La stagione turistica italiana segna una leggera flessione rispetto alle previsioni di inizio estate 2024. Secondo le stime elaborate dal Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti, tra giugno e agosto i pernottamenti sono diminuiti dello 0,7%, un dato che si traduce in una flessione di 1,4 milioni di presenze rispetto allo scorso anno. Va meglio, invece, nel settore outdoor, dove si stima una crescita delle presenze. Gli operatori del settore sperano adesso in una buona performance del mese di settembre, che dovrebbe spingere verso una ripresa del turismo grazie a condizioni meteo più favorevoli, con il caldo in diminuzione, e a tariffe di “bassa stagione”, più contenute e allettanti per i turisti.
Le previsioni indicano infatti l’arrivo nelle strutture ricettive di 15 milioni di turisti per un totale di 50,2 milioni di pernottamenti, lo 0,6% in più rispetto a settembre 2023. I risultati migliori si attendono nelle città d’arte (+2,4%), nelle località rurali e di collina (+2,1%) e in quelle dei laghi (+0,9%), mentre le presenze nelle località marine, di montagna e termali resteranno sostanzialmente stabili.
In calo la domanda interna, ma cresce il turismo internazionale
Rispetto allo scorso anno si è registrata una diminuzione del 2,9% dei pernottamenti di turisti italiani (dai 108,6 milioni del 2023 si è passati ai 105,4 milioni del 2024). Un calo significativo che neanche l’aumento del turismo internazionale (+1,6%) è riuscito a compensare.
L’assenza dei turisti italiani si è notata soprattutto nelle località di mare (-4,1%), termali (-5,3%) e dei laghi (-3,7%), e ha interessato tutte le zone del Paese, da Nord a Sud, con l’unica eccezione delle regioni del Nord Ovest, in leggera crescita (+0,4%) grazie all’aumento dei turisti stranieri (+2,2%). Le altre regioni, tutte con il segno negativo nonostante la presenza in crescita degli stranieri: nel Nord Est si è registrato un -1% (con un -2,9% di italiani e un +0,5% di stranieri), nel Centro -0,8% (-3,5% di italiani e +1,9% di stranieri) e nel Sud e Isole -0,6% (-2,8% di italiani e +4,1% di stranieri).
L’aumento delle tariffe ha certamente inciso sulla contrazione della domanda interna: in calo sia la spesa destinata alle vacanze, che la durata media dei soggiorni, che è scesa dalle 4 notti del 2023 alle 3,9 notti del 2024. I turisti italiani, insomma, hanno fatto i conti con un budget ridotto cercando di risparmiare dove possibile: alloggi a tariffe più contenute meno servizi aggiuntivi, minore spesa per i ristoranti.
In questo contesto fanno meglio le vacanze outdoor che, nonostante un lieve aumento delle tariffe (il costo per alloggiare in camping è aumentato dell’11%), rimangono più convenienti rispetto ad altre soluzioni di soggiorno. La vacanza in campeggio, quindi, mantiene un trend positivo dopo il boom dello scorso anno. La 4° edizione dell’Osservatorio sul turismo outdoor realizzato da Human Company ha stimato infatti 56,5 milioni di presenze per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre (nello stesso periodo del 2023 le presenze erano state 56,3 milioni), in aumento del 3% rispetto al periodo pre-pandemico (55,9 milioni le presenze registrate nel 2019).
Photo by Jakov Jovanoski

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