Quali opportunità professionali può offrire il settore delle vacanze all’aria aperta? Per molti giovani il campeggio è ancora associato soprattutto al lavoro stagionale estivo. Le giornate Porte Aperte organizzate dall’Associazione dei Campeggi Croati (KUH) hanno invece mostrato una realtà molto più ampia e articolata agli studenti coinvolti nell’iniziativa.
Attraverso un’esperienza diretta sul campo, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino il funzionamento delle strutture outdoor, conoscere le diverse figure professionali che vi operano e scoprire le reali opportunità di crescita offerte dal turismo open-air. Un’occasione per scoprire come il campeggio sia oggi un comparto moderno e in evoluzione, capace di offrire percorsi professionali qualificati e prospettive di lungo periodo.
Da ricordare, inoltre, che le Open Days fanno parte del più ampio progetto “Sustainable Tourism, Sustainable Careers – Fast Forward to Excellence”, promosso dalla KUH con il supporto del Ministero del Turismo e dello Sport e in collaborazione con altre associazioni, per promuovere l’occupazione giovanile nel turismo, con particolare attenzione al settore del campeggio.
Coinvolti 144 studenti
Con questa iniziativa, l’Associazione dei Campeggi Croati (KUH) è riuscita a coinvolgere 144 studenti, provenienti da Zagabria, Karlovac, Sebenico e Spalato. L’obiettivo è quello di creare un ponte concreto tra studenti e operatori turistici, per dare risposta ad una delle principali sfide del comparto: la carenza di personale e la crescente difficoltà di attrarre nuove generazioni verso le professioni del turismo.
Le giornate Porte Aperte si sono svolte il 6 e il 12 maggio in due contesti molto diversi tra loro: il primo appuntamento al Camp Zagreb di Rakitje, struttura affacciata sull’omonimo lago a pochi minuti da Zagabria; il secondo al Camp Stobreč di Spalato, direttamente sul mare. Una scelta non casuale, pensata per mostrare ai giovani le differenti opportunità e caratteristiche del campeggio continentale e di quello costiero.
Le visite e le attività organizzate non erano rivolte agli studenti, ma aperte anche alla comunità locale, ai disoccupati e ai professionisti del turismo, favorendo così un confronto ampio e diretto con il settore.
Photo: courtesy of KUH

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