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Non solo spiagge: a Cavallino Treporti nasce il laboratorio del turismo all’aria aperta

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Cavallino Treporti, capitale europea del turismo all’aria aperta, ha ospitato “Lo Stato del Turismo in Italia”, evento promosso da la Repubblica. Una giornata di dibattito e networking che ha visto confrontarsi ministri, parlamentari, amministratori locali e i principali protagonisti dell’hôtellerie de plein air. Al centro, il modello open-air – cuore pulsante di questa località veneta – e le strategie per rendere il turismo sostenibile, diffuso e di qualità.

Il panel politico ha dato voce al consigliere della ministra del Turismo Gianluca Caramanna (Fratelli d’Italia), alla presidente ENIT Alessandra Priante, al responsabile nazionale Turismo di Forza Italia Carlo De Romanis, al co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli, al responsabile economico del PD Antonio Misiani e alla senatrice di Italia Viva Raffaella Paita. Moderato da Giuseppe Colombo, il confronto ha mostrato sensibilità comuni e divergenze su temi cruciali: sostenibilità, concessioni balneari, infrastrutture.

Alessandra Priante, presidente ENIT

Priante ha osservato che “non è cambiato il turismo, è cambiato il turista. Oggi non si viaggia più per destinazione, ma per motivazione”. Caramanna ha difeso il modello open-air come “un turismo che nel post-Covid ha visto crescere arrivi e presenze” e ha ricordato i finanziamenti pubblici per nuove aree di sosta. Bonelli ha invitato a non dimenticare i turisti italiani, “penalizzati da rincari su spiagge e servizi”, e ha chiesto più mobilità sostenibile nel Mezzogiorno. De Romanis ha messo in guardia dal rischio di “snaturalizzare le nostre spiagge” con bandi che favoriscono le multinazionali. Misiani ha posto l’accento sui lavoratori del settore, mentre Paita ha denunciato “la perdita di potere d’acquisto del ceto medio” e la necessità di un vero piano strategico per il turismo.

Le città d’arte e le comunità marine

Il confronto è proseguito con tre amministratori simbolo di tre modelli turistici differenti: Sara Funaro, sindaca di Firenze; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente ANCI; Roberta Nesto, sindaca di Cavallino Treporti.

Funaro ha illustrato il caso di Firenze, città UNESCO con 360.000 abitanti e oltre 15 milioni di turisti l’anno: “Abbiamo 8.000 case popolari e 16.000 appartamenti dedicati agli affitti brevi: serve un freno se vogliamo preservare il centro storico come spazio di vita e identità”, ha detto. Ha poi ricordato le misure adottate sul fronte degli affitti brevi, del decoro urbano, delle limitazioni alle attività di ristorazione e alle “keybox” nel centro UNESCO, per tutelare residenti e patrimonio.

Manfredi ha portato l’esempio di Napoli, città che negli ultimi anni ha registrato una crescita turistica senza precedenti: “Il turismo è una grande risorsa, ma va regolamentato. Altrimenti rischiamo conflitti tra residenti e visitatori come accaduto a Barcellona”, ha avvertito. Ha citato i provvedimenti per contingentare gli affitti brevi nelle aree più congestionate e il blocco delle nuove licenze food & beverage nel centro storico, introdotto “insieme all’associazione dei commercianti” per riequilibrare la pressione.

Roberta Nesto, sindaca di Cavallino Treporti

Roberta Nesto ha spostato l’attenzione sulle comunità marine, chiedendo un riconoscimento legislativo che consenta ai comuni costieri di avere strumenti specifici per gestire flussi e servizi: “Cavallino Treporti d’inverno ha 13.200 abitanti, d’estate ne accoglie fino a 120.000: l’indice di pressione turistica è più alto di Roma. Se vogliamo equilibrio tra residenti e ospiti servono infrastrutture adeguate e poteri effettivi per gestire i flussi”, ha affermato.

Manfredi ha definito l’approccio “un’idea molto intelligente” e ha confermato che ANCI sta lavorando per dare poteri regolatori differenziati ai sindaci: “Non è un problema di destra o sinistra: senza strumenti corriamo il rischio che un processo non regolato diventi un processo sbagliato”.

L’open-air come punta avanzata del turismo italiano

La sessione dedicata al turismo all’aria aperta – moderata da Jessica Muller Castagliuolo – ha avuto un peso centrale, confermando Cavallino Treporti come “capostipite” di questo modello in Europa per presenze, qualità e quantità dell’offerta. Sono intervenuti Alberto Granzotto, presidente di FAITA-Federcamping; Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria; Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto e vicepresidente nazionale; Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato Confcommercio.

Marina Lalli ha portato dati molto positivi: “Luglio e agosto hanno superato i risultati straordinari del 2023 con un +7%. Ma il dato più importante è la destagionalizzazione: stiamo riuscendo ad allungare la stagione e a delocalizzare i flussi”. Schiavon ha invitato a leggere i numeri con realismo, ricordando i 630.000 appartamenti extra-alberghieri che, grazie al codice identificativo, hanno cambiato il benchmark: “Oggi le statistiche fotografano un mercato molto più ampio e variegato”.

Alberto Granzotto, presidente di FAITA-Federcamping

Gattinoni ha indicato le quattro leve per crescere: “Formazione vera sul campo e risorse per trattenere il personale 12 mesi l’anno; digitalizzazione; fiscalità equa; trasporti efficienti per programmare l’offerta. Senza questi pilastri non si può parlare di qualità”. Granzotto ha insistito sul binomio ambiente-imprenditorialità: “La vacanza open-air è natura, esperienza e sostenibilità. Se l’imprenditore non crede davvero all’ambiente, non regge nel tempo”. Ha citato i progetti FAITA su economia circolare e gestione delle mobile home a fine vita, sottolineando anche la necessità di infrastrutture adeguate per un turismo che si muove con mezzi propri di grandi dimensioni.

Dal dibattito è emerso che il privato da solo non basta. “Il privato da solo fa poco, il pubblico da solo fa poco: servono equilibrio e sinergia”, ha detto la sindaca di Cavallino Treporti Roberta Nesto, raccogliendo il consenso degli operatori. La località veneta è stata riconosciuta da tutti come esempio di eccellenza nell’accoglienza e nella qualità della vacanza, con un potenziale ancora enorme di crescita per tutto il Paese. “Il cliente che sceglie la vacanza all’aria aperta cerca natura e autenticità,” ha aggiunto Granzotto. “Sta a noi, imprenditori e amministratori insieme, garantire che le nostre destinazioni restino vive e accoglienti per residenti e turisti”.

Trasporti e intermodalità: infrastrutture per gestire i flussi

Il panel sui trasporti ha affrontato il nodo dell’accessibilità, con Alessandro Vannini Scatoli, presidente di FS Treni Turistici Italiani, Monica Scarpa, amministratrice delegata del gruppo SAVE (aeroporti di Venezia, Treviso, Verona, Brescia e Charleroi) e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi.

Scatoli ha raccontato l’esperienza della nuova società FS, nata nel 2023, che nel 2024 ha trasportato 40.000 passeggeri con 600 treni storici e turistici: “Il nostro è un turismo lento ma rapido nelle decisioni: salire sul primo gradino della carrozza è già parte dell’esperienza”. Ha spiegato come intermodalità e personalizzazione – dalle carrozze panoramiche ai vagoni per biciclette – possano sostenere la destagionalizzazione e portare i flussi in aree meno battute.

Scarpa ha ricordato che ogni passeggero di volo aereo genera 90-100 euro di PIL: “Ma mancano aeromobili e piloti, le rotte si sono allungate, i prezzi crescono. Serve programmazione e dialogo con i territori per non perdere competitività”. Ha spiegato come il 40% dei passeggeri in arrivo a Venezia si sposti poi verso altre aree del Veneto e d’Italia, confermando il ruolo dello scalo come porta d’ingresso del Paese e sottolineando l’importanza dell’intermodalità con il sistema ferroviario.

Rixi ha rilanciato: “Non parlo di overtourism sul 4% del territorio, ma di sottoturismo sul 96%: dobbiamo aprire nuove aree e collegare porti, aeroporti e alta velocità”. Il viceministro ha illustrato il piano di investimenti fino al 2032 per ammodernare reti ferroviarie e autostradali e collegare direttamente gli hub aeroportuali con l’alta velocità.

Energia: reti resilienti e comunità energetiche

Nel panel finale Filippo Nicolò Rodriguez, responsabile Affari Istituzionali Macroarea Nord di Enel Italia, ha spiegato che il costo dell’energia in Italia è in linea con la media europea per le famiglie e ha illustrato gli strumenti per abbassarlo ulteriormente per imprese e PMI: investimenti in rinnovabili, accumuli, contratti di lungo termine e reti.

Le reti sono l’abilitatore della transizione. Non basta installare rinnovabili: serve capacità di accogliere nuovi produttori, resilienza agli shock climatici e informatici, digitalizzazione per prevedere e gestire le emergenze”. Rodriguez ha descritto le comunità energetiche rinnovabili come strumento democratico per abbattere costi ed emissioni e, al tempo stesso, occasione di turismo industriale: “Le nostre infrastrutture possono diventare palcoscenico di cicloturismo, maratone, visite scolastiche: è un modo per raccontare la transizione e sviluppare i territori”.

Cavallino Treporti come modello

La giornata di Cavallino Treporti ha mostrato che il turismo all’aria aperta è oggi la punta avanzata dell’offerta italiana. Meno slogan e più strategie: infrastrutture e intermodalità per festire i flussi oltre il 4% del territorio; energia e reti resilienti come alleate del turismo sostenibile; formazione, digitalizzazione e fiscalità equa per elevare la qualità. Come ha detto Marina Lalli, “la destagionalizzazione e la delocalizzazione non sono più un sogno ma un processo in corso”. E come ha concluso Granzotto, “il cliente che sceglie l’open-air cerca natura e autenticità: sta a noi garantirle”.

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