La terza e ultima giornata del Forum Open Air 2025, organizzato da FAITA Federcamping nella splendida cornice di Roma, ha confermato la centralità del turismo all’aria aperta nel panorama dell’accoglienza italiana. Dopo aver dedicato i primi due giorni alla formazione e all’analisi dei dati del settore, il focus si è spostato oggi sul presente e sul futuro di un comparto che continua a crescere e innovare, tra sostenibilità, digitalizzazione e valorizzazione delle risorse umane.
L’incontro, dal titolo “Open air: here and now”, ha riunito istituzioni, esperti, imprenditori e accademici per riflettere su come affrontare le sfide di un turismo in rapida trasformazione, mantenendo al centro le persone e il territorio.
A inaugurare i lavori è stato Gian Marco Centinaio, Vice Presidente del Senato della Repubblica, che ha espresso il proprio apprezzamento per il percorso intrapreso dal settore open-air e per l’impegno di FAITA Federcamping nel rappresentare un modello di turismo sostenibile, moderno e diffuso sul territorio. Centinaio ha sottolineato come il turismo all’aria aperta rappresenti oggi una leva strategica non solo per l’economia nazionale, ma anche per la valorizzazione delle aree interne e delle destinazioni meno note:
“Il turista open-air,” ha osservato, “è colui che esplora, che si muove, che scopre realtà del Paese spesso fuori dai circuiti tradizionali. È un turismo che unisce natura, cultura e autenticità, e che contribuisce concretamente alla sostenibilità ambientale e sociale”.
Il Vice Presidente del Senato ha anche rimarcato l’importanza di comunicare meglio il valore e la qualità di questa forma di vacanza, ancora talvolta fraintesa nel mercato domestico: “Racconto sempre l’aneddoto di un amico che, quando gli ho detto che sarei andato in campeggio, mi ha chiesto se avrei dormito in tenda. Dopo aver visto le foto, ha cambiato idea. C’è ancora molto da fare per raccontare quanto il settore sia evoluto”.
Sul fronte politico, Centinaio ha invitato a semplificare i processi burocratici e a favorire una maggiore collaborazione tra istituzioni e imprese: “Il compito della politica,” ha aggiunto, “non è mettere ostacoli, ma accompagnare la crescita. Dobbiamo ridurre la burocrazia e creare le condizioni per far lavorare meglio chi fa impresa”. Il suo intervento ha concluso con una nota di fiducia: “È stato seminato molto, ora serve dare continuità al lavoro. L’obiettivo è ritrovarci qui tra un anno e poter dire: ciò che ci eravamo proposti, lo abbiamo realizzato. Siamo sulla buona strada”.
Persone e tecnologie al centro del cambiamento
La prima tavola rotonda della giornata ha affrontato uno dei temi più attuali per l’intero comparto turistico: l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla gestione delle risorse umane, sulla formazione e sull’organizzazione delle strutture ricettive. Il confronto ha riunito Valeria Minghetti (CISET – Università Ca’ Foscari Venezia), Marco Brogna (Università La Sapienza di Roma e Presidente ITS Turismo Academy), Fabrizio Zezza (CEO di EasyConsulting) e Luca Vescovi (ricerca e sviluppo in ambito neuromarketing e AI – Jampaa.it).

Aprendo la sessione, Valeria Minghetti ha presentato una ricerca realizzata da CISET per FAITA Federcamping, focalizzata su quattro regioni chiave – Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lazio – per fotografare la filiera del lavoro nel turismo open air. Dall’indagine emerge come il comparto impieghi oltre 18.000 addetti diretti e indiretti nelle sole quattro regioni analizzate, confermandosi un settore ad alta intensità di occupazione e con un forte indotto territoriale.
La continuità del rapporto di lavoro – ha sottolineato Minghetti – rappresenta un segnale positivo: oltre la metà dei lavoratori stagionali torna ogni anno nella stessa struttura o nello stesso comune, indice di una crescente fidelizzazione e di un rapporto sempre più stabile tra imprese e personale. Tuttavia, restano criticità legate alla reperibilità delle competenze e alla difficoltà di attrarre nuove professionalità, soprattutto giovanili. “Il nostro obiettivo,” ha spiegato, “è comprendere meglio il valore economico e sociale generato dal comparto e rafforzare i legami tra impresa, formazione e territorio”.
Il professor Marco Brogna ha introdotto il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel turismo, presentando una serie di dati internazionali che mostrano una crescita vertiginosa del mercato AI nel settore: si prevede un aumento del 1.100% entro il 2033, con investimenti globali passati da 3 a 36 miliardi di dollari. Ma l’Italia, ha osservato Brogna, sconta un forte ritardo culturale e tecnologico: solo il 14% degli operatori turistici dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale nelle proprie attività, contro il 63% degli Stati Uniti.
“La strada è già segnata,” ha detto, “alcune mansioni saranno inevitabilmente automatizzate, ma l’essere umano potrà e dovrà concentrarsi su ciò che le macchine non sanno fare: pensare, interpretare, creare valore attraverso l’esperienza”. Il docente ha invitato gli imprenditori del settore a non temere la tecnologia, ma a comprenderla e a governarla, ricordando che l’intelligenza artificiale può migliorare la produttività del personale, la pianificazione e la qualità delle decisioni, purché integrata in una visione di sistema.
A illustrare un caso concreto di applicazione è stato Fabrizio Zezza, CEO di EasyConsulting e ideatore del laboratorio ITS AI Lab, realizzato in collaborazione con l’ITS Turismo Academy.
Il progetto consente agli studenti di analizzare in tempo reale i dati di mercato provenienti da OTA e canali di prenotazione, simulando scenari competitivi e strategie di pricing attraverso modelli predittivi basati su machine learning. “Non esisterà il lavoratore sostituito dall’intelligenza artificiale,” ha dichiarato Zezza, “ma il lavoratore che saprà usarla e quello che non saprà farlo. Il primo sarà più produttivo e più consapevole. L’AI deve diventare uno strumento quotidiano, non un ostacolo”.
Il panel si è concluso con l’intervento di Luca Vescovi, che ha offerto una visione più ampia sull’evoluzione delle tecnologie generative e agentiche. Vescovi ha ricordato come in soli due anni l’utilizzo di strumenti come ChatGPT sia cresciuto da 240 a 800 milioni di utenti, con un’accelerazione senza precedenti. Questa rivoluzione – ha sottolineato – cambierà radicalmente il modo in cui i turisti interagiscono con le destinazioni e le strutture ricettive: “Il vostro cliente non cercherà più informazioni su Google, ma dialogherà direttamente con un agente AI. Chiederà dove andare, quanto costa, cosa fare. È una trasformazione epocale: i siti web dovranno essere progettati non solo per le persone, ma anche per gli agenti intelligenti”.
Vescovi ha presentato inoltre OpenAI Rub, un progetto sviluppato in collaborazione con FAITA Federcamping per creare un sistema integrato di chatbot, automazione e content generation dedicato alle strutture open air. L’obiettivo è semplificare la comunicazione con gli ospiti, generare preventivi, rispondere alle recensioni e costruire pagine web in modo automatico, partendo dai dati reali della struttura.
Il turismo open-air come leva di sviluppo territoriale e sostenibilità
La seconda parte della mattinata del Forum Open Air è stata dedicata alla riflessione sulle nuove traiettorie del turismo all’aria aperta. L’obiettivo: comprendere come questo segmento possa continuare a crescere, valorizzando territori, comunità e infrastrutture in chiave sostenibile e innovativa. Il panel “New Opportunities, New Markets, New Horizons” ha messo a confronto accademici, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni turistiche, offrendo uno spaccato del turismo open-air come motore di sviluppo economico e sociale, capace di generare valore ben oltre la dimensione ricettiva.

Antonio Preiti, docente dell’Università di Firenze ed esperto di destination management, ha ricordato come il turismo open-air sia passato “da umile ancella dell’ospitalità a uno dei pilastri del sistema turistico nazionale”. Un’evoluzione evidente non solo nei numeri – Cavallino-Treporti e San Michele al Tagliamento superano insieme gli 11 milioni di presenze annuali – ma anche nel valore economico prodotto dai territori. “Oggi,” ha spiegato Preiti, “il campeggio e il glamping non sono più scelte di necessità, ma di libertà. Sono esperienze che uniscono comfort, natura e attività, accessibili a tutti e in grado di creare ricchezza diffusa.”
Roberta Nesto, sindaco di Cavallino-Treporti e coordinatrice del G20 Spiagge, ha portato l’esperienza della costa veneta come esempio di equilibrio tra sviluppo turistico e qualità della vita locale. “Abbiamo costruito negli anni una comunità che vive il turismo come valore condiviso, non come peso,” ha dichiarato, “ma per essere davvero sostenibile, il cambiamento deve nascere dal basso”.
Nesto ha sottolineato come la gestione dei flussi turistici sia oggi una delle sfide principali per le destinazioni balneari, che in estate si trovano a moltiplicare la popolazione anche di dieci volte. Da qui la proposta di una normativa nazionale per riconoscere lo status di città balneare o fisarmonica, consentendo ai sindaci di adottare ordinanze e strumenti specifici per gestire in modo più efficace accessi, mobilità e servizi pubblici: “Abbiamo bisogno di poter intervenire rapidamente non per limitare il turismo, ma per renderlo compatibile con i territori e con la vita delle comunità residenti”.
In collegamento video, Alessandra Priante, presidente di ENIT, ha offerto una visione ampia e internazionale. Secondo Priante, l’Italia si posiziona ormai tra le prime destinazioni europee per il turismo all’aria aperta, un risultato dovuto alla varietà dell’offerta e alla capacità di rivolgersi a target sempre più diversificati. “L’Italia è già una destinazione open-air,” ha detto, “ma dobbiamo imparare a raccontarla così. Non più turismo di destinazione, ma di motivazione: natura, sport, benessere, scoperta. E sempre più giovani scelgono questa formula di vacanza”.
Priante ha evidenziato il ruolo fondamentale della collaborazione pubblico-privato, migliorata negli ultimi anni grazie a un dialogo più maturo tra amministrazioni, regioni e operatori: “Quando all’estero ci presentiamo uniti siamo credibili, solidi e competitivi. È questa la nostra forza”.
Nel corso del panel sono stati presentati anche progetti di Ferrovie dello Stato – Treni Turistici Italiani, che mirano a promuovere esperienze di viaggio slow su linee storiche e itinerari paesaggistici, e di Telepass, orientati alla mobilità sostenibile e smart nelle destinazioni turistiche. Anche Padre Enzo Fortunato, presidente della Giornata Mondiale dei Bambini 2026, ha ricordato come i grandi eventi possano diventare occasioni per rafforzare il legame tra ospitalità, accoglienza e valori condivisi.
Olimpiadi 2026: un’eredità sostenibile per i territori
Le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 rappresentano anche un laboratorio di innovazione sostenibile. In collegamento da Cortina, Fabio Saldini, Commissario di Governo e AD di SIMICO, ha ricordato che circa l’80% degli investimenti previsti sarà destinato a opere che resteranno come eredità permanente per i territori coinvolti. Il villaggio olimpico di Cortina, realizzato da Crippaconcept con 377 unità modulari destinate a ospitare 1.400 atleti, sarà invece smantellato al termine della manifestazione. Come ha spiegato Sergio Redaelli, si tratta di una struttura temporanea, interamente reversibile e riutilizzabile: “un esempio concreto di sostenibilità applicata ai grandi eventi”.

Secondo Gianluca Caramanna, deputato e consigliere del Ministro del Turismo, il progetto “dimostra come il know-how del turismo open-air possa contribuire a un nuovo modello di ospitalità diffusa, efficiente e rispettosa dell’ambiente”.
Le parole chiave del futuro: qualità e destagionalizzazione
A chiudere i lavori del Forum Open Air 2025 è stata la Ministra del Turismo, Daniela Santanché, che ha ringraziato FAITA Federcamping per il lavoro svolto nel promuovere un settore “vivace, in crescita e sempre più strategico per l’economia del Paese”. Nel suo intervento, la ministra ha richiamato la necessità di una collaborazione più stretta tra pubblico e privato per affrontare le sfide del futuro, sottolineando come il turismo all’aria aperta rappresenti “una delle forme più autentiche e innovative di ospitalità italiana”.

Santanché ha individuato due priorità su cui concentrare l’impegno comune: “La prima è la qualità, perché la vera sfida è quella dei servizi: l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie renderanno impossibile la mediocrità. Bisogna puntare sull’eccellenza, sulla capacità e sulla professionalità. La seconda è la destagionalizzazione. Non è possibile che a fine estate l’Italia spenga l’interruttore del turismo. Dobbiamo costruire un’offerta che viva dodici mesi l’anno, comunicandola con forza ai nostri mercati di riferimento”.
Un obiettivo che, secondo la ministra, potrà essere raggiunto solo “facendo squadra” e valorizzando le potenzialità dei territori, in particolare di quelle aree interne che incarnano la vera identità del Paese.
Le conclusioni di FAITA Federcamping
Nel suo intervento di chiusura, Alberto Granzotto, presidente di FAITA Federcamping, ha ripreso le due parole chiave della ministra aggiungendone una terza: sostenibilità. “Qualità, destagionalizzazione e sostenibilità,” ha detto, “sono i tre pilastri su cui costruire il futuro del turismo open-air. Temi che richiedono una visione condivisa e un dialogo costante tra imprese, istituzioni e lavoratori”.
Granzotto ha concluso sottolineando l’importanza di rivedere le normative che regolano l’uso degli spazi e delle strutture, per permettere alle imprese di operare anche nei mesi non estivi, e di investire su formazione, infrastrutture e comunicazione.

Digitale e metaverso: il futuro del turismo open-air visto dal Salone del Camper