Il percorso di avvicinamento al Salone del Camper 2023, che si terrà a Parma dal 9 al 17 settembre, è iniziato con un interessante webinar. Organizzato dal Salone del Camper Lab, si intitola “Digitale e Metaverso. Opportunità e strumenti per il turismo open-air”. Si sono confrontati Gloria Oppici (Brand Manager del Salone del Camper), Ludovica Sanpaolesi (Direttore di APC), Alberto Granzotto (Presidente di FAITA-FederCamping), Gianluca Tomellini (Presidente AIASC), Giorgio Proglio (Fondatore di Tabui App), Matteo Botti (Digital Strategist AICOD), Gualtiero Carraro (CEO di Carraro Lab) ed Edoardo Colombo (Advisor BTM).
La giornalista Sabrina Talarico ha moderato l’evento, evidenziando l’importanza del mondo digitale e sottolineando che il metaverso non va visto come una sostituzione del viaggio, ma come un supporto che si può dare al viaggiatore in ogni fase del suo percorso, dall’approccio iniziale fino ai ricordi che ne derivano.
Un salone di turismi
L’intervento di Gloria Oppici ha messo in evidenza il fatto che i visitatori del Salone non sono solo camperisti, ma turisti esperienziali, che vanno a visitare una manifestazione capace di riunire centinaia di veicoli proposti da tutta l’industria europea in un unico posto.
“Non tutti quelli che partecipano possiedono già un camper: molti sono novizi, famiglie che praticano sport in natura, che hanno animali con sé, che trovano nella vacanza in libertà la risposta alle proprie esigenze”, ha detto. “È certo un salone automotive, ma soprattutto di turismi. Per numeriche dà una soddisfazione straordinaria a tutti quelli che operano nel settore, sia amministrazioni sia operatori e imprenditori impegnati nell’accoglienza. È un pubblico che lascia molti soldi sul territorio, non solo per la ristorazione, ma anche per l’acquisto di prodotti tipici. Il nostro è un paese straordinario, molto frequentato dagli stranieri, e tutti noi ci muoviamo più spesso. Noi vogliamo andare oltre il passaparola e per questo vogliamo parlare di digitale e metaverso”.
Secondo Oppici, sfruttando le potenzialità del digitale e del metaverso è possibile conoscere meglio la destinazione prima di partire e poi declinare in modi diverso l’esperienza di viaggio. Ognuno può costruirsi la vacanza che sogna e che vuole, delineando con maggiore precisione gli itinerari. Ecco perché è necessario attrezzare il nostro paese con approdi adeguati alla meraviglia di questo tipo di turismo.
Otto motivi per digitalizzare
Ludovica Sanpaolesi, Direttore di APC – Associazione Produttori Caravan e Camper, ha offerto otto buoni motivi per pensare concretamente alla digitalizzazione del settore.
- Il primo motivo è il grande potenziale europeo, con un parco circolante di oltre sei milioni e 151 mila veicoli, di cui circa 3,5 milioni di caravan e 2,64 milioni di camper, dove i camper sono in forte crescita. Sono numeri che vedono coinvolti, come stima, circa 20 milioni di turisti europei.
- I camperisti spendono. Un istituto di ricerca tedesco ha ricevuto dall’ECF l’incarico di studiare la spesa sui territori. Il risultato è che la spesa turistica dei turisti itineranti in Europa è valutato in 23,37 miliardi di euro. E questo importo esclude completamente la spesa per l’acquisto dei veicoli.
- Il terzo è un motivo più culturale. Il camper non è solo un mezzo destinato alla vacanza, ma al tempo libero più in generale. È un concetto un po’ liquido di vacanza. Il camper, meglio di altri strumenti, può aiutare a interpretare questa nuova tendenza.
- La destagionalizzazione: i turisti in camper viaggiano tutto l’anno, anche in bassa e bassissima stagione e sono quindi un’opportunità importante per tutte le imprese del territorio. E in questo contesto il digitale è importante: Sfruttandolo, un’area di sosta può rimanere aperta tutto l’anno contenendo al massimo i costi di gestione. La digitalizzazione non serve solo per attrarre pubblico, ma anche per gestire le strutture ricettive.
- Il pubblico dei camperisti è trasversale, ma oggi l’età media si sta abbassando e questo favorisce la fruizione di metodi digitali di comunicazione. Non accade solo in Italia, ma in tutta Europa.
- La qualità del turismo in camper, che è un turismo slow, dove le persone amano approfondire i territori e usufruire dei prodotti enogastronomici locali. Digitalizzazione e metaverso possono contribuire a crea uno storytelling che potrà rendere protagonisti anche i luoghi più piccoli, come i borghi, o con minore tradizione turistica.
- L’Italia ha un grande potenziale. Nei motori di ricerca la ricerca della parola “Italia” è quasi sempre al primo posto, ma quando si fanno i conti di fine stagione si scopre che ci troviamo al quinto. Questo significa che la voglia di Italia è veramente tanta e noi possiamo usare digitale e metaverso per migliorare questa posizione.
- Forse il più motivo importante. Il turismo itinerante è un “megatrend”: nel 2017 in Europa sono stati immatricolati 111.000 camper nuovi, nel 2021 181.000, con un aumento di oltre il 63% in cinque anni. Questo significa che tutti gli investimenti fatti in digitalizzazione e metaverso verranno ripagati nel tempo da un settore in grande crescita.
La ricettività ha già scelto i nuovi strumenti
A portare testimonianza di come il settore della ricettività open-air stia puntando sulla digitalizzazione è stato Alberto Granzotto, Presidente di FAITA-FederCamping. “Il mondo del turismo all’aria aperta ha già da tempo sviluppato prodotti digitali molto importanti e oggi si sta aprendo a tutto quello che la tecnologia propone: non solo metaverso, ma anche Intelligenza Artificiale,” ha affermato.
Granzotto ha dato anche una panoramica sul settore: le strutture ricettive open-air rappresentano solo l’1% del totale, ma il 25% dei posti letto, oltre il 10% degli arrivi e circa il 20% delle presenze, per tre miliardi di fatturato diretto e due di indotto. Al turismo itinerante sono destinate oltre 250 mila piazzole su una superficie totale che supera i 72 milioni di metri quadri.
“Come associazione abbiamo promosso un importante osservatorio digitale che misura in tempo reale il flusso delle prenotazioni”, ha spiegato. “I gestionali sono collegati in forma anonima per aggregare questi dati. Possiamo così vedere in tempo reale i trend divisi per segmento, a partire da camper, caravan e mobile home. Abbiamo anche sviluppato con il CISET un importante progetto per gestire la componente multimediale permettendo agli operatori di realizzare piattaforme capaci di raccogliere tutti i contenuti digitali. Questo consentirà di gestire un numero crescente di dati, ma soprattutto di essere aggiornati in tempo reale su tutti i canali. Infine, stiamo collaborando anche con il Tourism Digital Lab dell’ENIT”.
Un’onda da cavalcare
A parlare di aree di sosta è stato chiamato Gianluca Tomellini, Presidente di AIASC. “La digitalizzazione per le nostre imprese è diventata un modello di business acquisito e per gli utenti uno strumento sempre più essenziale,” ha affermato. “L’offerta ha generato la domanda e bisogna sempre più pensare in digitale, non solo per il controllo accessi, ma per tutti gli aspetti delle strutture ricettive”.
Lo ha ben spiegato con un esempio pratico, parlando di risparmi legati all’abbattimento dei costi fissi come risultato della riduzione del personale in presenza. Tre persone costano 90.000 euro all’anno indipendentemente dagli arrivi e dalle dimensioni. Con un sistema digitale si può operare da remoto, assistendo il cliente anche da lontano. Il gestore riesce anche a ridurre i costi di manutenzione perché il tecnico interviene solo nel momento del bisogno, grazie alla domotica che segnala la presenza di eventuali problemi. Ci sono poi il potenziale azzeramento degli atti vandalici grazie alla videosorveglianza e un approccio più green gestendo meglio l’illuminazione.
E non si tratta solo di risparmi, ma anche di miglioramenti nell’integrazione paesaggistica e di lasciare all’imprenditore più tempo a disposizione per pensare allo sviluppo del business. “La digitalizzazione genera economia, PIL, sviluppo e creatività imprenditoriale,” ha concluso Tomellini. “La pandemia è stata un acceleratore, e pensare che il mondo ora rallenti o si fermi è inconcepibile. L’Intelligenza Artificiale porterà grandi innovazioni e quindi l’onda digitale va assolutamente cavalcata”.
L’importanza dei sette minuti
Giorgio Broglio, Founder di Tabui App, ha spiegato come la soluzione sviluppata dalla sua azienda permetta di scoprire con facilità che cosa vedere o fare nei dintorni del posto in cui ci si trova. L’approccio digitale consente di reperire in modo semplice le informazioni necessarie e ha sottolineato come si stiano integrando anche funzioni a cui finora non si era abituati a pensare, come per esempio quella che permette di sapere dove conferire il rifiuto differenziato. Il successo dell’app è dimostrato dal tempo medio di permanenza dell’utente: ben sette minuti.
Matteo Botti, Digital Strategist dell’agenzia di comunicazione AICOD, ha sottolineato quanto questo valore sia importante. “In un mondo iper-frazionato, dobbiamo cercare di tenere le persone sulla vicende che noi raccontiamo,” ha detto. “Dobbiamo creare delle narrazioni che non siano vissute come fastidi. Solo così otterremo allora tempo, e quindi la conversione. Non bisogna farsi spaventare da queste nuove tecnologie. I dati e le analisi parlando di persone profilate, le cui abitudini sono state inserite nelle strutture di dati. Quando un’azienda vuole vendere qualcosa li analizza”.
Google Street View come esempio di metaverso
Dopo tanti cenni al digitale, Gualtiero Carraro, CEO di Carraro Lab, imprenditore e ricercatore che vanta 11 premi internazionali e 150 opere multimediali, è arrivato a parlare più direttamente di metaverso, definito come l’evoluzione immersiva di Internet. “È una promessa che la Rete ha fatto sin dall’inizio,” spiega, “perché sito vuol dire luogo, non pagina, navigare significa muoversi, non cliccare”.
Come accennato all’inizio, il metaverso può essere applicato a tutte le fasi dal viaggio: prima, durante e dopo. Bisogna pensarci non solo come esperienza virtuale, ma ibrida: come realtà virtuale o aumentata. E non servono necessariamente dei visori specifici, perché i contenuti possono essere fruiti in modalità diverse. Per esempio, scansionando il passaggio tramite droni e rendendolo “navigabile” in modo simile a Google Street View, che è oggi il più grande esempio di metaverso online. Grazie al metaverso le destinazioni possono diventare anche più accessibili: persone disabili o con limitazioni possono conoscere luoghi che altrimenti non potrebbero visitare.
Edoardo Colombo, Advisor BTM e autore del volume Turismo Mega Trend, ha chiuso il webinar citando pagamenti digitali, condivisione, Intelligenza Artificiale e 5G come elementi molto interessanti per il turismo. Che sta evolvendo e che non può dimenticare i nomadi digitali e gli smart workers.
La registrazione integrale del webinar “Digitale e Metaverso. Opportunità e strumenti per il turismo open-air” è ancora disponibile online sul sito del Salone del Camper.

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