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Di Ognuno a Hospitality con “Orizzonti Possibili”: l’accessibilità come leva di evoluzione per il turismo open-air

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L’accessibilità non come semplice adempimento normativo, ma come strumento di qualità progettuale, inclusione reale e sviluppo di nuovi mercati. È questo il messaggio al centro di Orizzonti Possibili, il nuovo capitolo del progetto Di Ognuno, presentato a Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza da Village for All – V4A e dallo studio di architettura Lombardini22.

Giunto al suo terzo anno, il progetto prosegue il percorso avviato nelle edizioni precedenti – dedicate alla reception e agli spazi comuni indoor – spostando oggi l’attenzione sul turismo open-air: campeggi, villaggi turistici, glamping, chalet e strutture immerse nella natura diventano il nuovo campo di sperimentazione dell’Universal Design applicato all’ospitalità.

Dall’accessibilità alle esigenze delle persone

Il punto di partenza è un cambio di paradigma. Quando si parla di disabilità e accessibilità, il rischio è quello di ridurre il tema a una minoranza o a situazioni estreme. In realtà, in Italia quasi 20 milioni di persone presentano esigenze di accessibilità permanenti, temporanee o situazionali: una quota che sfiora il 20% della popolazione e che trova riscontro anche a livello globale.

Le disabilità non vanno in vacanza: ci vanno le persone, che possono avere esigenze molto diverse nel corso della vita,” sottolinea Roberto Vitali, CEO e co-founder di Village for All. “Per questo è necessario spostare l’attenzione dalla disabilità alle esigenze di accessibilità, superando una visione puramente normativa”.

Le norme, infatti, rappresentano un livello minimo di conformità, ma spesso non riescono a garantire un’esperienza realmente fruibile e confortevole per tutti. Eppure, il turismo accessibile in Italia è un mercato stimato in 27 miliardi di euro, di cui finora è stato intercettato solo una piccola parte.

Progettare oltre la norma

È proprio su questo principio che si fonda la collaborazione pluriennale tra Lombardini22 e Village for All, attiva da quasi tre anni. L’obiettivo è andare oltre il rispetto formale delle regole, intervenendo in modo integrato su contesto, percorsi outdoor, segnaletica, ingressi, collegamenti, qualità ambientale, acustica e materiali.

Un esempio concreto è quello del Camping Bergamini, entrato nel network Village for All due anni fa. Qui l’accessibilità è stata affrontata in modo sistemico: reception senza gradini, bancone ribassato, materiali a basso impatto ambientale, giochi inclusivi per bambini con diverse abilità e un sistema di segnaletica pensato anche per esigenze cognitive, con pittogrammi colorati, figure intuitive e QR code informativi.

Anche nei servizi igienici la logica non è quella di creare spazi “speciali”, ma soluzioni fruibili da tutti: come i sistemi di allarme posizionati per essere raggiungibili sia in piedi sia da una persona caduta o in sedia a ruote.

Orizzonti Possibili: il viaggio come esperienza inclusiva

A Hospitality, Orizzonti Possibili prende forma in un allestimento esperienziale che trasforma lo stand in una vera e propria mappa del viaggio Di Ognuno, articolata in tappe che raccontano bisogni concreti e soluzioni progettuali applicabili anche nelle strutture open-air. Il percorso parte dalla reception inclusiva, già sviluppata nelle precedenti edizioni, per proseguire lungo la Strada di Ognuno, con superfici e materiali diversi che permettono di percepire fisicamente come le pavimentazioni influenzino autonomia e comfort.

Un passaggio particolarmente significativo è la Sfida delle pendenze, dove due rampe – una all’8% (limite normativo) e una al 5% – mostrano in modo immediato la differenza tra conformità alla legge e reale facilità d’uso. Il percorso include poi un giardino sensoriale progettato per favorire calma e benessere attraverso stimoli controllati, aree di riposo con sedute ischiatiche e spazi di sosta confortevoli per chi necessita di pause più frequenti.

Lungo tutto l’itinerario è integrato un sistema di wayfinding multisensoriale, con mappe visuo-tattili, totem informativi e QR code con sintesi vocale, affiancati da lighting design, suoni naturali ed elementi olfattivi che diventano veri strumenti di orientamento.

Universal Design come opportunità per il settore

L’approccio proposto da Lombardini22 e Village for All unisce Universal Design, neuroscienze e sostenibilità, con attenzione al riuso dei materiali, alla modularità degli allestimenti e alla riduzione degli sprechi.

Con Orizzonti Possibili vogliamo dimostrare che l’inclusione è uno strumento di evoluzione per il turismo open-air,” afferma Cristian Catania, Head of Universal Design di Lombardini22. “La norma è solo un punto di partenza: il vero valore nasce dall’ascolto delle persone e dalla ricerca di soluzioni utili, belle e realmente fruibili per tutti”.

Un concetto che trova pieno riscontro anche nelle dinamiche di mercato. Oltre ai 7,6 milioni di persone con disabilità in Italia, altri 12 milioni e più vivono limitazioni dell’autonomia per periodi prolungati: una platea che rende l’accessibilità una componente strutturale della qualità dell’offerta turistica.

Un percorso che guarda al futuro dell’open-air

Promosso da Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, Di Ognuno è un progetto che ogni anno esplora un ambito diverso dell’ospitalità per dimostrare come l’Universal Design possa diventare una leva di innovazione concreta. Nel contesto del turismo open-air, Orizzonti Possibili evidenzia con chiarezza che investire in accessibilità non significa solo rispondere a un obbligo normativo, ma migliorare l’esperienza per tutti gli ospiti, aumentare il comfort, rafforzare l’immagine delle strutture e intercettare una domanda ancora in larga parte inespressa.

Un orizzonte che, per il settore, si traduce in nuove opportunità di crescita sostenibile e in un modello di accoglienza sempre più evoluto, inclusivo e competitivo.

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