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Salone del Camper 2026: 100.000 presenze a Parma confermano il successo della manifestazione

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Il Salone del Camper di Parma ha chiuso l’edizione 2026 con un bilancio che conferma il forte richiamo della manifestazione e il suo ruolo di riferimento per il settore del caravanning e del turismo en plein air. Nei nove giorni di apertura, la fiera ha registrato 100.000 presenze, con oltre 350 presenze espositive, più di 600 veicoli ricreazionali in mostra e oltre 110.000 metri quadrati di superficie espositiva. A completare il quadro sono stati un intenso programma di eventi e attività, 13 aree dedicate alle esperienze e la presenza di 508 giornalisti, blogger, youtuber e influencer accreditati.

Numeri che confermano il forte richiamo esercitato dal Salone del Camper e il suo ruolo di riferimento per l’intera filiera, dai veicoli ricreazionali alla componentistica e agli accessori, fino alle proposte turistiche e alle nuove esperienze legate al viaggio all’aria aperta. Il Salone si conferma così, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, la principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore e la seconda in Europa per numero di presenze.

Un mercato italiano in crescita

Al risultato della fiera si affiancano i dati positivi del mercato italiano. Tra il 1° settembre 2025 e il 31 agosto 2026 sono stati immatricolati 8.144 camper, contro i 7.760 della stagione precedente, con una crescita del 4,95%. I camper van rappresentano il 37,26% delle nuove immatricolazioni.

L’Italia mantiene inoltre un ruolo di primo piano nella produzione europea: è il terzo produttore di camper, dopo Germania e Francia, e destina oltre l’80% della produzione all’export. Una filiera fortemente orientata ai mercati internazionali, che trova nel Salone di Parma uno dei principali momenti di incontro tra industria, operatori, pubblico e istituzioni.

Foti: da produttori ad “attrattori”

L’edizione 2026 ha visto anche una significativa presenza istituzionale, con gli interventi di Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Gianmarco Mazzi, Ministro del Turismo, e Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato ed ex Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo. Con loro si è discusso di alcuni dei temi più rilevanti per lo sviluppo del settore: il peso della filiera produttiva italiana, il potenziale dell’Italia nell’attrarre i flussi europei del turismo itinerante e la necessità di rafforzare la rete di infrastrutture e aree attrezzate per rispondere a una domanda in crescita.

Nel suo intervento inaugurale, Foti ha sottolineato il peso economico della filiera italiana, ricordando che nel Paese vengono prodotti ogni anno circa 28.000 camper e caravan e che il comparto conta 8.000 occupati diretti e indiretti. Ma, secondo il Ministro, la capacità produttiva deve essere accompagnata da una maggiore capacità di attrazione turistica. “Oggi il tema da porsi è che oltre ad essere produttori, dobbiamo diventare attrattori di coloro che non scelgono le infrastrutture tradizionali per le vacanze. Per questo dobbiamo offrire aree ben attrezzate che favoriscano una tendenza sempre più diffusa in Europa”.

Mazzi: delocalizzazione, decongestionamento, destagionalizzazione e digitalizzazione

Il tema delle infrastrutture si inserisce in un mercato europeo che conta oltre 20 milioni di turisti itineranti che viaggiano ogni anno in Europa con un camper o una caravan di proprietà, senza considerare il noleggio. Per l’Italia, attrarre una quota maggiore di questi flussi diventa essenziale sia per valorizzare il patrimonio turistico, sia per le ricadute sulle economie locali.

Su questo tema si è concentrato anche l’intervento del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha ricordato l’investimento di 32 milioni di euro destinato a oltre 150 progetti in 169 Comuni, per la realizzazione di 4.375 piazzole di sosta. Gli interventi sono distribuiti per il 28,5% al Nord, il 28,5% al Centro e il 43% al Sud e nelle Isole, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta dedicata al turismo itinerante sull’intero territorio nazionale.

Il Ministro ha quindi indicato le quattro direttrici attraverso le quali deve passare lo sviluppo del comparto: delocalizzazione, decongestionamento, destagionalizzazione e digitalizzazione. Il turismo open-air può infatti contribuire a distribuire i flussi verso destinazioni meno affollate e a prolungare la stagione oltre i periodi di maggiore affluenza. La digitalizzazione, invece, assume un ruolo crescente nella pianificazione dell’esperienza di viaggio, soprattutto per il turista internazionale.

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