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Turismo sostenibile: il report Human Company fotografa le nuove tendenze dei viaggiatori italiani

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Il turismo sostenibile è sempre più al centro delle scelte degli italiani, con una particolare attenzione al rapporto tra viaggio e rispetto per l’ambiente. A testimoniarlo è l’ultima edizione dell’indagine “Turismo & Sostenibilità”, realizzata da Human Company, realtà attiva da oltre quarant’anni nel settore del turismo open air, in collaborazione con l’istituto di ricerca BVA Doxa.

Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di oltre mille adulti italiani che hanno effettuato almeno un viaggio turistico di tre o più giorni nell’ultimo anno, esplora la percezione e i comportamenti legati al turismo sostenibile.

Un primo, importante, dato che emerge è che ben l’80% dei viaggiatori è consapevole dell’impatto delle proprie scelte sulle destinazioni visitate ed è disponibile a modificare le proprie abitudini in modo più responsabile. Tuttavia, questa propensione si manifesta in modo più marcato quando si tratta di azioni semplici e intuitive, come il rispetto della flora e della fauna locali, la gestione dei rifiuti, l’attenzione ai consumi energetici o la tutela delle risorse naturali, azioni che hanno raccolto oltre il 30% delle preferenze degli intervistati.

Quando però si è chiesto se si fosse disponibili a mettere in pratica scelte che richiedono un maggiore impegno personale, come l’adozione di un regime alimentare più sostenibile, la scelta di strutture con certificazioni ambientali o la partecipazione ad attività di volontariato ambientale, il consenso raccolto è stato decisamente inferiore, con appena il 13% per le prime due opzioni e solo il 7% per l’ultima.

Agriturismi, rifugi di montagna e campeggi i più apprezzati

Secondo il report di Human Company, le strutture open-air risultano tra le più apprezzate in termini di sostenibilità. Agriturismi (91%), rifugi di montagna (86%) e campeggi e villaggi turistici (84%) guidano la classifica delle tipologie di ospitalità considerate più rispettose dell’ambiente. La loro forza sta nell’offrire ai viaggiatori un’esperienza di soggiorno a contatto diretto con la natura e uno stile di vita più autentico e sano. Per questo, sono percepiti come soluzioni autenticamente sostenibili.

Seguono bed & breakfast (76%), case vacanza e ostelli (71%), mentre hotel (30%), resort (24%) e crociere (14%) risultano nettamente distaccati, evidenziando come la percezione di sostenibilità sia strettamente legata al tipo di esperienza offerta.

Il contesto in cui avviene il soggiorno non è però l’unico elemento alla base della scelta della struttura ricettiva, perché altri criteri ambientali entrano sempre più in gioco nella valutazione dei viaggiatori. Tra questi, l’uso di fonti di energia rinnovabili, l’attenzione all’eliminazione della plastica, la valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali, la presenza di spazi verdi e percorsi per la mobilità dolce, nonché pratiche efficaci di gestione dei rifiuti e risparmio idrico.

In ogni caso, la quasi totalità del campione (95%) concorda sul fatto che sia possibile adottare pratiche di turismo sostenibile anche durante una vacanza urbana attraverso la valorizzazione delle eccellenze territoriali, la ricerca di percorsi ed esperienze autentiche e non “di massa” e la scelta di partire nei periodi di bassa stagione.

Tendenze vacanze 2025: mare, cultura e natura

Guardando al 2025, il mare si conferma la destinazione preferita per il 51% degli italiani (con un picco del 58% tra le famiglie con bambini), seguito dal turismo culturale (45%) e dalla montagna (19%). Crescono anche i circuiti legati al benessere (17%) e all’enogastronomia (16%), soprattutto tra i più giovani. Il turismo d’avventura, sportivo e religioso, invece, rimane di nicchia.

Il turismo outdoor si conferma una realtà ben radicata tra gli italiani, con il 75% degli intervistati che lo pratica abitualmente, di cui uno su tre con elevata frequenza. Le motivazioni che spingono verso questo tipo di vacanza sono molteplici e includono la bellezza e la varietà del paesaggio (37% di preferenze), le condizioni climatiche favorevoli (31%) e il rispetto per lambiente (30%), anche se, con riferimento a quest’ultimo criterio, si nota una minore attenzione quando si tratta di indicatori più tecnici, come certificazioni green o politiche ambientali (8%).

Durante un soggiorno in una struttura outdoor, l’impegno verso la sostenibilità è apprezzato soprattutto quando si traduce in risultati tangibili e facilmente fruibili dai viaggiatori: è il caso dell’utilizzo di prodotti a km 0 nei ristoranti e nei market interni (83%), dell’utilizzo di soluzioni per la riduzione della plastica (78%) e dell’impiego di energie rinnovabili (77%).

Altre azioni apprezzate dagli ospiti di un campeggio sono gli interventi di rigenerazione (76%) e promozione del territorio (75%), gli spazi didattici (75%) e le aree dedicate al benessere fisico e mentale (71%). Meno incisiva invece risulta la percezione delle soluzioni digitali o delle partnership ambientali, ancora distanti dalle aspettative più immediate dell’ospite.

Human Company rinnova il suo impegno per un turismo più sostenibile

Human Company ha aggiornato il proprio Piano di Sostenibilità 2023-2027, basato su tre pilastri fondamentali: natura, comunità locali e persone. L’azienda ha presentato un bilancio delle numerose iniziative già avviate e in costante evoluzione, con l’obiettivo di integrare la sostenibilità in ogni aspetto delle sue attività.

Tra le azioni più rilevanti figura l’elaborazione di una carbon strategy, pensata per ridurre le emissioni di gas serra, affiancata dalla redazione del bilancio di sostenibilità 2024 e da interventi concreti per migliorare la gestione dei rifiuti e l’accessibilità delle strutture open air. In quest’ottica, è stata realizzata una mappatura fitostatica per monitorare il patrimonio verde e calcolare la quantità di CO₂ assorbita. Inoltre, sono state installate mobile home inclusive all’interno dei villaggi hu openair, progettate per garantire comfort e accessibilità a tutti.

L’energia utilizzata proviene al 100% da fonti rinnovabili, certificata da garanzie d’origine (GO), mentre si lavora per dotare tutte le case mobili di sistemi IoT capaci di misurare e ottimizzare i consumi energetici.

Sul piano sociale, Human Company ha lanciato programmi formativi dedicati alla diversità e all’inclusione, coinvolgendo oltre 250 studenti in progetti didattici legati all’accoglienza e alla valorizzazione del territorio. Parallelamente, è stato avviato un importante piano di mobilità sostenibile, con l’installazione di oltre 46 colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e accordi con operatori del trasporto pubblico per incentivare l’uso di mezzi collettivi.

A rafforzare ulteriormente il percorso sostenibile del Gruppo è arrivato un accordo di finanziamento con Unicredit, che prevede il raggiungimento di due obiettivi ESG nei prossimi sette anni: un progressivo aumento delle ore di formazione in materia di sostenibilità e una riduzione costante delle emissioni, in linea con le priorità della transizione ecologica.

Siamo consapevoli che la transizione verso un turismo più sostenibile è una delle sfide più urgenti del nostro tempo,” ha dichiarato Mattia Rosati, Chief Corporate Services Officer di Human Company e di Mercato Centrale. “Ci impegniamo a portare avanti un percorso concreto e coerente, che tenga conto sia delle esigenze ambientali sia del rispetto delle diversità socio-culturali. Il nostro piano di sostenibilità ci ha già permesso di raggiungere risultati significativi e continuerà a guidarci verso un futuro in cui ci auspichiamo che il turismo sia più green e inclusivo. Condividiamo annualmente i nostri progressi ed i traguardi raggiunti, nella convinzione che la sostenibilità non sia solo una meta, ma un processo continuo e partecipato, che richiede l’impegno di tutti”.

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