Eventi e Show In evidenza News

SIA di Rimini: all’Assemblea Nazionale FAITA una fotografia del settore e gli strumenti di domani

single-image

Il SIA Hospitality Design di Rimini ha visto la presenza dell’Assemblea Nazionale di FAITA-FederCamping, che è stata l’occasione per fare una profonda analisi del settore con un evento intitolato: “Ospitalità open-air: quo vadis? Dall’analisi dei dati al sentiment del settore: viaggio dalla conoscenza alla strategia in un settore in continua evoluzione”.

Dopo avere espresso soddisfazione per i risultati ottenuti nella stagione in corso, Alberto Granzotto, presidente di FAITA ha commentato il tema dei costi energetici, ormai fuori controllo: “La crisi energetica è una preoccupazione, perché ha messo in discussione quanto di positivo è stato fatto. E siamo preoccupati anche in prospettiva. Questo è un tema molto importante per il quale servono soluzioni per un settore che dopo le difficoltà di questi ultimi anni ha cominciato a rialzare la testa.”

Compito della Federazione è anche quello di mettere a disposizione dei propri associati strumenti utili per l’analisi del mercato che aiutino le aziende a impostare strategie vincenti. In questo contesto, Threndsha realizzato un censimento del settore. “Questo è il primo step di un lungo percorso di lavoro,” ha detto Granzotto. “Il censimento è fondamentale per conoscere le realtà del nostro settore. Abbiamo individuato alcuni parametri, ma è un lavoro in via di sviluppo: è uno strumento aperto che metteremo a diposizione delle istituzioni per comprendere meglio il potenziale. Il confronto territoriale ci permetterà di avere una visione più ampia per avere spunti di miglioramento”.

Il primo censimento nazionale

Il risultato è stato di 1.996 strutture ricettive censite che sono state monitorate raccogliendone 75 parametri diversi. Del 30% di loro è stato anche possibile raccoglierne i dati di bilancio in quanto società di capitali. Dall’analisi è emerso che in Italia sono presenti oltre 251mila piazzole, circa 39,600 mobile home e una superficie complessiva occupata dai campeggi pari a 7.234 ettari.

Se le strutture classificate a 5-stelle coprono mediamente quasi 187mila metri quadri, quelle a 1- o 2-stelle si fermano a poco più di ventimila. In media, le strutture italiane hanno una superficie pari a circa quattro ettari con 140 piazzole. Sempre mediamente si parla di 19 bungalow/appartamenti, 24 mobile home e 3 unità glamping, a testimonianza che per questo segmento ci sono ancora ampi margini di crescita. Giorgio Ribaudo, direttore di Thrends, ha poi sottolineato come il fatturato medio per piazzola sia variabile da circa 4.400 euro fino a 12.100 euro per una struttura a 5-stelle.

Al via l’osservatorio FAITA

Valeria Minghetti, ricercatrice CISET Università Ca’ Foscari, ha invece parlato di un altro strumento utile per FAITA, i suoi associati e le istituzioni. “Stiamo cercando di costruire un osservatorio per offrire uno strumento sempre aggiornato,” ha detto. “Siamo partiti analizzando l’estate 2022, ma dal prossimo anno vogliamo capire come vanno le cose sin dall’inizio della stagione”.

In sostanza è stato definito un campione di 300 aziende a cui sono stati chiesti i dati relativi al periodo maggio-ottobre. Dalle risposte è emerso che arrivi e presenze dei turisti italiani sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,4% i primi e 0% le seconde), mentre gli stranieri sono aumentati: +10,2% gli arrivi, +9,2% le presenze. Il fatturato è cresciuto in media del 5,8 per cento.

I risultati della Survey Open-Air 2022

A Magda Antonioli, professoressa dell’Università Bocconi, presidente dell’Osservatorio Turistico Nazionale e vicepresidente della ETC (European Travel Commission), il compito invece di illustrare i risultati della Survey Open-Air 2022. Qui sono state raccolte le risposte di un campione composto da 619 persone, di cui 545 (428 italiane, 117 straniere) che hanno già sperimentato la vacanza in campeggio e 74 (67 italiane, 7 straniere) che invece non lo hanno mai fatto.

Nel gruppo di chi l’open-air lo ha già scelto, le destinazioni preferite sono il mare (83%), i laghi (19%), i borghi (16%), la montagna (14%), i parchi naturali (12%) e le città principali (8%). Il 78 per cento va in vacanza all’aria aperta con la famiglia, il 23% in coppia, il 12% con gli amici, il 9% con la famiglia di soli adulti, il 3% da solo.

Il 38 per cento utilizza una sistemazione propria (21% camper o caravan, 17% tenda), mentre il 51% opta per la mobile home. La soddisfazione media raggiunge un valore di 7,91 (su una scala che arriva a 10) dal 7,77 registrato nel 2020, mentre il Net Promoter Score – che indica quanto i frequentatori di campeggi sono propensi a consigliare questo tipo di vacanza a parenti, amici e conoscenti – raggiunge il 57% (sopra il 40% questo valore è considerato ottimo), contro il 49% del 2020.

Germania, un segnale da non ignorare

In un clima di sostanziale positività si è inserito l’intervento di Uwe Frers, CEO di ADAC Camping, che complimentandosi con le strutture italiane per i risultati raggiunti ha però voluto sottolineare come le attuali incertezze internazionali ed economiche possano minare le certezze maturate dal settore. Non è in dubbio che i turisti amino la vacanza all’aria aperta, ma solo il fatto che guerra e inflazione stanno insinuando qualche dubbio nella testa dei tedeschi, la cui propensione all’acquisto è scesa in questo periodo ai minimi storici. Non si tratta di un “allarme rosso”, ma solo di un segnale che non va ignorato per evitare di dover affrontare nella stagione 2023 delle impreviste delusioni.

Verso un protocollo ESG

Infine, Vincenzo Scotti, per IMQ eAmbiente, ha parlato della necessità di definire un protocollo ESG (Environmental, Social and Governance) che permetta di qualificare gli operatori del settore del turismo all’aria aperta. L’obiettivo è quello di consentire a FAITA di introdurre un marchio di garanzia da diffondere agli associati.

Nella prima fase si prevedono la mappatura e l’analisi di tutti i principali indicatori per la sostenibilità ambientale, sociale e gestionale per poi passare alla definizione delle potenziali linee guida del protocollo. Nella terza fase partirà un progetto pilota con lo svolgimento di audit sul campo che coinvolgeranno dieci strutture selezionate. Infine, si arriverà alla presentazione di un Manifesto che permetterà di identificare una serie di azioni concrete applicabili alle realtà pilota.

You may also like