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Eurostat: nel 2025 i pernottamenti nelle strutture turistiche dell’UE raggiungono i 3,1 miliardi

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Dall’Eurostat arriva la conferma di un nuovo anno record per il turismo nell’Unione europea. Con la pubblicazione dei dati di dicembre 2025, le stime complessive per l’anno mostrano quasi 3,1 miliardi di notti trascorse nelle strutture ricettive europee, segnando un aumento del 2,2% rispetto al 2024, pari a 66,4 milioni di pernottamenti in più.

Secondo Eurostat, la crescita è stata trainata dagli ospiti internazionali, con un incremento del 3,4% (+49,7 milioni di notti), mentre i turisti domestici hanno contribuito con un aumento dell’1,1% (+16,7 milioni).

I pernottamenti si concentrano soprattutto in quattro Paesi: a guidare la classifica è la Spagna con 513,6 milioni di notti, seguita da Italia (476,9 milioni), Francia (471,7 milioni) e Germania (442,1 milioni), che staccano nettamente gli altri Paesi europei. Sul versante opposto, i numeri più bassi sono stati registrati da Lussemburgo (3,6 milioni), Lettonia (5,0 milioni) ed Estonia (6,7 milioni).

Nel 2025 i pernottamenti sono aumentati in 24 dei 27 Paesi dellUE, con le crescite più significative a Malta (+10,1%) e in Polonia (+7,2%). Solo pochi Paesi hanno registrato flessioni leggere, come Lussemburgo, Romania e Irlanda.

Crescita del 3% nel quarto trimestre

Anche l’ultimo trimestre dell’anno ha confermato il trend positivo: oltre 540 milioni di notti sono state registrate tra ottobre e dicembre, con un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2024. I maggiori incrementi si sono registrati in Irlanda (+12,0%) e Malta (+10,9%), mentre Romania (-4,6%) e Lussemburgo (-0,4%) hanno segnato un calo. Quasi la metà dei pernottamenti nel trimestre si concentra nei tre principali mercati: Spagna (97,9 milioni), Germania (96,2 milioni) e Italia (70,8 milioni), seguite da vicino dalla Francia con 70,3 milioni di notti.

L’analisi mensile dei pernottamenti mostra inoltre un andamento stagionale più equilibrato rispetto agli anni precedenti. L’effetto Pasqua è slittato interamente in aprile (nel 2024 il weekend pasquale cadeva per la maggior parte a marzo) e la concentrazione di notti a luglio e agosto è risultata leggermente inferiore al totale dei sei mesi meno intensi dell’anno, indicando una distribuzione più omogenea dei flussi turistici.

Complessivamente, i dati confermano la solidità e resilienza del settore turistico europeo, che continua a crescere dopo le difficoltà degli ultimi anni legate alla pandemia, alle crisi geopolitiche e all’inflazione. Il trend positivo appare ormai consolidato e diffuso nella maggior parte dei Paesi dell’UE, a conferma di un turismo in ripresa e in continua evoluzione.

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