A Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza di Riva del Garda, il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel marketing e nella gestione del turismo open-air è stato al centro di un interessante intervento. L’evento, che ha visto la partecipazione di Riccardo Viroli, Amministratore Delegato & Sales Director di Titanka! ha evidenziato come l’IA sia destinata a rivoluzionare i campeggi e i villaggi turistici, migliorando l’efficienza e la personalizzazione dell’offerta.
L’Intelligenza Artificiale è ormai un tema dominante, come dimostrano i tredici seminari dedicati all’argomento nei soli quattro giorni della manifestazione. A differenza delle precedenti rivoluzioni tecnologiche, guidate dall’innovazione hardware – dal telefono ai PC, dai laptop agli smartphone – l’IA rappresenta un cambiamento epocale determinato dal software. Questa trasformazione non riguarda solo l’automazione, ma la capacità di elaborare e interpretare enormi quantità di dati, influenzando praticamente ogni aspetto della gestione di un campeggio.
Al centro di tutto un solo principio: l’accoglienza
Un camping village è una struttura complessa, che integra molteplici funzioni, tra cui marketing, pricing, prenotazioni, gestione degli ospiti, richieste durante il soggiorno, recensioni, amministrazione, investimenti, normative e nuove esigenze dei clienti. Tuttavia, al centro di tutto rimane un principio fondamentale: l’accoglienza. L’IA sta già dimostrando la sua capacità di migliorare l’esperienza degli ospiti, con possibilità che spaziano dai totem di accoglienza virtuale basati sull’IA – simili a quelli già utilizzati nella metropolitana di Mosca – fino a modelli di pricing dinamico, in grado di adeguare le tariffe in base alla domanda e a fattori esterni.
Durante il soggiorno, app e chatbot basati sull’IA possono supportare gli ospiti rispondendo alle loro richieste in tempo reale. Sul fronte amministrativo, l’IA può ottimizzare la pianificazione finanziaria e guidare le decisioni sugli investimenti, contribuendo persino alla progettazione di future case mobili. Sebbene l’IA non sia ancora del tutto pronta a gestire aspetti normativi e burocratici, è già in grado di fornire preziosi insight sulle evoluzioni del comportamento dei clienti. Nel settore della manutenzione, esoscheletri intelligenti possono ridurre fino al 30% lo sforzo fisico, mentre nel settore food & beverage, sebbene ancora in fase sperimentale, iniziano a emergere soluzioni in grado di fornire suggerimenti personalizzati.
Uno strumento perfezionabile
Tuttavia, l’IA non è sinonimo di perfezione. È uno strumento che necessita di dati di qualità per offrire risultati concreti. Se un campeggio o un villaggio turistico non fornisce ai sistemi IA informazioni aggiornate e accurate, la loro efficacia sarà limitata. È essenziale mantenere i siti web costantemente aggiornati, curare con attenzione i contenuti sui social media e integrare le campagne di marketing su Google e Meta con sistemi CRM avanzati. Anche l’adozione di chatbot contribuisce alla raccolta di dati utili per migliorare le operazioni.
Un’altra questione centrale riguarda i costi. Le soluzioni IA comportano spese di abbonamento, attualmente contenute, ma il futuro è incerto. Le implementazioni più avanzate, come l’utilizzo di robot basati sull’IA, richiedono sia un investimento iniziale che un addestramento adeguato. Per esempio, un sistema che combina ChatGPT con un assistente robotico può già arrivare a un costo annuo di 12.000 euro.
L’IA nei processi quotidiani
Per trarre realmente vantaggio dall’IA, le aziende devono andare oltre la semplice sperimentazione e identificare applicazioni pratiche che migliorino l’efficienza operativa. Secondo Viroli, ChatGPT può già essere utilizzato nei processi aziendali quotidiani, purché i suoi risultati vengano monitorati e ottimizzati. Il segreto per ottenere i migliori risultati è creare prompt ben strutturati, in grado di generare risposte pertinenti e realmente utili.
L’IA sta già rivoluzionando le strategie pubblicitarie su Google, grazie a strumenti come Google Max for Travel, e può supportare le aziende nella realizzazione di ricerche di mercato avanzate. Comprendere le aspettative dei clienti parte sempre dall’interazione con la reception, ma oggi molti viaggiatori preferiscono inviare segnalazioni a distanza, evitando il confronto diretto. Sfruttando i dati del CRM e le indagini sulla soddisfazione del cliente, l’IA può analizzare i feedback degli ospiti e fornire strategie mirate per migliorare l’esperienza.
Questo è solo l’inizio. Il futuro del turismo open-air sta cambiando rapidamente, e le aziende che sapranno adottare l’IA fin da ora avranno un vantaggio competitivo significativo. La sfida è chiara: integrare strategie basate sull’Intelligenza Artificiale per passare dall’intuizione ai dati, garantendo un’esperienza ottimizzata per gli ospiti e una gestione più efficiente per le strutture ricettive.

Il 26 gennaio si terrà la prima edizione di CMTdigital: ecco il programma completo