Dopo quattro anni di trattative, si apre un nuovo capitolo per i lavoratori dell’industria turistica italiana. Lo scorso 5 luglio è stato sottoscritto l’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti del settore Turismo, che sostituirà il precedente contratto scaduto nel dicembre 2018. L’accordo per il nuovo Contratto – che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027 – è stato firmato da Federalberghi e FAITA-FederCamping, con la partecipazione di Confcommercio, insieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
Soddisfatto Alberto Granzotto, Presidente di FAITA: “Siamo felici di essere finalmente giunti alla firma di questo accordo che mancava da molti anni e che rappresenta un fondamentale fattore di sviluppo insieme alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Sono soddisfatto da imprenditore e da rappresentante della categoria. È un risultato importante che ci stimola a fare meglio e di più, imprese e addetti, per far crescere il nostro segmento in maniera più marcata, accogliendo e formando le nuove leve che costituiranno l’asset principale ed imprescindibile del futuro sviluppo”.
Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi, ha commentato dicendo che l’accordo “realizza il giusto equilibrio tra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, sia sul versante economico sia su quello normativo”. Il Presidente Bocca ha sottolineato come il settore turistico abbia ritrovato un contesto di normalità dopo la crisi pandemica e gli altri eventi sfavorevoli legati a inflazione, guerre, tensioni geo-politiche e crisi climatica che lo hanno fortemente condizionato negli ultimi anni. Anche per Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil l’accordo segna un “importante passo avanti per il settore con il significativo aumento economico e nuove tutele contrattuali”.
A chi si applica
L’accordo appena sottoscritto si applica ai lavoratori delle aziende turistiche: personale occupato in alberghi, villaggi turistici, campeggi, ostelli, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze e, più in generale, in tutte le attività turistico ricettive, alberghiere ed extralberghiere.
Secondo i dati ufficiali INPS, si tratta di circa 290 mila lavoratori (410 mila in periodi di alta stagione), occupati presso più di 28.000 datori di lavoro. Secondo i dati CNEL, il CCNL appena rinnovato è altamente rappresentativo dei lavoratori del settore, essendo applicato a più dell’81% dei dipendenti del comparto turistico ricettivo. Secondo FAITA, il settore open-air impegna circa 100.000 addetti, di cui 50.000 diretti.
Le novità per i lavoratori
L’accordo di rinnovo del CCNL Turismo ha stabilito un aumento dei salari, definendo i nuovi valori retributivi, fermi dal 2016. L’aumento sarà erogato gradualmente: per i lavoratori inquadrati al quarto livello, la prima tranche, pari a 70 euro, sarà pagata con la retribuzione del mese di luglio 2024; l’ultima arriverà a novembre 2027 (raggiungendo così un aumento complessivo di 200 euro).
Altra importante novità è l’introduzione di nuove qualifiche, resasi necessaria per restare al passo delle evoluzioni del mercato del lavoro. Entrano così a far parte ufficialmente del quadro giuridico le qualifiche legate alle attività di wellness, food and beverage, nuove tecnologie, marketing e social media management. Per esempio, nell’ambito delle attività di wellness e termali, sono state introdotte le nuove figure di coordinatore della spa, dietista, personal trainer, operatore di assistenza termale e addetto al centro benessere.
Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovani e alle donne. Per i giovani che entrano in azienda sono stati definiti dei percorsi di carriera che prevedono il passaggio al livello superiore dopo quindici mesi di servizio sia per gli addetti al food and beverage sia per gli addetti all’animazione.
Per le lavoratrici (che rappresentano il 55% della forza lavoro nel settore,) sono stati migliorati i benefici concessi ai genitori durante i periodi di congedo obbligatorio e facoltativo, con ricadute positive su tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi. Per le donne vittime di violenza, l’accordo amplia le tutele, prevedendo 3 mesi più ulteriori 3 mesi di congedo retribuito al 100% per le lavoratrici inserite in percorsi di protezione debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio.
Cambia anche la disciplina contrattuale dei contratti a termine: che diventano prorogabili oltre i 12 mesi, ma fino a un massimo di 24, in determinate ipotesi individuate dal CCNL. Ciò riguarda ad esempio i grandi eventi che si terranno in Italia nei prossimi anni, come il Giubileo del 2025 e le Olimpiadi invernali del 2026.
Le novità per le aziende
Il nuovo CCNL porta con sé delle novità anche per le aziende del settore turistico. Innanzitutto, le aziende avranno la possibilità di sviluppare percorsi di reinternalizzazione degli appalti, mirati a migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti e a incrementare la stabilità dei rapporti di lavoro.
Quanto all’assegnazione dei premi di risultato (normalmente connessi a connessi a incrementi di produttività, competitività, qualità e redditività) potrà scattare anche in base al criterio del giudizio della clientela, indice che saràmisurato tramite il tasso di fidelizzazione e le recensioni certificate. L’accordo ha inoltre potenziato il contributo destinato ai fondi di assistenza sanitaria integrativa di categoria (Fast e Qu.A.S), con l’intento di offrire ai lavoratori del settore una rete di protezione ancora più efficace.

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