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Investire su accessibilità e inclusione permette di garantire a tutti un’esperienza turistica di alto livello

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Gli imprenditori nel settore del turismo all’aria aperta stanno riconoscendo sempre più l’importanza di investire sull’accessibilità, ma non solo in termini di disabilità motorie o conformità normative. Con l’avvento di nuove prospettive e approcci, l’accessibilità si sta trasformando in un concetto più ampio e inclusivo. Negli anni, sono stati compiuti progressi significativi nel garantire un’esperienza turistica accessibile a tutte le persone, indipendentemente dall’età e dalle abilità.

Se ne è parlato a Hospitality nell’evento intitolato “Orizzonti accessibili: espandere il turismo all’aria aperta per tutte le età e abilità” curato da Roberto Vitali, CEO e co-founder di Village for All (V4A). L’accessibilità non è più legata solamente al (vecchio) simbolo della sedia a rotelle: oggi comprende una vasta gamma di esigenze legate alla mobilità e alla sensorialità. Tuttavia, l’obiettivo non è solo rispettare le normative, ma offrire esperienze coinvolgenti per tutti i turisti, inclusi quelli con disabilità.

È importante considerare le persone e le loro esigenze specifiche, creando un ambiente ospitale che rispecchi la diversità e l’inclusione. Investire sull’accessibilità non è solo un atto di conformità, ma anche un investimento per il futuro. Un ambiente accessibile, infatti, non solo migliora l’esperienza per tutti i visitatori, ma può anche aumentare i profitti e creare nuove opportunità lavorative.

La popolazione invecchia

Il cambiamento demografico è un altro fattore da considerare. Con l’invecchiamento della popolazione, cresce la necessità di strutture accessibili per le persone anziane, magari ipovedenti o con problemi di udito. Il concetto di accessibilità evolve costantemente, e gli imprenditori devono essere pronti ad adattarsi per rimanere competitivi nel mercato del turismo all’aria aperta. Gli imprenditori che investono sull’accessibilità non solo soddisfano le esigenze dei turisti, ma contribuiscono anche a costruire una società più inclusiva e accessibile.

L’idea è quella di espandere la qualità dell’offerta turistica a tutte le persone di tutte le età e con qualsiasi abilità. E questo percorso alla fine ripaga, anche economicamente, degli sforzi fatti. La testimonianza di Gianfranco Vitali (omonimo di Roberto, ma senza alcun legame di parentela), titolare dell’Holiday Village Florenz, parla chiaro. Nel 2006 è stato dato il via a un progetto che ha riguardato tutte le persone con disabilità motoria. Oggi la struttura vanta 37 case mobili prive di barriere architettoniche.

Due anni fa si è cominciato invece a lavorare a un progetto dedicato alle persone non vedenti. “In Italia ci sono due milioni di persone non vedenti o ipovedenti,” ha detto Gianfranco Vitali, “e le strutture pronte a ospitarle sono molto poche. Noi lo stiamo facendo con l’inserimento di percorsi tattili e con specifici accorgimenti per le persone non vedenti. In futuro affronteremo anche altre disabilità”.

Oggi tra il 10 e l’11 per cento dei ricavi dell’Holiday Village Florenz deriva da persone con disabilità, che frequentano la struttura anche dall’estero, che tendono a una grande fidelizzazione e che con il loro passaparola contribuiscono alla crescita delle presenze di questo tipo. Si tratta di una clientela che non chiede sconti, ma servizi adeguati alle loro disabilità.

La capacità di spesa è più elevata

Parliamo di persone e di turisti che, come tutti gli altri, cercano esperienze,” ha sottolineato Roberto Vitali. “Anche il disabile paga, e la sua capacità di spesa è mediamente più alta, anche tenendo conto che è una persona che difficilmente viaggia da sola. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la disabilità è un’esperienza universale, perché invecchiando determinate abilità si perdono o si affievoliscono. La nostra sfida è quella di offrire bellezza e design in un ambiente accessibile ma che non trasmetta l’idea di un ambiente pseudo ospedaliero”.

Da qui è nata, all’interno della manifestazione di Riva del Garda, l’dea dello spazio “Di Ognuno”, realizzato in collaborazione con Lombardini22, azienda che si occupa di progettazione da ogni punto di vista applicando i principi dell’universal design. Vedere il buio, muovere lo spazio e ascoltare il silenzio sono tre aree dove è possibile sperimentare le difficoltà legate alle disabilità motorie e sensoriali, per scoprire che le soluzioni per superarle non sono necessariamente brutte o invasive. Per esempio, anche se la legge prescrive per le rampe di accesso debbano avere una pendenza massima dell’8 per cento di pendenza, basta scendere al 5 per cento per rendere autonome le persone, con un impatto minimo. Oppure basta sfruttare il senso dell’olfatto per permettere un’agevole identificazione degli ambienti.

La struttura perfetta non esiste, ma tutti hanno già qualcosa da offrire. Si tratta quindi di intraprendere un percorso partendo da un audit e capendo come comunicare all’esterno le qualità che si hanno già in casa, per poi lavorare su un piano per migliorare la propria offerta. “L’accessibilità non si realizza dall’oggi al domani, ma va letta come miglioramento della qualità della propria offerta,ha concluso Roberto Vitali. “Non va considerata come il costo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma un investimento per il futuro”.

Nella foto di apertura, da sinistra: Gianfranco Vitali (Holiday Village Florenz), Fabio Poletti (Presidente FAITA Trentino), Roberto Vitali (Village for All)

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