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Sostenibilità ESG sotto i riflettori a Riva del Garda, con la Faita impegnata a definire un protocollo specifico

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Sostenibilità d’impresa e i pilastri ESG: un nuovo modo virtuoso e profittevole per la gestione delle strutture ricettive open-air”. È questo il titolo del convegno scelto da Faita Federcamping che ha riunito a Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, a Riva del Garda, molti rappresentanti del settore del turismo all’aria aperta. Parlare di sostenibilità ESG (Environmental, Social, and Governance) significa troppo spesso concentrarsi sugli aspetti legati all’ambiente, trascurando quelli relativi al tema sociale e alla governance aziendale. Inoltre, è sempre difficile misurare le attività e i progressi compiuti dalle imprese in questo campo. Faita ha quindi messo a punto un protocolloche consente di valutare con uno score obiettivo le prestazioni ESG degli associati.

Di “overturism” e impatto sui territori delle attività dirette e connesse al settore turistico si parla da almeno un decennio. La materia è diventata di stringente attualità a causa del brusco cambiamento climatico che coinvolge l’intero pianeta. In questo contesto la ricerca, l’applicazione e la diffusione di criteri di sostenibilità ambientale ed economica diventano priorità irrinunciabili per le imprese dell’open-air.

La posizione di Faita Federcamping

Secondo Alberto Granzotto, Presidente di Faita Federcamping, per affrontare il tema ESG serve un approccio scientifico. “Ci sono decine, se non centinaia, di etichette e certificazioni, che sembrano più una forma di green washing che un reale approccio alla sostenibilità,” ha detto. “Abbiamo iniziato un percorso individuando una serie di indicatori che abbiamo personalizzato per il settore, aggiungendone uno specifico legato all’accessibilità”.

Il turismo all’aria aperta rappresenta oltre il 16 per cento dei flussi turistici nazionali. Le strutture ricettive di medie dimensioni (quelle che superano i dieci milioni di ricavi) lo stanno gestendo con attenzione e in modo preparato, ma quando si parla di aziende con livelli di fatturato inferiori e con governance più familiari si riscontrano minori attenzione e conoscenza. Il metodo sviluppato da Faita vuole essere uno strumento di aiuto per queste realtà.

Essere impresa virtuosa,” ha aggiunto Granzotto, “significa anche essere efficienti con un monitoraggio e controllo del proprio ciclo produttivo per far crescere l’impresa anche dal punto di vista finanziario. La parte del sociale è quella più importante: sviluppare un’azienda sostenibile significa supportare anche i propri collaboratori e creare condizioni di lavoro migliori”.

La definizione del protocollo

A Manfredi Vale, Leader Sustainability e Area Manager di IMQ eAmbiente, è spettato il compito di spiegare come è stato costruito il progetto pilota che ha portato alla definizione del protocollo di valutazione aziendale che potrebbe essere sottoposto a tutti gli associati. In questa fase sono state coinvolte dieci strutture tra Veneto e Lombardia che hanno dato la loro adesione. L’obiettivo era quello di creare un sistema di rating, capire come definire le linee di azione e agevolare l’accesso al credito. Dopo avere messo a punto un questionario tarato sul turismo all’aria aperta, si è passati da un processo di autovalutazione.

Inizialmente sono stati sei i criteri utilizzati: aspetti legali e di governance, energia, circolarità, terra/aria/acqua, benessere/felicità/salute ed educazione/mobilità. In nessuna struttura sono state registrate mancanze di conformità, e sono invece emerse delle best practice, come l’autogenerazione di energia e il recupero dell’acqua. Tra le dieci strutture che hanno preso parte a questa fase si è notata una correlazione diretta tra numero di stelle/fatturato e punteggio: alle strutture con meno stelle/fatturato è corrisposto uno score ESG più basso.

Alla fase di verifica dei risultati, anche attraverso degli audit locali, è poi seguita la definizione del protocollo ESG. Il punteggio medio è risultato pari a 66,2%, con punte che arrivano all’85% e un limite inferiore al 49%. I migliori risultati sono arrivati, forse anche un po’ a sorpresa, dall’area benessere (score medio 74%), seguita da governance ed energia (entrambe al 73%). Migliorabili, invece, educazione/mobilità (63%), circolarità (63%) e terra/aria/acqua(46%).

Dopo questa primissima fase è stato deciso di aggiungere un settimo criterio, identificato in collaborazione con Village for All e Legambiente, riferito ad accessibilità e inclusione. I nuovi indicatori riguardano la comunicazione, collegamento e orientamento, unità abitative, ristorante, piscina/spiagge/aree gioco e servizi igienici comuni e ausili. Infine, i sei criteri originari sono stati leggermente rivisti.

Il lavoro è articolato e complesso e siamo in una fase dinamica,ha commentato Granzotto. “Per questo è importante il confronto con i colleghi. L’attività delle federazioni regionali è fondamentale per portare sensibilizzazione sul territorio. Bisogna creare un clima favorevole a un ulteriore sviluppo. È un argomento complesso che da soli non possiamo affrontare, ma uniti, insieme alle istituzioni, si può fare”.

L’analisi di Faita Trentino

Al lavoro di preparazione di una metodologia comune per l’attribuzione di un punteggio ESG misurabile e confrontabile si è aggiunta un’analisi realizzata da Faita Trentino su 21 strutture ricettive sulle 70 totali. “Dalle dichiarazioni emerge che la sostenibilità ha ricadute economiche positive su tutto il territorio, che l’80% delle aziende investe sull’efficientamento e sul risparmio energetico, e che il 90% degli imprenditori è preoccupato dal cambiamento climatico: avverte l’esigenza di trovare soluzioni alternative in termini di servizi e proposte di svago offerti agli ospiti,” ha sottolineato Sara Battistella, referente scientifico Insi Formazione.Poiché un’azienda può dirsi davvero sostenibile solo se è in grado di mettere a sistema l’ambiente, il sociale e la governance, è indispensabile una maggiore attenzione al capitale umano e alla sua formazione”.

Le 70 imprese open-air trentine sono l’avanguardia del comparto per la tutela ambientale e la sostenibilità,” ha detto Fabio Poletti, Presidente di Faita Trentino.Per gli oltre due milioni e duecentomila presenze la qualità del contesto naturale e il territorio stesso rappresentano la principale motivazione di scelta. Questo è uno studio in cui crediamo molto. L’ESG è un tema di oggi, ma soprattutto di domani. Se ne parla ancora troppo poco, ma vogliamo essere i precursori stimolando i colleghi a capire a che punto ci troviamo”.

Dalle banche alla pratica

Interessante capire anche quale sia il punto di vista del sistema bancario. La strada è tracciata,” ha detto Lorenzo Kasperkovitz, Responsabile Servizio Relazioni Esterne e Sostenibilità di Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano.Noi il percorso di sostenibilità abbiamo iniziato a percorrerlo cinque anni fa, e questo è stato un allenamento propedeutico all’approccio con i clienti. Quando si parla di credito, la PMI non possiede quella struttura necessaria a produrre la mole di dati necessaria a finanziare un investimento sostenibile. Noi vogliamo quindi supportare le aziende in questo percorso. Abbiamo delle politiche creditizie specifiche e l’indicazione di facilitare con tassi agevolati gli investimenti che vanno nella direzione della sostenibilità, e anche se abbiamo degli score ESG non li usiamo ancora in modo automatico”.

Da un punto di vista pratico, il contributo alla discussione è arrivato da Sigmar Cavazza, titolare del Fornella Camping & Wellness Family Resort, che ha spiegato come la sua struttura sia stata in grado di ottenere al CMT di Stoccarda un riconoscimento per la Sustainability & Environmental Awareness.

Penso che abbiamo conquistato questo premio perché abbiamo un processo che prevede un percorso di miglioramento costante,” ha affermato Cavazza. “Lo abbiamo ricevuto per la ‘E’ della sigla ESG, grazie all’aiuto di Ecocamping. Training del personale, informazione & consapevolezza sia del personale che degli ospiti e raccolta & analisi dei dati sono stati la vera parte impegnativa della sfida, perché sono questi gli aspetti che ci permettono di continuare a evolvere”.

Mauro Santinato, CEO di Teamwork, ha raccontato invece di come si stia portando avanti a Rimini il progetto Eco Mood Hotel, evidenziando però come la sostenibilità economica non sia sempre compatibile con la governance, ovvero con gli aspetti economici, perché i costi aumentano del 30/40%.

Focus sulla qualità

Alberto Granzotto ha riassunto così l’attuale situazione: “Il comparto è in profonda evoluzione e da tempo la Federazione è impegnata a sostenere le imprese in un percorso che coniughi gli obbiettivi ambientali di sostenibilità con un’offerta qualitativamente elevata. Possiamo farlo concretamente grazie alla collaborazione con partner competenti e qualificati”.

A chiudere i lavori è stato Roberto Failoni, Assessore al Turismo della Provincia di Trento. “Le imprese del settore open-air sono molto attente alla sostenibilità e hanno capito l’importanza di aiutare l’ambiente e di coinvolgere i turisti, sempre più sensibili a questo tema,” ha detto. “La giornata di oggi è molto importante per far capire come agire al meglio per ottenere risultati sempre più vicini agli obiettivi di sostenibilità ambientale. Il Trentino è all’avanguardia, ma bisogna continuare ad alzare l’asticella della qualità per raggiungere risultati sempre migliori”.

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