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Spagna: la chiusura di tutti i campeggi potrebbe provocare l’esodo di più di 18.000 persone, come gestirlo?

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Sono più di 18.000 i pensionati che passano l’inverno presso i campeggi spagnoli scegliendo di rimanere in bungalow, mobile home o caravan e camper di proprietà. Tedeschi, olandesi, inglesi, francesi ecc. vanno a “svernare” sulle coste dell’Andalusia e della Regione di Murcia garantendo a queste strutture dal 90 al 100% di copertura anche durante i mesi invernali. Clienti che costituiscono una importante fonte di reddito, ma che oggi, di fronte all’emergenza coronavirus, potrebbero rappresentare una problematica non indifferente. Infatti questi camping, con tutta probabilità, si troveranno costretti a chiudere da un giorno con l’altro, invitando i “residenti” a ritornare in patria.

Il magazine spagnolo Hosteltur, specializzato in informazione professionale per operatori del turismo, riporta le dichiarazioni di Ana Beriain, presidente della Federazione spagnola dei campeggi, che ammonisce sulle insidie del rimpatrio, perché nessuno di loro vive a meno di 1000 chilometri e quindi il viaggio richiederebbe più giorni attraverso l’Europa, con soste e approvvigionamento necessari. Come garantire un ritorno sereno a tutti verso casa, con i vari stati europei che stanno adottando misure sempre più stringenti e chiudendo le frontiere e le attività commerciali?
Secondo il magazine Hosteltur, le soluzioni proposte e ancora al vaglio sono due differenti, la prima è quella prospettata dalla Beriain che contempla un’operazione “ritorno a casa” per gradi, permettendo la chiusura non simultanea di tutte le strutture con conseguente “sfratto” in diversi momenti dei campeggiatori. L’associazione dei datori di lavoro di Alicante HOSBEC, invece, ritiene che i clienti dei camping possano tranquillamente vivere la loro quarantena all’interno delle strutture come se si trovassero a casa loro e i campeggi potrebbero stabilire un servizio dedicato per questi ospiti a cui verrebbe limitato e garantito solo l’uso di servizi igienico-sanitari e alimentari per la durata delle restrizioni di movimento. Quale sarà la soluzione che verrà adottata? Attendiamo aggiornamenti con curiosità.

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