In occasione di InOut | The Contract Community, FAITA-FederCamping ha organizzato una conferenza in cui ha presentato i risultati due ricerche, che ne analizzano numeri, trend e performance. “Open Air 2024 – Indagine congiunturale, trend e performance della stagione turistica 2024” ha visto la partecipazione di Valeria Minghetti, Responsabile area ricerca CISETUniversità Ca’ Foscari, e di Rosarianna Candido, Project Manager HBenchmark Open Air.
La prima ha presentato i risultati dell’indagine periodicamente realizzata presso le strutture ricettive, a inizio stagione per raccogliere le prospettive degli operatori a maggio e a settembre per verificare l’andamento della stazione e confrontarla con le aspettative. Sono state intervistate 359 imprese sulle circa 2.000 censite, rappresentative sia per tipo di destinazione che per regione. L’indagine è stata fatta nella prima metà di settembre.
Dati che confermano le attese

I dati che stanno emergendo sono abbastanza coerenti con quanto previsto a inizio stagione. C’è una sostanziale stabilità del turismo straniero (-0,5% sia in termini di arrivi che di presenze), mentre rispetto al 2023 c’è stata una riduzione dei turisti italiani: -2,6% come arrivi, -3,0% come presenze. Questo si è riflesso sul fatturato, che ha registrato una leggera flessione (-0,7%) nonostante un ulteriore aumento delle tariffe rispetto alla stagione precedente, che in media è stato del 2,4%.
Per il 53% delle imprese intervistate l’andamento del turismo straniero è stato in linea con le attese di inizio stagione, mentre per il 28% inferiore. Nel caso del turismo italiano il risultato si è rivelato come previsto per il 56% degli intervistati, mentre per il 32,4% è stato in calo. A livello di fatturato, il 57% delle imprese ha confermato le aspettative, mentre il 25% ha ottenuto risultati inferiori.
“Gli elementi che sono emersi dai commenti degli operatori sono che le condizioni climatiche di maggio e giugno e quelle molto variabili di settembre hanno condizionato l’andamento della stagione,” ha commentato Valeria Minghetti. “In alcuni casi sono stati evidenziati anche il forte aumento delle temperature di luglio-agosto è il problema della siccità, oltre alla situazione economica”.
Le motivazioni dietro la crescita o il calo
Dopo il forte aumento nel 2022 rispetto al 2019, nel 2024 il 45% delle imprese segnala una stabilità nel numero di nuovi clienti rispetto al 2023, mentre per il 40% questi sono in crescita e per il 10% in diminuzione. Il rapporto vecchi/nuovi clienti è rimasto sostanzialmente invariato: 54% a 46%.
La ricerca si è poi soffermata sulle motivazioni che hanno portato alla crescita o alla riduzione. Per i turisti stranieri, le principali motivazioni dell’aumento sono la capacità di attrazione dell’Italia (55,9%), la crescita dell’interesse per la vacanza all’aria aperta (28,4%), la voglia di viaggiare all’estero (24,5%) e la varietà e qualità dell’offerta di campeggi e villaggi turistici in Italia (22,5%). La diminuzione è invece dovuta alla situazione economica incerta in EU che diminuisce la propensione a spendere per turismo (39%), le vacanze brevi a causa di una minore disponibilità economica (29%), l’Italia come destinazione troppo costosa (25,6%), il maltempo diffuso a inizio stagione (20%) e l’aumento del costo carburante (20%).
L’aumento dei turisti italiani, dove verificatosi, è stato dovuto a una minore disponibilità economica che favorisce vacanze brevi ed entro i confini nazionali (31,9%), alla riscoperta o rivalutazione dell’Italia come meta turistica (30,6%), alla preferenza per vacanze “sicure” all’interno dei confini nazionali (30,6%) e alla varietà e qualità dell’offerta di campeggi e villaggi turistici in Italia (20%). A giustificare il calo, invece, ci sono le vacanze brevi per minore disponibilità economica (57,5%), la situazione economica incerta che porta ridurre le spese per il turismo (40,7%) e il costo elevato di prodotti e servizi (31,9%).

Polonia e montagna crescono di più
Il mercato che è cresciuto di più, secondo il 45% delle imprese intervistate, è stata la Polonia, seguita da Francia e Germania (42%). L’Olanda è data in crescita dal 28% delle imprese e in calo da un altro 28%, mentre pressoché stabili sono Svizzera e Austria (oltre 50%), mentre l’Italia è stabile per il 46% ed in calo per il 28% delle imprese. Tra gli altri mercati segnalati direttamente dagli intervistati, molto dinamica è la domanda dal resto dell’Est Europa (in particolare, Repubblica Ceca) e da Belgio, Danimarca, UK+Irlanda e Scandinavia.
Per quanto riguarda le tipologie di turismo, quello montano registra le dinamiche più interessanti, date probabilmente anche le temperature elevate di luglio e agosto: il 45% delle imprese lo segnala in aumento. A seguire c’è il turismo culturale, in aumento per il 35% delle imprese, mentre rimangono stabili il turismo balneare e quello lacuale (intorno al 60% delle risposte, in media).
A livello geografico, il nord-est è l’area che complessivamente ha fatto registrare i risultati migliori, con un incremento del fatturato (+2,4%) maggiore rispetto alla media (-0,7%) anche a un aumento dei prezzi è superiore (+3,2%) a quello indicato dalle altre aree (in media +2,4%).

Campione diverso, trend interessanti
“Con il CISET abbiamo svolto un’analisi sul territorio nazionale la più completa possibile tenendo conto di quelle che sono le proporzioni delle aziende,” ha detto Alberto Granzotto, Presidente di FAITA-FederCamping. “Con HBenchmark abbiamo una rappresentatività sul territorio delle aziende che hanno già aderito alla convenzione che non è perfettamente equivalente al campione utilizzato dal CISET. Per questo emergono risultati in parte diversi, anche perché la componente del Nord-Est, in questo caso, è molto più importante, Però anche da qui si evidenziano dei trend interessanti da analizzare”.
Nato nel 2018, il progetto HBenchmark Open Air offre la possibilità di monitorare una serie di oltre 200 indicatori, guardando sia il dato storico consolidato sia quello in tempo reale e soprattutto previsionale, con i trend delle prenotazioni per i prossimi 12 mesi. Per il singolo imprenditore, tutte queste informazioni sono fondamentali per monitorare la sua performance aziendale e capire quali sia il suo posizionamento nel mercato.
“Sono state analizzate quattro macro-categorie, ossia le piazzole, bungalow/villette, caravan/casette mobili, tende/glamping,” ha spiegato Rosarianna Candido, Project Manager HBenchmark Open Air. “La piattaforma, infatti, oltre a dare un’idea del macro-trend nel settore, offre la possibilità di monitorare singolarmente le tendenze per ogni tipologia di prodotto”.
La crescita è partita dal 25 aprile

Il cluster dei campeggi aderenti al servizio HBenchmark è costituito da 91 strutture per un totale di oltre 30.000 unità abitative disponibili, localizzate in particolare sulla sponda bresciana del lago di Garda, in Emilia-Romagna (principalmente sulla Riviera Adriatica), in Friuli-Venezia Giulia, sull’isola d’Elba, in Toscana, nelle Marche, in Abruzzo e in Valle d’Aosta. In base totale, queste strutture rappresentano il 16% di quelle associate a FAITA.
Prendendo in considerazione il periodo dal 22 marzo al 30 settembre ed esaminando i cluster lago e mare, costituito da un totale di 57 strutture per un totale di 19.239 unità disponibili, si rileva un trend molto positivo, con l’occupazione media che è salita di un punto percentuale nelle destinazioni di lago e dello 0,9% in quelle di mare. E questo nonostante presenze nettamente inferiori nel periodo di Pasqua rispetto al 2023. Una forte crescita delle prenotazioni si è registrata a partire dal 25 aprile. A partire da metà luglio si può parlare di “tutto esaurito”.
Redditività in aumento quasi ovunque
La piattaforma HBenchmark consente anche di monitorare le tendenze dei prezzi medi dei pari categoria. Esaminando nelle strutture a 4 stelle il prodotto caravan/casette mobili, tendenzialmente le curve dei cluster lago e mare seguono lo stesso andamento, con la differenza che al lago si registra per lo più un prezzo dinamico, mentre al mare il prezzo è per lo più statico, più vicino a quello di inizio stagione.
Parlando delle variazioni di redditività per unità disponibile, al lago c’è stato un calo per bungalow/villette (-3,2%) e al mare una diminuzione nei prodotti tende e glamping (-4,6%). Tutti gli altri indicatori sono invece positivi: le piazzole crescono dell’8,8% al lago e del 29,5% al mare, le caravan/casette mobili del 6,5% al lago e del 9,5% al mare, i bungalow/villette del 4% al mare e le tende/glamping dell’8,3% al lago. In media si parla di una crescita del 4% al lago, con ricavi complessivi per 4,6 milioni di euro, e del 7,5% al mare, per un totale di 13,2 milioni.
Quando si analizzano i mercati, si nota come la Germania pesi per il 56% (+2%) al lago e per il 34% (+0,2%) al mare, seguita dai Paesi Bassi (16% lago, 3% mare) e dall’Italia (10% lago, 41% mare). Tedeschi e olandesi si distinguono anche per una durata media del soggiorno più lunga (9,3 giorni al mare e 11,3 i primi, 12,3 e 11,2 rispettivamente i secondi).
“Tutte queste informazioni sono fondamentali,” ha sottolineato Rosarianna Candido, “perché, nel caso in cui una destinazione o anche la singola struttura voglia puntare sulle campagne marketing si sa esattamente quale sia il punto di partenza”.
L’importanza dell’Italia in Europa

A chiudere la conferenza, Alberto Granzotto: “Abbiamo due indagini con due campioni diversi che però portano una serie di importanti riflessioni. Dopo la stagione 2023, con valori da record per la maggioranza degli operatori, vedere i dati 2024 portare sostanzialmente una conferma è un elemento molto significativo, anche perché il 2024 è stato caratterizzato, in alcuni momenti, da condizioni meteorologiche particolarmente avverse. Avendo partecipato all’evento europeo dell’Associazione dei Campeggi (EFCO&HPA, ndr) e, ascoltando il quadro dell’estate dipinto dai vari Paesi, posso tranquillamente dire che i nostri sono i numeri più importanti: abbiamo tenuto meglio. Il mercato francese, che è il primo mercato in ambito europeo, ha denunciato un calo superiore al 3%. Questa è la testimonianza che il nostro prodotto ha una sua attrattività”.
Il Presidente Granzotto ha infine risposto a una domanda sulle aspettative per il 2025. “Posso parlare solo per quanto riguarda le aziende che rappresento e posso dire che al momento le previsioni per il 2025 sono allineate con quelle che avevamo in pari data l’anno scorso per il 2024. Abbiamo però una preoccupazione legata alle condizioni economiche sia del mercato nazionale che del principale mercato straniero, la Germania, perché chiaramente il sentimento economico è un elemento molto importante. Dall’altra parte dobbiamo anche dire che stiamo consolidando un prodotto che sta emergendo con una certa tipologia di qualità e anche di questo dobbiamo tenere conto. Dopodiché c’è la componente meteorologica, che ha determinato lo spostamento di flussi di turisti a livello europeo. Infine, influirà molto anche la capacità degli operatori di gestire le variazioni tariffarie”.

Il profilo del nuovo viaggiatore tracciato dal Politecnico di Milano insieme al Club del Sole