qual è un messaggio diretto, per restare in tema, che vuoi dare agli operatori del campeggio, italiani innanzitutto, ma in generale anche ai camping owner europei?
Peter Doornekamp: Datevi sempre un’ultima possibilità: la stagione non è ancora chiusa! Ci sarà spazio per fare business anche a stagione inoltrata. Aprile e maggio saranno mesi nei quali spingere sulle campagne online come normalmente avrebbero fatto in gennaio e febbraio: il mercato, rispetto ad altri anni, è decisamente in ritardo di almeno un paio di mesi nelle sue decisioni. Ma l’onda attardata, come la chiamo io, sta arrivando.

Camping Business: Le vendite di camper e caravan, in Europa, negli ultimi due anni sono esplose: secondo te non ci sarà un collo di bottiglia tra il numero di mezzi che si dirigono nei campeggi per le vacanze e il numero effettivo di piazzole disponibili?
Peter Doornekamp: Ultimamente abbiamo visto grandi investimenti dei camping in glamping e mobilehome mentre, come tendenza, ci sembra che il campeggio a piazzole si stia riducendo. Ora credo che i campeggi che hanno sempre creduto nella clientela dei veicoli ricreazionali saranno favoriti. Abbiamo notato anche che i prezzi delle piazzole, in alta stagione, sono leggermente aumentati ma le prenotazioni, da parte dei turisti che sono normalmente legati ai periodi di ferie estive tradizionali, non mancheranno certamente. Allo stesso modo, credo che anche nella bassa stagione 2022 le piazzole saranno molto più occupate grazie, invece, al turismo meno vincolato, come i pensionati o le coppie senza figli e, di nuovo, in quel momento Campingnavigator avrà una valenza fortemente strategica per portare traffico e prenotazioni ai camping.

Camping Business: Raccontaci chi è il campeggiatore tipo olandese di oggi e dove ama andare in vacanza…
Peter Doornekamp: Innanzitutto, nei due anni di pandemia, posso dire che il numero di camper e caravan, in Olanda, è quasi triplicato. Segno, come dicevamo in precedenza, di un grandissimo interesse rinato anche nel nostro Paese. Gli olandesi sono campeggiatori da sempre; tra di noi, infatti, non è mai esistita l’idea, prevalente nel pubblico italiano, che la vacanza in campeggio sia una vacanza di basso profilo. In ogni caso la pandemia ha dato un nuovo impulso al settore in ogni sua forma. Questa crescita è stata favorita anche dal fatto che, essendo crollati il mercato long distance e il suo correlato traffico turistico aereo, tanti olandesi, me compreso, durante 2020 e 2021, hanno potuto comunque agganciare la caravan o fare il pieno al proprio camper e partire per il Sud Europa, praticamente senza vincoli. La top destination dei viaggiatori plein air olandesi sono storicamente Francia e Italia e sono certo che entrambi i Paesi manterranno il loro appeal per i miei connazionali che confermeranno in massa la loro presenza anche nel 2022.

Camping Business: Cosa può fare il mercato italiano per attrarre ulteriormente i turisti olandesi nei propri camping?
Peter Doornekamp: Tanti olandesi che vanno in Francia trovano sempre un bellissimo Paese che gli piace moltissimo. Ma secondo me c’è un punto di forza per l’Italia che fa una differenza: l’ospitalità che viene dalla cultura italiana è qualcosa di unico che forse l’italiano sottovaluta e non impiega abbastanza. Noi diciamo che quando ti trovi in un gruppo di italiani fai sempre festa: è un carattere che gli operatori italiani devono tenere, secondo me, molto da conto. Agli imprenditori italiani del settore consiglio di dare il più possibile un tocco personale e genuino al proprio camping e ricordare che il vostro carattere italiano è esso stesso un Usp per il pubblico olandese, che ama moltissimo l’Italia come Paese e che si trova a suo agio con voi.

Camping Business: Ci dai una tua visione sul momento presente e sul futuro del campeggio?
Peter Doornekamp: Il campeggio gode di una straordinaria buona salute, non c’è dubbio. Mi rassicura molto che il mondo del plein air, per via dei due difficili anni che abbiamo vissuto a livello globale, si sia rivelato la soluzione di vacanza praticamente perfetta per tutti i motivi che conosciamo: sicurezza sanitaria, distanziamento sociale e prossimità territoriale uniti a servizi di alto profilo, riavvicinamento con la natura e la scoperta di ritmi e vacanze diverse e più sostenibili.
Il mondo del campeggio, a mio parere, inoltre potrebbe essere un campo prove di molte tecnologie, come le costruzioni ecosostenibili, le fonti di energia rinnovabili o la mobilità elettrica. I migliori campeggi in tutta Europa, infatti, si stanno dotando di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, costruiscono mobilehome in materiali riciclabili e sostenibili, adottano sistemi di auto produzione di energia come i pannelli solari e promuovono la sensibilizzazione e molte condotte virtuose nei consumi tra i loro ospiti. È uno scenario positivo che fa guardare al futuro con una buona dose di serenità se saremo capaci, tutti noi operatori, di sostenere il mercato con efficienza e qualità.

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