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UN Tourism, nel primo trimestre il turismo internazionale raggiunge il 97% dei livelli pre-pandemia

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Il settore dei viaggi internazionali continua a recuperare terreno e raggiunge, nel primo trimestre del 2024, il 97% dei livelli pre-pandemia. I dati arrivano dalle più recenti statistiche pubblicate dall’UN Tourism (ex UNWTO), secondo cui oltre 285 milioni di turisti hanno viaggiato a livello internazionale tra gennaio e marzo 2024, circa il 20% in più rispetto allo stesso periodo del 2023.

Le proiezioni per il 2024 dell’organismo internazionale sono ottimistiche e indicano non solo il pieno recupero del settore entro l’anno, ma anzi una crescita degli arrivi del 2% rispetto ai livelli del 2019. La decisa ripresa del turismo internazionale si ripercuote positivamente anche sull’Indice di Fiducia del Turismo dell’UN, che ha raggiunto 130 punti (su una scala da 0 a 200) per il periodo gennaio-aprile, al di sopra delle aspettative (122) espresse per questo periodo a metà gennaio.

In una nota, il Segretario Generale dell’UN Tourism, Zurab Pololikashvili, ha espresso la sua soddisfazione per il recupero del settore, sottolineando, però, anche “la necessità di garantire politiche turistiche adeguate e una gestione delle destinazioni volta a promuovere la sostenibilità e l’inclusione, affrontando al contempo le esternalità e l’impatto del settore sulle risorse e le comunità“.

In crescita tutte le regioni

La crescita è in atto in tutte le regioni mondiali, ma è particolarmente forte in Medio Oriente, che aveva già recuperato completamente i livelli pre-pandemia nel 2023. Secondo i dati dell’agenzia delle Nazioni Unite, relativi al primo trimestre 2024, gli arrivi internazionali in quest’area sono cresciuti del 36% rispetto ai livelli pre-pandemia e del 4% rispetto al 2023.

In crescita anche l’Europa, la regione più visitata al mondo, che riesce a superare i livelli pre-pandemia realizzando un +1% rispetto al 2019 grazie ai 120 milioni di turisti internazionali accolti nel primo trimestre 2024. Nello stesso periodo, l’Africa ha accolto il 5% in più di arrivi rispetto al primo trimestre 2019, e il 13% in più rispetto allo stesso periodo del 2023.

Positivo anche il risultato delle Americhe che hanno praticamente recuperato i numeri pre-pandemia in questo primo trimestre, con arrivi che hanno raggiunto il 99% dei livelli del 2019. Infine, Asia e Pacifico, nonostante il ritardo stanno sperimentando una rapida crescita e il turismo internazionale ha raggiunto l’82% dei livelli pre-pandemia.

Tra le subregioni, il Nord Africa guida la ripresa

Guardando alle subregioni, quasi tutte hanno recuperato il gap con il 2019. Se i migliori risultati arrivano da Nord Africa (primo trimestre 2024 con il 23% in più di arrivi internazionali rispetto al 2019), America Centrale (+15%), Caraibi ed Europa Occidentale (entrambi +7%), anche l’Europa Meridionale Mediterranea riesce a superare per la prima volta i livelli pre-Covid (anche se appena dell’1%). Livelli 2019 praticamente eguagliati, infine, dal Sud America, mentre manca pochissimo al raggiungimento di questo traguardo per Europa Settentrionale (che ha recuperato il 98% dei livelli del 2019), Africa subsahariana e Nord America (entrambi con un recupero del 95%).

Infine, i dati sulle singole destinazioni mettono in evidenza gli ottimi risultati di Qatar (+177% rispetto al 2019), Albania (+121%), Arabia Saudita (+98%), El Salvador (+90%), Tanzania (+53%), Curaçao (+45%), Serbia (+43%), Turks e Caicos (+42%), Guatemala (+41%) e Bulgaria (+38%).

Turismo internazionale nel 2023: vale il 3% del PIL globale

I ricavi del turismo internazionale hanno raggiunto 1,5 trilioni di dollari nel 2023, indicando un recupero completo dei livelli pre-pandemia in termini nominali, ma il 97% in termini reali, al netto dell’inflazione. Per regioni, quelle con le migliori performance nel 2023 sono state: l’Europa, che ha superato i livelli pre-pandemia del 7% in termini reali; il Medio Oriente (+33% rispetto ai livelli del 2019); le Americhe (che hanno recuperato il 96% dei guadagni pre-pandemia) e l’Africa (95%). Chiudono la classifica l’Asia e il Pacifico, che hanno guadagnato il 78% dei loro ricavi pre-crisi.

I ricavi totali delle esportazioni dal turismo internazionale, compresi sia i ricavi che il trasporto passeggeri, hanno raggiunto 1,7 trilioni di dollari nel 2023, circa il 96% dei livelli pre-pandemia in termini reali. Il PIL diretto del turismo ha recuperato i livelli pre-pandemia, raggiungendo una stima di 3,3 trilioni di USD nel 2023, equivalente al 3% del PIL globale.

Le destinazioni che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di ricavi nel primo trimestre del 2024 rispetto ai livelli del 2019 sono: Serbia (+127%), Turchia (+82%), Pakistan (+72%), Tanzania (+62%), Portogallo (+61%), Romania (+57%), Giappone (+53%), Mongolia (+50%), Mauritius (+46%) e Marocco (+44%).

Le sfide restano

Nonostante le previsioni ottimistiche per l’anno in corso, restano comunque alcune incognite che potrebbero influire negativamente sul pieno recupero del turismo internazionale. In sintesi, a frenare la ripresa economica (attualmente stabile ma lenta e con forti differenze tra regioni) sono tre fattori: innanzitutto i costi di trasporto e alloggio che restano alti a causa di inflazione, elevati tassi di interesse, prezzi volatili del petrolio e interruzioni del commercio; poi, il cambiamento climatico, per cui gli eventi meteorologici estremi e le ondate eccezionali di calore, sempre più frequenti, influenzano la scelta della destinazione di molti viaggiatori; e i conflitti in corso (guerra russo-ucraina e scontro Hamas-Israele) che minacciano la stabilità mondiale, minando la fiducia dei viaggiatori.

Photo credits: Chait Goli

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