Si è concluso la scorsa settimana il 34° Congresso nazionale della Federazione Spagnola dei Campeggi (FEEC) che ha visto riuniti a Toledo oltre 300 professionisti del settore provenienti da tutta la Spagna. Durante il congresso sono stati discussi numerosi temi di rilievo per il settore, tra cui le prime conclusioni dello studio “Impatto economico dei campeggi”, realizzato dalla società di consulenza EY. La relazione ha fornito una visione dettagliata del contributo economico dei campeggi per ogni Comunità Autonoma, concentrandosi sugli anni 2022-2023.
I dati indicano come questo segmento turistico sia in forte crescita e rappresenti una parte sempre più consistente del turismo spagnolo. Nel 2022, infatti, il settore ha registrato un fatturato complessivo di un miliardo e 320 milioni di euro, un aumento del 26% rispetto al 2019, anno di riferimento pre-pandemia. La Catalogna è stata la comunità con il fatturato più alto (610 milioni di euro), seguita dalla Comunità Valenciana (210 milioni) e dall’Andalusia (124 milioni). Del fatturato totale, il 29% è costituito dal costo dei dipendenti, che sale al 38% nel caso del glamping. Questi dati dimostrano che il campeggio è un segmento economico sempre più importante.
Il rapporto della FEEC ha anche messo in luce un dato interessante relativo alla spesa dei campeggiatori. Il 35% della spesa media è destinato all’alloggio, che include piazzole, bungalow e aree glamping, mentre il restante 65% si riversa sui settori locali, tra cui ristoranti, negozi ed esperienze nei dintorni. Questo comportamento di spesa genera un effetto moltiplicatore su altre attività economiche (ristoranti, attività culturali e di svago), specialmente nelle zone rurali dove i campeggi rappresentano un’importante risorsa per il commercio locale.
Nella foto di apertura Ana Beriain, presidente della FEEC (grazie a Camping Profesional)

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