A Rimini si è inaugurato giovedì 12 ottobre il SIA Hospitality Design, manifestazione all’interno della quale il settore del camping ha un importante spazio, anche grazie alla collaborazione con FAITA-FederCamping. In mattinata si tenuto il convegno dal titolo “Strategie e soluzioni emergenti. Ricettività open-air attuale e futura, tra esigenze degli ospiti, dell‘industria e dell‘ambiente”. Due gli interventi più interessanti.
Nel primo, Valentina Fioravanti, Chief Marketing Officer di Human Company, ha parlato dei trend che si stanno registrando nel settore, evidenziando in particolare come stiano crescendo la domanda di servizi e la ricerca del benessere. La sharing economy è un elemento che è entrato a far parte di questo mondo, mentre si fa sempre più strada il fenomeno dell’hôtellerie. Infine, la sostenibilità si conferma come una tendenza fondamentale.
Agli italiani piace outdoor
Human Company ha anche commissionato all’Istituto Piepoli una ricerca, realizzata su un campione di circa 2.000 persone, per sapere come sono andate le vacanze degli italiani. Rispetto al 2021, la percentuale di italiani che si è concessa un periodo di pausa è passata dal 31 al 56%, e di questi uno su cinque ha scelto la vacanza outdoor.
Del 19% del campione che ha rivolto le sue attenzioni al turismo all’aria aperta, il 6% ha optato per il villaggio, il 5% per l’agriturismo, il 3% per il camping in bungalow o tenda, il 2% per il camping con un veicolo ricreazionale e un altro 2% per la casa mobile. A seguire agricampeggi, rifugi montani e vacanza itinerante.
Chi ha deciso per l’open-air, pur concentrando le sue attenzioni nei mesi di luglio e agosto (rispettivamente il 37 e il 53% del totale) ha sfruttato un po’ di più i mesi “spalla”, cioè maggio e settembre, rispetto agli altri vacanzieri: 10% a maggio (contro il 7%) e 18% a settembre (contro il 17%). Anche a giugno gli amanti dell’outdoor sono stati di più (37% rispetto a 34%).
L’82 per cento del campione ha scelto l’Italia (contro l’11% di chi ha preferito uscire dai confini nazionali e il 7% di chi ha fatto vacanza sia nella penisola sia all’estero), con il 71% che lo ha fatto semplicemente perché preferisce il Belpaese e il 17% per motivi economici. In totale, negli ultimi due anni, un italiano su quattro ha scelto una vacanza open-air. Ultimo dato interessante dalla ricerca di Human Company/Istituto Piepoli è che in media il turista outdoor ha speso 1.787 euro contro i 1.438 di chi ha preferito una vacanza più tradizionale.
Verso un’esperienza unica
Il secondo intervento interessante è stato quello di Alessandro Van de Loo, di Vacanze col Cuore, che dopo avere raccontato come sono cambiati i costumi degli amanti delle vacanze all’aria aperta (prima caravan, poi piazzola attrezzata con tenda e infine mobile home) ha spiegato come a un certo punto, negli anni 2000, i campeggi europei siano diventati tutti molto simili, almeno dal punto di vista del prodotto.
L’evoluzione seguente ha visto da una parte un ospite sempre più contento di questa tipologia di offerta, ma dall’altra sempre più orientato alla ricerca di un’esperienza unica. Vacanze col Cuore ha saputo dare risposta a questa richiesta inventando il concetto di glamping, oggi a dire il vero un po’ abusato. Ancora una volta, quindi, bisogna spingere l’acceleratore nella direzione dell’unicità dell’esperienza, perché non basta avere una tenda con bagno per parlare di glamping.
Oggi l’ospite è alla continua ricerca di prodotti particolari, come le tiny house che spopolano nel Nord Europa. E ogni location deve avere la sua specifica caratterizzazione. Di grande impatto oggi sono anche le cosiddette “nature house”, che hanno tipicamente una struttura un po’ più basica, ma che danno emozione grazie all’integrazione paesaggistica. In questo contesto, si affacciano nuovi target, come le coppie alla ricerca di qualcosa di originale e che hanno bisogno di nuove proposte. La risposta può arrivare dalle suite open-air, con servizi di tipo alberghiero e, prossimamente, con idee come la Victoria Room, che l’ideatore Crippaconcept definisce come “the hotel way of camping”.

Secondo l’Osservatorio di Human Company le vacanze open-air saranno il successo dell’estate 2023