Le proteste dell’intero settore turistico spagnolo – che negli scorsi mesi erano riuscite a ritardare l’entrata in vigore del nuovo Registro dei viaggiatori – nulla hanno potuto infine contro la decisa volontà del Governo di attuare la riforma prevista dal Regio Decreto 933/2021.
Dal 2 dicembre è attiva la piattaforma che impone alle agenzie di viaggio, alle strutture ricettive (compresi campeggi e aree di sosta per camper) e alle società di autonoleggio di trasmettere al Ministero dell’Interno più di 40 informazioni per ogni prenotazione. Lo stesso Ministero ha comunicato che nei soli primi tre giorni di funzionamento, il sistema ha ricevuto 323.642 registrazioni.
Le polemiche continuano
Le associazioni di settore continuano a denunciare il fatto che la misura, così come attuata, pone problemi di violazione della privacy di chi soggiorna in strutture turistiche, noleggia un’auto o acquista un servizio in un’agenzia di viaggi. Sulla piattaforma, infatti, devono essere caricati sia i dati personali dei viaggiatori che i dati bancari relativi alla transazione effettuata (per esempio, la modalità di pagamento, il numero della carta di credito o il numero del conto bancario).
Non solo: il sistema comporta un eccessivo carico burocratico per gli operatori turistici, esponendoli al rischio di pesanti multe in caso di violazione degli obblighi di comunicazione. Il tutto andrebbe infine a discapito dell’immagine della destinazione Spagna, con il rischio di un significativo calo di presenze turistiche.
Per questo, ad appena due giorni dall’entrata in vigore del Registro dei viaggiatori, il partito Iustitia Europa ha chiesto la sospensione cautelare del regolamento, presentando un ricorso contenzioso-amministrativo presso l’Alta Corte Nazionale contro il Regio Decreto 933/2021, sostenendo che la sua applicazione avrebbe un “grave impatto sul turismo e sull’immagine della Spagna”.
Per Iustitia Europa, il decreto “invade la privacy di milioni di turisti, cittadini spagnoli e stranieri” richiedendoinformazioni estremamente sensibili, come dati finanziari, relazioni familiari o di parentela e metodi di pagamento. Anche la Confederazione spagnola degli alberghi e delle strutture ricettive turistiche (CEHAT) e la Confederazione spagnola delle agenzie di viaggio (CEAV) non escludono di intraprendere nei prossimi giorni azioni legali contro il Registro dei viaggiatori.

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