All’Outdoor Boom Arena, nell’ambito di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza di Riva del Garda, si è parlato di Data Intelligence e della sua importanza per il settore dell’ospitalità all’aria aperta. Organizzato nell’ambito del calendario di incontri messo a punto da FAITA Trentino, l’evento ha visto la partecipazione di Vittorio Dionisi, Founder e CEO di InsightUp, che ha esplorato le potenzialità della Data Intelligence nella gestione dei campeggi.

Per anni, il settore turistico ha fatto affidamento sull’intuizione e sull’esperienza diretta per prendere decisioni strategiche. Tuttavia, il contesto attuale, segnato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità – il cosiddetto VUCA – impone un cambio di paradigma. Questo termine, nato in ambito militare e utilizzato già trent’anni fa durante la Guerra del Golfo, descrive alla perfezione il mercato contemporaneo, influenzato da fattori geopolitici, economici e tecnologici imprevedibili.
L’industria turistica non è immune da queste dinamiche. Un esempio parla chiaro: i dati sulle prenotazioni italiane dello scorso anno vedevano a gennaio un aumento del 30%, mentre a marzo lo stesso indicatore segnava un calo del 30%. Le oscillazioni, legate a inflazione, dazi, conflitti globali (ben 54 attualmente in corso) e cambiamenti climatici, rendono imprescindibile l’utilizzo di strumenti avanzati per analizzare il mercato.
Prepararsi al VUCA: le sfide della Data Intelligence
Ma come si affronta il VUCA? Secondo Dionisi, ci sono quattro ostacoli principali:
- Strumenti inadeguati – Molte aziende utilizzano CMS o PMS, progettati per gestire dati strutturati, ma incapaci di fornire previsioni affidabili.
- Difficoltà di scelta – Il panorama degli strumenti analitici è vasto, e spesso manca una comprensione chiara di quale soluzione adottare.
- Discrepanza tra promessa e realtà – I sistemi esistenti non sempre mantengono le promesse, con errori medi che arrivano facilmente al 300%, ma con picchi anche molto più alti.
- Incapacità di rilevare i segnali deboli – Le aziende tendono a focalizzarsi sulle attività routinarie e a interpretare erroneamente le informazioni disponibili, cadendo in una “cecità situazionale”.
L’arma segreta: Data Intelligence e AI
La soluzione? Implementare sistemi di early warning capaci di intercettare tempestivamente i cambiamenti di mercato. La Data Intelligence, combinata con l’intelligenza artificiale, consente di analizzare in tempo reale dati provenienti da marketing, domanda e produzione, offrendo preziose indicazioni su destinazioni, concorrenza, pricing e strategie di fidelizzazione.
Un aspetto fondamentale è la capacità di comunicazione tra i diversi sistemi aziendali. Qui entrano in gioco le API (Application Programming Interface), protocolli che permettono ai software di dialogare tra loro. È cruciale che PMS e CRM siano dotati di API adeguate per garantire una gestione efficace dei dati.
In un mondo sempre più competitivo, chi prima implementa strumenti avanzati di Data Intelligence ha un vantaggio strategico. Essere padroni dei propri dati e adottare sistemi aperti alle connessioni diventa una necessità per affrontare con successo la sfida del futuro. L’industria del turismo all’aria aperta ha davanti a sé una grande opportunità: passare dall’intuizione alla scienza dei dati. La sfida è lanciata, la corsa ai dati è già iniziata.

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