Il 2026 segna un’evoluzione significativa nel comportamento dei viaggiatori, influenzata da nuove aspettative, tecnologie e priorità nella scelta dell’alloggio. Il Changing Traveller Report 2026 di SiteMinder offre una fotografia aggiornata di questi trend, basata su dodicimila risposte raccolte in quattordici paesi. Anche se il focus principale riguarda hotel e altre strutture tradizionali, il report evidenzia chiaramente come i campeggi e gli holiday park stiano guadagnando importanza nelle decisioni di viaggio, assumendo un ruolo sempre più strategico nella scelta della destinazione.
Secondo i dati disponibili, oltre settecento intervistati hanno indicato l’intenzione di soggiornare in campeggi o holiday park per il prossimo viaggio, una quota significativa che conferma come l’ospitalità all’aria aperta non sia più una scelta marginale. In Italia, per esempio, camping e villaggi rappresentano circa l’8% della preferenza complessiva degli intervistati, collocandosi dietro strutture indipendenti, B&B e case vacanza, ma davanti a ostelli e sistemazioni economiche. Questo dimostra che sempre più viaggiatori italiani considerano il campeggio non solo come alternativa economica, ma come opzione concreta e di qualità nella pianificazione del soggiorno.
Una scelta sempre più apprezzata
Anche negli altri principali mercati europei emergono trend interessanti. In Spagna e Francia, i viaggiatori mostrano una forte propensione a integrare soggiorni in strutture open‑air con eventi e attività locali, sottolineando come le esperienze siano spesso determinanti nella scelta dell’alloggio. In Regno Unito e Germania, invece, i turisti mostrano un approccio più pragmatico: la posizione, la qualità dei servizi e la presenza di comfort moderni come Wi-Fi e sanificazione incidono notevolmente nella decisione finale. In tutti questi mercati, campeggi e holiday park ben organizzati e con standard elevati stanno diventando una scelta sempre più apprezzata, in grado di competere con le alternative tradizionali.
Il report di SiteMinder conferma inoltre che l’uso di strumenti digitali e piattaforme online per la ricerca e la prenotazione delle strutture è ormai centrale. Quasi un quarto dei viaggiatori utilizza le OTA come punto di partenza, mentre recensioni, reputazione e fiducia nei brand influenzano significativamente la scelta. Questo fenomeno non riguarda solo hotel e appartamenti, ma anche l’ospitalità open‑air, dove la possibilità di confrontare servizi, prezzi e recensioni online rappresenta un elemento determinante nella decisione finale.
Alla ricerca di comfort e servizi innovativi
Le aspettative dei viaggiatori stanno cambiando, con un’attenzione crescente al valore percepito e all’esperienza complessiva del soggiorno. Il 49% dei viaggiatori globali dichiara infatti di avere una maggiore propensione a viaggiare rispetto al passato, segnalando una domanda robusta per soluzioni di alloggio che offrano comfort e servizi innovativi. Allo stesso tempo, oltre il 63% dei viaggiatori considera i viaggi per eventi o occasioni speciali, confermando l’importanza di strutture che siano in grado di integrare soggiorni con esperienze uniche, come campeggi attrezzati vicino a festival, aree naturali o attività sportive.
Nel complesso, il Changing Traveller Report 2026 mostra che la scelta dei campeggi e delle strutture open‑air pesa sempre di più nella pianificazione dei viaggi in Europa. Sebbene l’indagine abbia privilegiato le strutture tradizionali, la presenza di oltre settecento viaggiatori intenzionati a soggiornare in camping o holiday park indica che il settore dell’ospitalità all’aria aperta è ormai parte integrante delle strategie di viaggio. Per gli operatori del settore, questo significa che investire in qualità, innovazione e presenza digitale non è più un’opzione, ma una leva essenziale per attrarre una fetta crescente di viaggiatori europei consapevoli e attenti all’esperienza complessiva del soggiorno.

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