La seconda giornata del Forum Open Air, organizzato da FAITA-FederCamping a Roma, ha riunito esponenti istituzionali, esperti di settore e accademici, con l’obiettivo di tracciare un quadro del futuro sostenibile e innovativoper il turismo all’aria aperta in Italia. Il dibattito ha esplorato le sfide e le opportunità del comparto, mostrando come campeggi, glamping e strutture open-air si stiano trasformando per rispondere alle nuove esigenze dei turisti e contribuire alla sostenibilità ambientale.
Un settore in crescita per il territorio e l’economia
A dare avvio alla giornata è stato il senatore Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, che ha sottolineato l’importanza strategica del turismo open-air per l’economia italiana. “L’Italia non è il paese del turismo, ma dei turismi,” ha dichiarato, “e l’open-air ha un ruolo fondamentale, perché è capace di attrarre turisti altospendenti che generano un forte impatto economico sulle aree interne“.
Centinaio ha poi ricordato come i camperisti e gli amanti delle vacanze open-air siano disposti a spendere nelle economie locali, dal commercio alla ristorazione, e ha osservato che questa forma di turismo può contribuire a gestire il problema dell’overtourism nelle città d’arte, indirizzando i flussi verso destinazioni meno note e ancora inesplorate, capaci di offrire esperienze autentiche e di qualità. Infine, ha ribadito l’importanza di considerare l’open-air un segmento strategico, al pari degli altri settori turistici, ma con grandi prospettive di crescita.

Alberto Granzotto, presidente di FAITA, ha approfondito i dati della stagione 2024, osservando come il turismo all’aria aperta sia ormai centrale per l’economia di molte aree del Paese, soprattutto in termini di occupazione e attrattiva territoriale. “Dobbiamo essere consapevoli dei nostri risultati,” ha affermato, “e allo stesso tempo dobbiamo affrontare le complessità che emergono, soprattutto sul piano della sostenibilità“. Per Granzotto, il rapporto con il territorio e la natura è essenziale, poiché la natura è il primo fattore di scelta per gli ospiti, e per questo va preservata e valorizzata attraverso strategie di sviluppo attente e responsabili.
Sostenibilità e sfide ambientali
Valeria Minghetti, Responsabile area ricerca CISET – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, Università Ca’ Foscari di Venezia, ha presentato un’analisi dettagliata della stagione turistica 2024, rilevando un lieve calo della domanda domestica (-2,6% di arrivi e -3% di presenze) e una sostanziale tenuta del turismo internazionale, con il Nordest che ha registrato le migliori performance.
Minghetti ha inoltre sottolineato l’importante contributo occupazionale del turismo open-air, soprattutto nelle aree rurali, spesso in difficoltà economiche. I dati raccolti dal CISET dimostrano come questa forma di turismo stia contribuendo in modo significativo all’occupazione, sia direttamente, nelle strutture ricettive, sia indirettamente, tra i loro fornitori.

L’importanza della digitalizzazione e della qualità dell’offerta
Anche la digitalizzazione ha avuto un ruolo centrale nei dibattiti. Granzotto ha ricordato come la capacità di raccontare al meglio l’esperienza open-air attraverso le nuove tecnologie e il digitale sia fondamentale per posizionare l’offerta italiana e per promuovere la specificità delle destinazioni meno conosciute. Ha inoltre messo in luce che la qualità dei servizi e la diversificazione dell’offerta rappresentano elementi chiave per la soddisfazione degli ospiti, sottolineando la necessità di investire nella formazione e nell’aggiornamento delle risorse umane.
Magda Antonioli, Presidente ONT e Vicepresidente ETC, e Marianna di Salle, coordinatrice e docente MET Master in Economia e Management del Turismo presso l’Università Bocconi, hanno discusso l’importanza della qualità e della varietà dei servizi nei campeggi italiani. Antonioli ha affermato che la qualità è un elemento distintivo delle strutture open-air in Italia, e che per questo il settore deve continuare su questa strada, potenziando la comunicazione per valorizzare gli investimenti già fatti. Di Salle ha aggiunto che i campeggi offrono in media tre opzioni di piazzole e unità abitative, oltre a un’ampia gamma di servizi di ristorazione e attività per bambini e sportivi. In questo modo, le strutture riescono a soddisfare le diverse esigenze dei turisti, anche grazie a numerose partnership con operatori locali.
L’accessibilità è un tema importante, anche se – secondo la ricerca – in un quarto delle strutture non se ne parla. La comunicazione riguarda spesso i servizi accessibili, ma la persona con disabilità non va in vacanza per avere la certezza di poter andare in bagno… La comunicazione va quindi migliorata.

Risorse umane e nuove competenze per il turismo del futuro
Marco Brogna, presidente del Corso di laurea magistrale in Turismo e gestione delle risorse ambientali dell’Università La Sapienza di Roma, nonché presidente ITS Turismo Academy, ha evidenziato l’evoluzione delle competenze richieste per affrontare le nuove sfide del turismo sostenibile, spiegando che la domanda turistica è oggi più complessa, poiché gli ospiti cercano esperienze emozionali.
Due anni fa figure professionali come il revenue manager, il travel designer, l’online booking specialist o il digital business analyst erano il futuro, oggi sono già “vecchie”, anche se in azienda è necessario averle, internamente o esternamente. Un tempo c’era l’agente di viaggio, oggi c’è il destination manager, con competenze che ieri non esistevano. Sono figure altamente tecnologiche che devono esserci e che vanno formate.
Il futuro va verso i gestori di glamping, guide turistiche, guide esperienziali, consulenti di viaggio virtuali, esperti in salute e sicurezza dei viaggiatori, agent di turismo olfattivo. Per tutte queste figure servono nuove competenze, che non devono essere patrimonio personale dell’imprenditore, ma che devono essere considerate per rimanere competitivi.
L’economia circolare come pilastro della sostenibilità
Uno dei momenti più interessanti è stato l’intervento di Vanessa Giannetti, docente di Gestione sostenibile delle risorse, nel corso di laurea magistrale in Turismo e gestione delle risorse ambientali, all’Università La Sapienza di Roma, che ha sottolineato come l’economia circolare rappresenti una priorità per il turismo all’aria aperta. Ha spiegato che il nuovo piano europeo di economia circolare pone le basi per un approccio sistemico e rigenerativo, che va oltre il semplice riciclo dei rifiuti.
Questo implica una progettazione sostenibile che tenga conto delle relazioni con l’ambiente, puntando a una consapevolezza diffusa e a una responsabilità condivisa. Secondo Giannetti, il settore ha una grande opportunità di diventare un modello di sostenibilità, abbracciando pratiche circolari che possano essere estese a tutte le realtà del turismo all’aria aperta.
Le istituzioni a sostegno del settore
Nella parte finale della mattinata, sono intervenuti rappresentanti istituzionali di grande rilievo, a partire da Alessandra Priante, Presidente di ENIT, che ha evidenziato l’importanza dell’outdoor per la promozione del “brand Italia” nel mondo. Priante ha affermato che il turismo open-air rappresenta uno strumento chiave per la destagionalizzazione del turismo e per lo sviluppo delle aree interne, definite una “miniera d’oro da sfruttare al meglio”.
Roberta Nesto, coordinatrice del G20 Spiagge e sindaco di Cavallino-Treporti, è intervenuta sottolineando tre cose. “La prima è che è un grande piacere vedere che finalmente l’open-air ha la dignità e il rispetto che si merita,” ha detto. “Secondo, i nostri imprenditori sono bravi, ma questo non basta: serve un coordinamento, una rete. Il terzo aspetto, punto dolente, è che abbiamo un apparato normativo che rende difficile a tanti di noi, sindaci compresi, realizzare gli obiettivi. Altri paesi vanno a mille, creano infrastrutture, hanno condizioni di partenza migliori”.

L’onorevole Gianluca Caramanna, consigliere del Ministro del Turismo, ha posto l’accento sul sostegno del governo al turismo open-air, ribadendo che si tratta di un settore in forte crescita e dalle enormi potenzialità. Ha affermato che il Ministero del Turismo è impegnato nel fornire supporto alle imprese del settore per superare le sfide attuali e cogliere nuove opportunità di crescita sostenibile.
A concludere i lavori è stato l’intervento della Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, in collegamento video. Il Ministro ha definito il turismo all’aria aperta “un settore strategico e in espansione”, che, dopo la pandemia, ha registrato una crescita esponenziale, e ha sottolineato come sia fondamentale unire gli sforzi tra istituzioni e imprenditori per ottenere risultati concreti a favore del comparto. Santanchè ha infine garantito che il governo continuerà a sostenere il turismo open-air con politiche mirate, favorendo l’adozione di pratiche innovative e sostenibili e promuovendo una crescita economica bilanciata.

Digitalizzazione e Intelligenza Artificiale
Il pomeriggio è stato dedicato alla digitalizzazione, con focus su intelligenza artificiale e data intelligence. Marco Vescovi, Product Manager Jampaa & Promoservice, ha illustrato il progetto “Open AI Hub”, un assistente virtuale intelligente in grado di migliorare la produttività delle strutture open-air. In particolare, si possono creare post per i social, rispondere alle recensioni, dare informazioni su richiesta, creare preventivi, rispondere alla posta elettronica.
Francesco Traverso, CEO & Co-Founder di HBenchmark, e Rosarianna Candido, Project Manager Open Air – HBenchmark, ha presentato il “Data Lake & Data Observatory” dedicato al monitoraggio e all’analisi dei dati di settore, un supporto avanzato per prendere decisioni strategiche basate su insight concreti. Tasso di occupazione, trend di redditività per unità abitativa disponibile, confronti tra cluster di strutture ricettive differenti, prezzi medi, evoluzione tariffaria sono solo alcuni dei parametri che possono essere tenuti d’occhio e analizzati.
Riccardo Viroli, amministratore delegato e direttore commerciale di Titanka!, nonché CEO di Social Più, ha sottolineato come intelligenza artificiale e machine learning partano da (molto) lontano. Quello che è cambiato oggi sono l’accessibilità e la distribuzione. Le ricerca del turista è già ampiamente supportata dall’AI, offrendo risultati sempre più precisi. Ma l’AI conquisterà sempre più spazio anche nell’interazione fisica con il cliente, come dimostrano il sistema digitale di vendita dei biglietti della Metro di Mosca (con un’addetta alla vendita generata dall’AI che interagisce tramite un monitor) o il robot Optimus di Tesla.
Tendenze future e personalizzazione dell’esperienza
Il forum è proseguito con una discussione sulle tendenze emergenti, dalle evoluzioni del campeggio tradizionale al crescente fenomeno del glamping. I relatori hanno concordato sulla necessità di modelli di business flessibili e sostenibili che rispondano alle aspettative di un turismo sempre più attento alla qualità dell’esperienza e al rispetto ambientale.
“Sette discontinuità per i modelli di business a prova di futuro” è il titolo dell’interessante intervento di Fernando Alberti, PhD Professore e Direttore di Strategique, Harvard. L’AI è importante, ma bisogna capire che cosa sta cambiando. Ecco, quindi, quali sono i sette elementi che stanno rapidamente sparendo:
- Addio al cliente medio – Questa è una definizione nata quando mancavano i dati. Oggi la granularità è tale che la media è scomparsa e tutto può essere su misura.
- Finisce l’era del fare – Oggi bisogna farsi aiutare: la tecnologia ci permette di fare cose che prima non potevamo. Nessuna sostituzione, quindi, ma solo arricchimento.
- La fine della realtà – Andiamo sempre più verso uno spazio “phygital”, dove i confini fra un’attività e l’altra si fanno sfumati, come fare la spesa inquadrando un poster in metropolitana.
- La fine dell’abbondanza – Le risorse sono sempre più limitate e quindi bisogna pensare a farne un uso più consapevole.
- Finisce l’era del profitto – Andiamo verso l’era dello scopo e le aziende stanno quindi cominciando a educare i clienti, magari verso la riduzione di CO2 o verso l’evidenziazione delle necessità sociali.
- Finisce l’era dell’isolamento – L’impresa non ha più confini, dato che tutti o tutto sono connessi. Meglio parlare di ecosistema, più che di impresa.
- Finisce la proprietà – Questo apre all’era dell’accesso ai servizi e della proprietà condivisa.
Questo ci permette di dire che quando guardiamo al futuro dobbiamo guardare bene il nostro presente e porci le domande giuste. Questo modo di pensare è la killer application del futuro. Quando guardiamo a cambiamenti possibili ci viene la voglia di cambiare, ma non cambiamo mai quanto vorremmo e mai abbastanza rispetto a quanto servirebbe.
Luca Trabattoni, Arch. PhD in Architecture – Professore associato presso la University of Technology di Opole (Polonia) ha presentato una riflessione intitolata “Camping e insediamenti temporanei: evoluzione storica e progettuale tra turismo e abitazioni d’emergenza”, mentre Francesco Salvaggio, glamping expert, photographer & traveller, ha dipinto un quadro aggiornato del mondo glamping sulla base della sua esperienza.
Sergio Redaelli, CEO di Crippaconcept, ha infine raccontato il progetto del villaggio Olimpico di Milano Cortina 2026. “Questo progetto evidenzia l’obbiettivo della sostenibilità anche attraverso l’uso delle mobile home” ha detto. “Le mobile home saranno le unità abitative destinate ad accogliere gli atleti dei XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e al termine delle competizioni seguiranno il recupero e il riutilizzo delle strutture, con il disassemblaggio del Villaggio e il ripristino delle aree”.
L’evoluzione dei servizi
Nell’ultimo panel in programma, moderato da Mauro Santinato, presidente di Teamwork, si è parlato dell’evoluzione dei servizi come leva di soddisfazione dell’ospite. Andrea Agazzani, consulente di Thrends, ha parlato di sviluppo del settore non omogeneo, evidenziando come per esempio sia molto diversa la densità di mobile home nelle varie regioni o il ricavo medio per ettaro di terreno, mentre Nicola Delvecchio, consulente di Teamwork, ha portato all’attenzione della platea le cinque principali sfide imprenditoriali nella gestione di una struttura ricettiva: la clientela degli hotel che non è mai stata in un camping village, la riduzione della stagionalità per migliorare i flussi di cassa, il passaggio generazionale, l’attrazione/fidelizzazione dei talenti e l’innovazione della propria offerta.
Infine, Emanuele Nardin, direttore di Hotelperformance, ha affrontato il sempre interessante tema del “revenue management”, che genera ancora dubbi e timori. Non si tratta solo di una fluttuazione delle tariffe, ma bisogna partire dalle considerazioni sul prodotto e da come lo si vuole posizionare. Perché vendere bene vale più di vendere tutto.
Alla fine, anche in questa seconda giornata del Forum Open Air si è sottolineato come il turismo open-air possa diventare un modello virtuoso di ospitalità sostenibile e inclusiva, capace di rispondere ai cambiamenti climatici, alle trasformazioni tecnologiche e alle aspettative di un pubblico sempre più attento all’ambiente e alla qualità delle esperienze turistiche.


Il 29 giugno si celebra per la terza volta la Giornata mondiale del campeggio