Entrato in vigore a inizio mese, il Registro dei Viaggiatori spagnolo continua a essere nel mirino degli operatori del turismo. Come riportato dal sito Camping Profesional, questa volta è la Federazione Spagnola dei Campeggi (FEEC) a protestare contro l’applicazione delle nuove regole che impongono ai gestori dei campeggi di raccogliere e conservare per tre anni i dati personali e bancari dei loro clienti.
Un obbligo che, per la FEEC, rappresenta non solo un onere burocratico insostenibile per le aziende ma anche una violazione della privacy per i viaggiatori, che finisce con il danneggiare l’immagine stessa della Spagna come destinazione turistica. Per questi motivi, la Federazione ha presentato osservazioni formali al Ministero dell’Interno spagnolo contro il Registro dei Viaggiatori, auspicando che il Governo intervenga modificandolo per adattarlo alle reali necessità del settore. In caso contrario, la Federazione non esclude azioni legali per bloccare la normativa.
Perdita di competitività rispetto agli altri paesi
La presidente FEEC, Ana Beriain, ha evidenziato come le nuove regole, in vigore da pochi giorni, abbiano già suscitatonumerose lamentele, specialmente tra i turisti stranieri, stupiti dall’obbligo di fornire dati personali che non sono richiesti in altri paesi.
Secondo Beriain, oltre al disagio per i clienti, le nuove regole rappresentano un serio ostacolo per le piccole strutture, già alle prese con una piattaforma digitale che funziona male e una gestione amministrativa complicata.
La FEEC avverte inoltre che questa normativa penalizza i campeggi spagnoli rispetto a quelli di Francia, Italia e Portogallo, dove i dati richiesti si limitano a quelli del documento d’identità. Beriain ha affermato che “la Spagna perderà molta competitività rispetto a questi paesi, dove i campeggi non devono farsi carico della responsabilità di conservare dati così sensibili, alcuni dei quali persino economici, per tre anni”.
Nella foto di apertura Ana Beriain, presidente della FEEC (grazie a Camping Profesional)

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