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Secondo l’Osservatorio di Human Company le vacanze open-air saranno il successo dell’estate 2023

L’estate 2023 si prospetta come una delle migliori degli ultimi 10 anni per quanto riguarda le mete open-air. I principali dati, che emergono dell’Osservatorio del turismo outdoor firmato da Human Company

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L’estate 2023 si prospetta come una delle migliori degli ultimi 10 anni per quanto riguarda le mete open-air. I principali dati che emergono dell’Osservatorio del turismo outdoor firmato da Human Company, azienda attiva da oltre quarant’anni nel turismo all’aria aperta, in collaborazione con Thrends, sono eccellenti, e stimano 56,6 milioni di presenze per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, in aumento del 2% rispetto al 2022 (55,5 milioni) e dell’1% rispetto al 2019 (55,9 milioni).

Altro dato importante riguarda l’incoming dall’estero: si stima che raggiungerà il 51% del mercato, diventando quello trainante e dimostrando così la voglia degli stranieri di viaggiare e di muoversi verso il Mediterraneo e in particolare verso l’Italia. Il turismo italiano, che rappresenta il restante 49%, è stabile rispetto ai due anni precedenti e orientato a restare nei confini nazionali, a causa dell’incerta situazione economica e dell’aumento sia delle spese in generale sia dei prezzi dei trasporti, nello specifico.

“ll 2023 sarà un’estate da record per il turismo all’aria aperta, tra le migliori degli ultimi dieci anni, segno evidente che questa forma di ricettività è sempre più mainstream sia per gli italiani, per i quali non è più una necessità post-pandemica sia per gli stranieri, che – da sempre amanti di questa tipologia di vacanza – ritornano nel Belpaese,” ha affermato Domenico Montano, Direttore Generale Human Company. “Investire in qualità, prendersi cura degli ospiti e del loro tempo, prestare attenzione alla sostenibilità e al legame con il territorio sono tutti elementi cardine della nostra forma di ospitalità, determinanti per continuare a crescere ed essere sempre più protagonisti nell’industria del travel in Italia”.

Analisi dei fattori impattanti sul turismo

Le stime riportate dall’Osservatorio sono scaturite dall’analisi del contesto macro-economico in cui ci troviamo. Tra gli elementi considerati più decisivi, c’è il caro carburanti, che ha determinato la crescita dei prezzi anche dei mezzi di spostamento: le tariffe di aerei e treni per i periodi estivi già risentono di questo. Inoltre, l’innalzamento dei prezzi dell’energia e delle utenze dovute all’inflazione, la crescita delle tariffe medie di tutti i comparti ricettivi hanno modificato e influenzato l’organizzazione e la durata delle vacanze.

Anche il cambiamento climatico, con l’innalzamento della temperatura ha portato a una differente pianificazione delle vacanze, rendendo mesi come giugno e settembre maggiormente attrattivi per i viaggiatori. In questo momento altri fattori sono diventati meno incisivi per il settore del turismo, come il conflitto in Ucraina, che non dovrebbe incidere sul desiderio di viaggiare, e lo stato d’animo rispetto alla pandemia, estremamente diverso rispetto alla scorsa estate, che ha incentivato i viaggi i in destinazioni lontane a discapito di una scelta più vicina.

Metodologia di elaborazione dei dati dell’Osservatorio

Per l’edizione 2023, l’ospitalità del turismo outdoor ha incluso non solo camping e villaggi turistici – come nell’edizione del 2022 – ma anche agriturismi e rifugi. Il fine è quello di ottenere un quadro quanto più completo ed esaustivo possibile del settore open-air. L’Osservatorio ha raccolto i dati e fornito le stime definitive attraverso un lavoro di lettura e analisi delle ricerche sul settore fatte da altre importanti realtà, tra le quali ISTAT, Eurostat e gli Uffici competenti di tutte le Regioni italiane.

Per la stima delle presenze 2023, ottenuta grazie al supporto degli Uffici Regionali di Statistica, si è sviluppato un nuovo modello, basato sulla rielaborazione di quelli usati nei precedenti anni. Il report presenta in anteprima i risultati (definibili “provvisori”) dei volumi del settore outdoor del 2022, ancora non disponibili a livello ISTAT. Dall’analisi dei numeri si nota come il 2022 sia stato l’anno del ritorno ai livelli pre-2020, con una crescita delle presenze nel settore outdoor che ha raggiunto, sull’intero anno, i 66,1 milioni, inferiori al 2019 solo dell’1,1%.

L’Italia, inoltre, nel 2022 è risultato il secondo mercato europeo dietro la Francia per presenze. Il mercato estero vede un +40% sul 2021 e un +3% rispetto al 2019. Questo recupero evidenzia la fiducia nella vacanza open-air in particolare da parte dei turisti stranieri. Infine, il 59% del mercato italiano è assorbito da cinque regioni in particolare, nell’ordine Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Puglia, mentre il 69% del mercato straniero da Veneto, Toscana, Lombardia, Alto Adige e Piemonte.

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