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Turismo sostenibile: francesi sempre più consapevoli, ma restano prudenti nelle scelte

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Da due anni, la catena francese di campeggi indipendenti Flower Campings, realizza il Barometro “I francesi e il turismo sostenibile”, per analizzare l’evoluzione dei comportamenti dei viaggiatori francesi rispetto al tema della sostenibilità. L’edizione 2025 delinea un quadro in chiaroscuro: se da una parte si registra un aumento della notorietàdel concetto di sostenibilità, dall’altra, resta la difficoltà di tradurre questa consapevolezza in comportamenti concreti e cambiamenti delle abitudini di viaggio.

Oltre il 70% degli intervistati ha dichiarato di conoscere, almeno in parte, cosa significhi turismo sostenibile, e un 33% afferma di comprenderne pienamente le implicazioni. Il 46% degli intervistati, però, non considera ancora la sostenibilità come un criterio decisivo nella pianificazione delle vacanze, preferendo criteri come costo, qualità dell’alloggio, attività e posizione. Le intenzioni di viaggio allestero sono aumentate sensibilmente rispetto al 2024, passando dal 22% al 35%. Si assiste anche a un netto incremento delluso dellaereo, scelto dal 31% degli intervistati, contro il 22% dell’anno precedente, mentre il treno fatica ancora a imporsi come reale alternativa.

Il campeggio è considerato la vacanza più sostenibile

C’è però un segnale incoraggiante: secondo il barometro di Flower Campings, una volta a destinazione, i turisti sembrano più disposti ad adottare comportamenti responsabili. Il 67% predilige attività eco-responsabili e il 74% di chi viaggia in aereo dichiara di voler compensare la propria impronta ambientale attraverso scelte consapevoli. Anche la mobilità locale riflette un maggiore impegno: quasi la metà dei vacanzieri cerca di evitare l’uso dell’auto per spostarsi durante il soggiorno.

In questo contesto, gli operatori del settore turistico, e in particolare i campeggi, assumono un ruolo centrale. Secondo il barometro, il 57% dei francesi ritiene che il campeggio sia la forma di alloggio collettivo più coerente con una visione sostenibile del turismo. Tuttavia, il 52% lamenta una scarsa visibilità delle azioni messe in atto dagli operatori per tutelare l’ambiente. La sfida, dunque, è duplice: da un lato occorre dare maggiore risalto agli sforzi compiuti, dall’altro è fondamentale comunicare meglio ai vacanzieri il valore e il significato di certificazioni ambientali e pratiche sostenibili.

La mancanza d’informazione frena il cambiamento

Un altro dato significativo riguarda la carenza di informazione. La maggioranza di coloro che non considerano la sostenibilità nel pianificare le proprie vacanze lo fa non per mancanza di interesse, ma per semplice disinformazione. Solo una minoranza, infatti, dichiara di non voler cambiare abitudini o considera i costi troppo elevati. A conferma del bisogno di una maggiore informazione, si aggiunge la scarsa conoscenza degli Accordi di Parigi: dieci anni dopo la loro firma, il 36% dei francesi non ne ha mai sentito parlare.

In risposta a queste sfide, Flower Campings ha deciso di rafforzare il proprio impegno lanciando un vero e proprio Manifesto RSE (Responsabilità Sociale d’Impresa), destinato a coinvolgere i 550.000 vacanzieri che ogni anno frequentano i suoi 134 campeggi. Il manifesto, articolato attorno a 20 criteri rigorosi, punta a formare personale e clienti sui comportamenti ecologici quotidiani, ridurre l’impronta ambientale attraverso una gestione ottimizzata delle risorse e incentivare il consumo locale e responsabile.

Con questa iniziativa, Flower Campings ambisce a fare del campeggio non solo una scelta di vacanza, ma un modello virtuoso di turismo sostenibile, concreto e accessibile a tutti.

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