La progettazione del turismo, e in particolare di quello lento, sta assumendo sempre maggior rilevanza anche sulla scena politica e istituzionale italiana. Sono tante, infatti, le rilevazioni e le proiezioni che inquadrano questo comparto come autentico propulsore dell’economia dei territori, anche se ubicati fuori dalle piste più battute. Al Salone del Camper è stato così organizzato un convengo, a cura di Fiere di Parma e APC (Associazione Produttori Caravan e Camper), dal titolo “Turismo open-air: come svilupparlo nel proprio territorio o per la propria impresa”.
Durante l’evento – che ha visto la partecipazione di esperti del settore turistico, landscape designer, sindaci, rappresentanti delle Regioni e associazioni di settore e moderato dalla giornalista Silvia Vigè – si è parlato di come progettare l’accoglienza dei turisti itineranti. Il “camperismo”, infatti, è un trend in continua crescita che consente di far diventare protagoniste anche le mete turistiche cosiddette minori e permette di destagionalizzare, essendo il camper non più solo riservato alla vacanza ma anche e soprattutto al tempo libero.
Un’accoglienza identitaria e di qualità
Dopo il benvenuto di Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper, la relazione iniziale a cura di Magda Antonioli (docente in corsi di turismo e ambiente dell’Università Commerciale “Luigi Bocconi” di Milano, nonché vicepresidente della ETC – European Travel Association e presidente di ONT) ha posto l’accento sulla necessità di creare un’accoglienza identitaria e di qualità.
Alberto Granzotto, presidente di FAITA-FederCamping ha evidenziato come la qualità della struttura ospitante e dei servizi offerti siano la chiave per attrarre soprattutto i turisti internazionali, mentre Ribamar Poletti, landscape design & business development manager di Equa, con “Il landscape design come chiave di sviluppo dell’accoglienza per il turismo en plein air” ha centrato il focus sull’immagine identitaria che un corretto landscape design può conferire alla struttura ricettiva open-air.

Un potenziale rilevante
Hanno fatto seguito le testimonianze delle associazioni. Ludovica Sanpaolesi, direttore generale di APC – Associazione Produttori Caravan e Camper, ha evidenziato i motivi per cui conviene realizzare un’area di sosta camper,sottolineando il potenziale economico del turismo itinerante europeo, stimato in circa 30 miliardi di euro all’anno e come il parco circolante europeo di veicoli ricreazionali sia superiore a sei milioni di unità, rappresentando dunque un potenziale rilevante per i territori che sanno attrezzarsi con aree di sosta di qualità.
Gianluca Tomellini, presidente di AIASC – Associazione Italiana Aree Sosta Camper, ha illustrato diversi aspetti tecnici e normativi per la realizzazione di aree di sosta camper, sottolineando come sia necessaria una attenta pianificazione delle strutture di accoglienza e l’implementazione di attrezzature di ultima generazione e di una gestione smart degli accessi tramite app. Tutto questo in attesa del bando per la creazione e la riqualificazione delle aree di sosta camper destinato ai Comuni che dovrebbe vedere la luce a brevissimo.

Valorizzare il territorio italiano e le sue ricchezze naturali
L’ultima parte del convegno ha riguardato i casi di successo e la voce dei territori, con la partecipazione di Michele Angiolini, sindaco di Montepulciano (SI) con “Come realizzare un’area sosta camper nel rispetto del vincolo paesaggistico, integrata nel contesto naturalistico di una Riserva Naturale”; Fabrizio Marconi, assessore al turismo di Casciana Lari Terme (PI) con “L’area sosta camper, un nuovo modello di partnership tra pubblico e privato”; e Massimo Spigaroli, sindaco del Comune di Polesine Zibello (PR), con “Da un’idea nata al Salone del Camper… a una nuova opportunità per il territorio”. Tutti e tre gli amministratori hanno portato all’attenzione dei presenti le proprie case history, sottolineando i ritorni interessanti in tema di presenze turistiche sul territorio comunale, grazie alla realizzazione di aree sosta camper.
Infine, Leonardo Marras – assessore all’economia, alle attività produttive, alle politiche del credito e al turismo della Regione Toscana – ha fatto pervenire un messaggio in cui ha riaffermato l’interesse concreto della Toscana verso l’accoglienza dei turisti itineranti, testimoniato da diverse iniziative, tra cui due bandi regionali che hanno consentito la realizzazione di 35 aree di sosta comunali.
Al convegno è emersa con chiarezza la necessità di investire in una visione strategica e integrata per lo sviluppo del turismo open-air che possa valorizzare il territorio italiano e le sue ricchezze naturali, culturali ed enogastronomiche. L’importanza di una pianificazione mirata, sia in termini infrastrutturali che di sostenibilità, è stata sottolineata da tutti gli intervenuti, confermando il ruolo centrale del turismo itinerante come motore di crescita economica e opportunità di sviluppo locale.

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