Dopo le prime, positive analisi dei mercati di Francia e Spagna, arrivano anche quelle dall’Italia. Secondo Faita-FederCamping, la principale federazione di settore, se la tendenza in atto si confermerà anche per settembre, quest’anno gli arrivi nei campeggi e villaggi turistici italiani raggiungeranno quota 10,7 milioni, per un totale di 73 milioni di presenze. Gli ospiti stranieri avrebbero inciso per il 57% del totale.
A svelare questi dati è stata una rilevazione tra le aziende, che ha evidenziato come nei primi quattro mesi della stagione turistica 2022 le 2.650 aziende del settore abbiano registrato incrementi dell’8% in termini di arrivi e del 7% in termini di presenze rispetto alla stagione 2019, presa come anno di riferimento pre-Covid.
Sono tornati gli stranieri
Rispetto al 2021 i risultati sono stati migliori del 17%, ma va tenuto conto che la scorsa stagione era stata ancora pesantemente condizionata dalla forte diminuzione di ospiti stranieri dovuta alle restrizioni legate alla pandemia. In particolare, quest’anno è tornata massiccia la presenza di ospiti provenienti da Germania e Austria, che insieme a danesi, olandesi, svizzeri, cechi e polacchi hanno rappresentato oltre il 75% di arrivi dall’estero. Il periodo di permanenza si è leggermente allungato, passando dai 6,8 giorni medi registrati nel 2019 a quasi sette.
Secondo Faita-Federcamping, anche in Italia i fatturati non sono cresciuti proporzionalmente e i margini sono sensibilmente diminuiti a causa della crescita del costo energetico (+300% per il gas e fino a +400% per l’elettricità). Un fattore che rischia di condizionare pesantemente l’intero comparto insieme alla scarsità di manodopera che quest’anno ha raggiunto dimensioni critiche.

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