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Santanchè si dimette da ministra del Turismo dopo le sollecitazioni della premier Meloni

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La Ministra italiana del Turismo, Daniela Santanchè, si è dimessa ieri al termine di una giornata di forte tensione politica, segnata dall’attesa per una decisione sollecitata direttamente dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Dopo la richiesta di un passo indietro per “sensibilità istituzionale”, in serata la ministra ha formalizzato la propria uscita dal governo con una lettera indirizzata alla premier.

Nel testo, Santanchè chiarisce fin dalle prime righe il contesto della scelta: “Cara Giorgia, ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro”. Una decisione che, rivendica, arriva su esplicita richiesta della presidente del Consiglio: “Ho voluto […] che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo”, ribadendo di aver sempre sostenuto che si sarebbe dimessa “solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta”.

Nella lettera non manca il riferimento alle vicende giudiziarie che la coinvolgono, rispetto alle quali la ministra sottolinea: “Mi preme […] sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato”, aggiungendo che per una delle principali contestazioni “non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”. Santanchè rivendica inoltre la volontà di tenere separata la propria decisione sia dall’esito del recente referendum costituzionale sia da altre vicende politiche, affermando di non voler essere considerata “il capro espiatorio di una sconfitta”.

La conclusione della lettera sintetizza il passaggio politico: “Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi”, accompagnato dall’ammissione di “un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale”.

Al di là delle polemiche che hanno accompagnato l’uscita dal governo, il mandato di Santanchè al Ministero del Turismo si è caratterizzato per una linea d’azione orientata al rafforzamento della competitività del sistema turistico italiano. Tra le priorità, la destagionalizzazione dei flussi, il posizionamento dell’Italia su segmenti di domanda ad alta capacità di spesa e lo sviluppo del turismo open-air.

In questo ambito, la ministra ha più volte evidenziato il ruolo strategico del turismo itinerante, promuovendo in particolare il bando nazionale per la realizzazione e il potenziamento delle aree di sosta per camper, considerato uno strumento per sostenere una domanda in crescita e favorire una distribuzione più equilibrata dei flussi sul territorio.

Parallelamente, l’azione del ministero ha incluso investimenti per circa 110 milioni di euro destinati a innovazione e sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’offerta italiana. Una strategia coerente con l’attenzione al cosiddetto turismo “alto-spendente”, ritenuto centrale per aumentare il valore generato dal settore senza incrementare la pressione sui territori.

Le dimissioni aprono ora una nuova fase per il Ministero del Turismo, chiamato a garantire continuità ai programmi avviati in un contesto in cui restano centrali i temi della gestione dei flussi, della qualità dell’offerta e della sostenibilità complessiva del comparto.

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